26 AGO, 2026

Jackson Hole torna a essere il punto di osservazione privilegiato per capire le prossime mosse della politica monetaria globale. Il simposio, organizzato ogni anno dalla Federal Reserve Bank di Kansas City nel Wyoming, riunisce banchieri centrali, economisti e investitori istituzionali in un momento in cui la parte lunga delle curve dei rendimenti resta sotto forte pressione a livello globale.
Non si tratta soltanto di un tema di politica monetaria: governi, aziende legate all'intelligenza artificiale e un nuovo presidente della Federal Reserve competono per lo stesso capitale, mentre dollaro, oro e asset di rischio restano sotto pressione in vista dell'evento. Gli operatori attendono indicazioni sia sulla direzione dei tassi sia su chi sarà disposto ad assorbire l'offerta crescente di debito a lungo termine.
Il Simposio di Jackson Hole 2026 sarà il primo intervento di Kevin Warsh come presidente della Federal Reserve. David Norris, Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management (boutique di Vontobel), ricorda che alla conferenza stampa del FOMC del 29 luglio Warsh non aveva ancora scelto l'impostazione del discorso: temi strutturali di lungo periodo, oppure un approccio più tradizionale orientato a preparare i mercati alle mosse tra settembre e dicembre.
Per Norris, l'intervento "dovrà essere un intervento di forte impatto per chiarire gli obiettivi di politica monetaria della Fed". Warsh ha già eliminato forward guidance e dot-plot. Michaël Lok, Group CIO e Co-CEO Asset Management di UBP, conferma che il presidente vuole sollevare questioni di ampio respiro piuttosto che fornire indicazioni, ribadendo che la Fed non è vincolata dai prezzi di mercato.
Dalla conferenza di luglio, i rendimenti dei Treasury sono saliti e la curva 2-30 anni si è irripidita. Il mercato sconta oggi una probabilità di rialzo a settembre tra il 30% e il 40%, secondo le stime di Lok (UBP) e Norris (TewntyFour AM), contro l'82% stimato a metà luglio. I verbali FOMC hanno mostrato crescente impazienza per l'inflazione, ma nessun segnale di inasprimento imminente.
Resta da capire quanto Warsh proseguirà con la filosofia della Fed più silenziosa, fatta di minore forward guidance e, secondo indiscrezioni, un passaggio da otto a sei riunioni annuali del FOMC. Norris osserva che il mercato, nel "seguire il pallone e non l'arbitro", ha fatto sfuggire di mano il controllo del gioco, spingendo al rialzo i tassi lunghi e il premio per il rischio.
A complicare il quadro è un problema più strutturale. Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen, osserva che "raramente i governi hanno avuto bisogno di una quantità di capitale così elevata", e non sono gli unici ad averne bisogno. Il debito federale USA ha superato i 40.000 miliardi di dollari, mentre il debito pubblico globale è salito al 94% del PIL, con il FMI che prevede il 100% entro il 2029.
Gli emittenti legati all'IA hanno già raccolto quasi 340 miliardi di dollari sui mercati statunitensi quest'anno, un'offerta di duration che la Federal Reserve Bank of Dallas stima possa arrivare a 360 miliardi nel 2026. I buyback del Tesoro hanno offerto sollievo temporaneo, ma per Cooper "non possono modificare in modo sostanziale l'equilibrio tra domanda e offerta".
Sul fronte valutario, l'indice del dollaro USA ha perso oltre l'1% la scorsa settimana, al livello più basso da maggio, dopo la decisione del Tesoro di ampliare i riacquisti di titoli lunghi. Lok (UBP) osserva che "il dollaro dovrebbe faticare ad apprezzarsi nel breve termine", nonostante un PMI positivo. L'oro ha raggiunto 4.650 dollari l'oncia, con obiettivo UBP di 5.200 dollari per il primo trimestre 2027.
Sull'azionario, Lok mantiene una view positiva ma selettiva: "adottiamo un approccio selettivo nell'attuale contesto di mercato guidato dagli utili, in cui prevediamo che la volatilità persista". La crescita degli utili attesa per l'MSCI ACWI nel 2026 è stata rivista al +33%, ma il rapporto prezzo/utili è sceso da 18,9x a 16,9x; la settimana sarà scandita anche dai risultati di Nvidia e da eventuali sviluppi in Medio Oriente.