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Senza sorprese: la BCE mantiene i tassi. Ecco cosa pensano gli esperti
Prospettive di mercato

Senza sorprese: la BCE mantiene i tassi. Ecco cosa pensano gli esperti

L’istituto europeo ha confermato al 4,5% il tasso di interesse e, in un comunicato, ha spiegato che le informazioni più recenti supportano le previsioni precedenti del consiglio in merito all’inflazione a medio termine.
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11 APR, 2024

Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

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La Banca Centrale Europea ha rispettato le aspettative mantenendo i tassi invariati per la quinta riunione consecutiva. L'istituto europeo ha confermato al 4,5% il tasso di interesse e, in un comunicato, ha spiegato che le informazioni più recenti supportano le previsioni precedenti del consiglio in merito all'inflazione a medio termine. Ecco cosa pensano gli esperti riguardo alla decisione dell'entità guidata da Christine Lagarde:

Gurpreet Garewal, Macro Strategist, Fixed Income and Liquidity Solutions, Goldman Sachs Asset Management

La BCE continua a segnalare un inizio di riduzione dei tassi in estate, a fronte di un andamento dell'inflazione e delle condizioni del mercato del lavoro in linea con le aspettative. Siamo propensi a sovrappesare i tassi europei rispetto ad altri mercati, in quanto sia la crescita che l'inflazione favoriscono una riduzione delle politiche monetarie restrittive. Tuttavia, come dimostra la storia degli Stati Uniti, la traiettoria dei tassi di interesse dipende dai dati e richiede un approccio dinamico alle esposizioni alla duration.

Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager, Moneyfarm

Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager, Moneyfarm

Come ampiamente previsto dal consensus, nel corso della riunione di oggi l’Eurotower ha optato per la quinta volta consecutiva per il mantenimento dei tre tassi d’interesse di riferimento agli attuali livelli record. Una mossa che torna a sottolineare l’approccio prudente dei policymaker europei, che restano alla ricerca di nuovi e più forti segnali di un rallentamento dei prezzi, come potrebbe essere il raffreddamento della dinamica salariale. 

Questa linea “attendista” trova riscontro nelle ultime dichiarazioni di Christine Lagarde, secondo la quale occorrerà attendere almeno la fine del primo semestre per avere un quadro più completo. Ad ogni modo, il trend calante dell’inflazione, sempre più vicina al target del 2%, unito alla politica di allentamento monetario intrapresa dalla Svizzera, lasciano sperare gli investitori in un primo taglio dei tassi già a giugno. 

Sembrerebbe dunque profilarsi una divergenza tra la politica monetaria della Fed e quella della Bce: mentre la prima è chiamata ad affrontare crescenti pressioni inflazionistiche in un contesto di crescita economica robusta, la seconda è alle prese con il difficile compito di calibrare le proprie mosse e tenere conto delle loro potenziali ripercussioni su valute e prezzi al consumo a livello globale.

Felix Feather, Economist, abrdn

Felix Feather, economista, abrdn

Nessuna sorpresa oggi da parte della BCE, che ha optato per il mantenimento dei tassi di interesse per la quinta volta consecutiva. Come previsto, la banca ha inoltre posto le basi per un imminente ciclo di allentamento modificando la sua dichiarazione di politica monetaria.

La decisione odierna conferma che, a parte eventuali sorprese economiche di grande rilievo, la banca si prepara a effettuare un taglio dei tassi nella riunione di giugno.

Non ci aspettiamo, tuttavia, che la banca si affretti a tagliare i tassi d'interesse. Benché abbiano abbracciato l'idea di un taglio dei tassi, i funzionari hanno anche sottolineato la necessità di mantenere una politica restrittiva per un certo periodo di tempo, il che precluderebbe una serie di tagli molto bruschi.

Ciononostante, ci aspettiamo che la banca effettui diversi tagli di 25 punti base prima della fine dell'anno.

Alexander Batten, Fixed Income Portfolio Manager, Columbia Threadneedle Investments

Alexander Batten, Fixed Income Portfolio Manager, Columbia Threadneedle Investments

Come già largamente anticipato, oggi la BCE ha mantenuto i tassi invariati, gettando inoltre le basi per iniziare un ciclo di tagli a giugno. Nel comunicato si sottolinea il contributo della politica monetaria nel ridurre l’inflazione e si menzionano esplicitamente i tagli dei tassi, sebbene condizionati a ulteriori progressi in materia di inflazione; pur lasciando intedere che a giugno avrà inizio un ciclo di allentamento, non è stato preso un impegno preliminare formale.

Negli Stati Uniti, gli ultimi rialzi inflazionistici hanno messo in dubbio la possibilità che la Federal Reserve avvii un ciclo di allentamento nel corso dell’anno, con il rischio che anche le altre banche centrali non iniziassero il proprio processo di allentamento prima della banca statunitense. Tuttavia, non sembra essere questo il caso per quanto riguarda l’Eurozona. Infatti, le recenti dinamiche dell’inflazione, dei salari e degli utili sono in linea con una politica di tagli dei tassi e la BCE ha chiaramente deciso di impostare la politica monetaria sulla base delle condizioni interne piuttosto che su dinamiche internazionali.

Oltre a sottolineare che la Bce è “indipendente dalla Fed”, la Presidente Largarde ha precisato che l’andamento della politica monetaria è subordinato ai dati in attesa da aprile a giugno. Tuttavia, menzionando ripetutamente l’introduzione di una guidance sui tagli, la Presidente della Bce lascia intendere che il primo taglio si farà a giugno, ma che successivi dati potrebbero rallentare il processo di allentamento.

Nicolas Forest, CIO, Candriam

Nicolas Forest, CIO, Candriam

La BCE è pronta a tagliare i tassi indipendentemente dalla FED, almeno nel breve termine. Con il rallentamento del tasso d'inflazione verso l'obiettivo del 2%, i dati sui salari che si muovono nella direzione giusta e un chiaro consenso tra i membri del Consiglio della BCE, l’Istituto di Francoforte ha dato un messaggio chiaro sull'inizio del ciclo di allentamento a giugno.

Questo segna una differenza significativa rispetto alle intenzioni della Fed, che sembra fare marcia indietro, preoccupata dal rimbalzo dell'inflazione al 3,5% a marzo. Di conseguenza, è più probabile che la Fed posticipi il suo ciclo di allentamento alla fine dell'anno.

La Presidente Christine Lagarde dovrà adottare un approccio diverso e perseguire una strategia monetaria indipendente in futuro. Questo è un elemento particolarmente critico se si considera la sua posizione restrittiva e il suo impatto sull'economia europea. Prevediamo ancora due tagli dei tassi dopo giugno, ma Lagarde non si impegnerà a definire in anticipo un percorso specifico per i tagli futuri. Continuerà a dipendere dai dati e valuterà la situazione riunione per riunione. Questo approccio è particolarmente cauto in un momento in cui i prezzi del petrolio salgono a nuovi massimi tra rischi geopolitici e una domanda più forte nel breve termine. Il timore principale è che l'inflazione complessiva possa tornare a salire.

Tomasz Wieladek, Chief European Economist, T. Rowe Price

Tomasz Wieladek, Chief European Economist, T. Rowe Price

La Bce ha adottato una forward guidance altamente dipendente dai dati. La banca centrale ha dichiarato che renderà la politica monetaria meno restrittiva quando saranno soddisfatte tre condizioni: calo dell'inflazione sottostante, prospettive di inflazione in linea con l'obiettivo e forza della trasmissione della politica monetaria.

Questo è un chiaro segnale che molto probabilmente taglierà i tassi a giugno, a patto che non ci siano sorprese significative nei dati futuri. Inoltre, indipendentemente dal fatto che sia visto in relazione al tasso neutrale o al tasso d'inflazione, il tasso di riferimento è in territorio altamente restrittivo.

La Bce potrebbe facilmente tagliare i tassi di interesse di 100 punti base e continuare a sostenere di essere in un territorio altamente restrittivo. Ritengo pertanto che quest'anno assisteremo a una sequenza di tagli da parte della banca centrale europea, per un valore complessivo di 100-125 punti base.

Mi aspetto che tutte e tre le condizioni siano più che soddisfatti entro la riunione di giugno. L'inflazione dei servizi ad aprile probabilmente diminuirà a causa degli effetti della Pasqua, sia su base tendenziale che congiunturale. La prossima indagine sui prestiti bancari della Bce continuerà probabilmente a mostrare un calo della domanda di prestiti da parte delle imprese. Inoltre, le proiezioni sull'inflazione della Bce hanno già segnalato un calo a marzo. Ma tale proiezione era condizionata a 4,5 tagli nel 2024. Il mercato ora prevede solo 3,2 tagli, il che porterebbe a un'inflazione a medio termine ancora più bassa nelle proiezioni della banca centrale europea.

Ann-Katrin Petersen, Chief Investment Strategist per Germania, Austria, Svizzera e Europa dell'Est, BlackRock Investment Institute

Ann-Katrin Petersen, Chief Investment Strategist per Germania, Austria, Svizzera e Europa dell'Est, BlackRock Investment Institute

Come previsto, la BCE ha mantenuto invariati i tassi di politica oggi. Tuttavia, il presidente Lagarde ha ribadito che è probabile un primo taglio dei tassi a giugno, a condizione che i dati lo giustifichino. Va notato che è ancora incerto il ritmo dei tagli successivi. Lagarde ha ribadito che la BCE seguirà un approccio "dipendente dai dati, riunione per riunione".

Rispetto alla Fed, la BCE affronta una crescita più debole e ha aumentato ulteriormente la politica verso una politica restrittiva. La recente forte crescita occupazionale e l'inflazione persistente rendono ora improbabile un taglio dei tassi da parte della Fed a giugno. Quindi, probabilmente la BCE taglierà per prima, ma potrebbe poi procedere più lentamente se la Fed ritarderà i tagli.

Con lo scioglimento dello shock energetico e gli aumenti dei tassi di interesse passati della BCE che si fanno sentire, prevediamo che l'inflazione nell'area euro raggiunga - o addirittura temporaneamente scenda al di sotto - il target di inflazione del 2% della BCE nel 2024. Ma questo non è un ritorno al mondo che una volta abbiamo conosciuto, dove l'inflazione era costantemente ben al di sotto del target del 2%. Con i mercati del lavoro ancora stretti e la debolezza della produttività, le pressioni sui prezzi interni potrebbero mantenere l'inflazione vicino o sopra il 2%. Gli investitori dovrebbero tenere presente il quadro generale: i tassi nell'area euro probabilmente rimarranno strutturalmente più alti mentre l'inflazione si stabilizza sopra i livelli pre-pandemici.

Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte

Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte

Sebbene con tutti i caveat del caso (non prendiamo impegni ex ante), la Lagarde di fatto ha confermato che la potenza del taglio tassi è per giugno. 

Allo stesso tempo ha anche implicitamente escluso l'ipotesi avanzata da alcuni analisti di fase di taglio dei tassi discontinua, a causa delle possibili fluttuazioni dell'inflazione. 

Infine, sul tema operatività del piano TPI nel caso di apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, la Lagarde ha richiamato le condizioni "alternative" che legano il TPI (il piano di acquisto di bond a discrezione della BCE se sussistono alcune condizioni) alla procedura:

compliance with the EU fiscal framework: not being subject to an excessive deficit procedure (EDP), or not being assessed as having failed to take effective action in response to an EU Council recommendation.

in altri termini, se anche fosse aperta la procedura di infrazione ma lo stato in infrazione seguisse le relative raccomandazioni, il piano TPI sarebbe potenzialmente ancora operativo. 

Konstantin Veit, Portfolio Manager, PIMCO

Konstantin Veit, Portfolio Manager, PIMCO

Come previsto, la BCE rimane in attesa e mantiene la sua posizione dipendente dai dati e meeting per meeting.

Se i dati in arrivo, in particolare quelli relativi a salari e profitti, confermeranno nel complesso lo scenario previsto nelle proiezioni di marzo, pensiamo che la BCE taglierà i tassi a giugno.

Una volta che la BCE inizierà a tagliare i tassi, crediamo che procederà con cautela in convenzionali step da 25 punti base.

I mercati hanno scontato un cospicuo numero di tagli dei tassi. Di conseguenza, le valutazioni appaiono più ragionevoli e sono ora in linea con la nostra previsione di tre tagli quest'anno.

I rischi sono probabilmente orientati verso un minor numero di tagli, soprattutto a causa della vischiosità dell'inflazione dei servizi, della tenuta del mercato del lavoro, dell'allentamento delle condizioni finanziarie e delle considerazioni sulla gestione del rischio da parte della BCE.

Antonella Manganelli, AD, Payden & Rygel Italia

Antonella Manganell

La riunione della BCE è passata sottotraccia sui mercati e, come previsto, senza modifiche di politica monetaria. I messaggi principali rimangono gli stessi:

Un taglio dei tassi alla riunione di giugno rimane l'ipotesi di base, con l'inflazione che procede in modo tale da consentire probabilmente l'inizio del ciclo di tagli.

La BCE non aspetterà un'inflazione al 2% "ovunque" prima di tagliare, ma è particolarmente attenta ai salari.

C'è stato un "ampio consenso" sulle prospettive, il che suggerirebbe che i membri più critici del consiglio direttivo non sono contrari all'attuale messaggio di un probabile taglio a giugno.

Alla Presidente Lagarde è stato chiesto di fare un confronto tra la politica della Fed e l'inflazione statunitense. Ha rilevato l'importanza dei dati statunitensi, ma ha sottolineato l'indipendenza della BCE e l'importanza dei dati europei.

La Presidente Lagarde ha anche sottolineato che entro giugno saranno disponibili "molti più dati" che confluiranno nelle previsioni aggiornate della BCE, il che probabilmente pone di nuovo le premesse per un taglio a giugno.

Álvaro Sanmartín, Chief Economist, Amchor IS

Álvaro Sanmartín, Chief Economist, Amchor IS

La Bce ha nuovamente avuto un tono dovish: questo segnala che è molto probabile che i tassi vengano abbassati nella prossima riunione di giugno e riconosce persino che alcuni membri avrebbero voluto iniziare ad abbassarli oggiLagarde è lieta che i segnali di moderazione salariale siano in aumento e che i margini delle imprese stiano assorbendo parte degli aumenti dei costi passati. Vede anche segnali di un crescente equilibrio tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, il che aumenta la fiducia che la moderazione salariale possa consolidarsi nei prossimi mesi. Inoltre, questo migliore equilibrio nel mercato del lavoro si sta realizzando attraverso una riduzione dei posti vacanti piuttosto che con la distruzione di posti di lavoro, il che è un fattore ancora più positivo.

Come ad annunciare che il taglio dei tassi di giugno sia quasi una certezza, Lagarde "dice" che è possibile che, a causa degli effetti base associati ai prezzi dell'energia, l'inflazione fluttui nei prossimi mesi. Il messaggio implicito, a mio avviso, è che, anche se alcuni dati tra oggi e giugno dovessero risultare in leggero peggioramento, è da considerare comunque normale che i tassi da giugno scenderanno.

Le mie conclusioni: la Bce è ancora intenzionata a tagliare i tassi, e giugno è chiaramente il mese giusto per farlo, a meno che non si verifichi una sorpresa importante nei dati sull'inflazione e/o sui salari tra oggi e quella data (cosa che non ci aspettiamo). Guardando al futuro, continuo a pensare che la crescita dell'Eurozona aumenterà e che questo porterà la Bce a tagliare i tassi meno del previsto. Dal punto di vista degli asset di rischio, in ogni caso, tutto sembra essere in ordine per il momento.

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