
Aggiornato:
7 APR, 2026
Di RankiaPro

Gli asset in gestione dei 500 maggiori gestori del mondo hanno raggiunto 139,9 mila miliardi di USD a fine 2024, in aumento del 9,4% su base annua e nuovamente sopra il record del 2021, secondo una nuova ricerca del The Thinking Ahead Institute pubblicata a gennaio del 2026. La ripresa è stata trainata dai player nordamericani, mentre emergono forti divergenze regionali e un’accelerazione della gestione passiva.
Per quanto riguarda i gestori individuali, il rapporto sottolinea che BlackRock rimane il più grande gestore di attivi al mondo, con un totale di attivi superiore ai 11,5 trilioni di dollari rispetto ai 10 trilioni di 2023. Vanguard Group mantiene il secondo posto, con più di 10 trilioni di dollari rispetto ai 8,6 trilioni di 2023, entrambi molto avanti rispetto a Fidelity Investments e State Street Global, che occupano rispettivamente il terzo e quarto posto con 5,5 e 4,7 trilioni.
| Ranking | Asset manager | Mercato | AUM totale |
| 1 | BlackRock | U.S. | 11,551,251 |
| 2 | Vanguard Group | U.S. | 10,105,443 |
| 3 | Fidelity Investments | U.S. | 5,520,234 |
| 4 | State Street Inv. Mgmt | U.S. | 4,715,442 |
| 5 | J.P. Morgan Chase | U.S. | 4,045,000 |
| 6 | Goldman Sachs Group | U.S. | 3,137,000 |
| 7 | UBS | Switzerland | 2,860,700 |
| 8 | Capital Group | U.S. | 2,842,451 |
| 9 | Allianz Group | Germany | 2,549,739 |
| 10 | Amundi | France | 2,319,589 |
| 11 | BNY Investments | U.S. | 2,029,054 |
| 12 | Invesco | U.S. | 1,845,995 |
| 13 | Northern Trust | U.S. | 1,610,400 |
| 14 | T Rowe Price Group | U.S. | 1,606,600 |
| 15 | Morgan Stanley Inv. Mgmt | U.S. | 1,577,807 |
| 16 | Franklin Templeton | U.S. | 1,575,734 |
| 17 | Geode Capital Mgmt | U.S. | 1,529,507 |
| 18 | Prudential Financial | U.S. | 1,512,483 |
| 19 | BNP Paribas | France | 1,434,124 |
| 20 | Legal and General Group | UK | 1,404,364 |
Fonte: Thinking Ahead Institute al 10 novembre 2025. Classificati per il totale degli attivi gestiti (in milioni di dollari statunitensi).
I gestori del Nord America hanno registrato la crescita più rapida: +13% anno su anno, per un totale di 88,2 mila miliardi di USD, pari al 63% degli asset complessivi detenuti dai primi 500 operatori. Il dato consolida il ruolo dell’area come baricentro del settore nella fase di recupero post-2022.
In controtendenza il Giappone, dove gli asset in gestione sono scesi del 9,5% nel 2024, segnalando fragilità macro-finanziarie. Il Regno Unito, secondo mercato nel 2019, rischia di scivolare al quarto posto entro cinque anni, superato da Francia e Canada.
Nel frattempo, il Medio Oriente si afferma come hub strategico grazie a riforme regolamentari negli EAU (tra cui aggiornamenti sulle regole per gli asset digitali e il regime dei Qualifying Investment Funds), che stanno attirando grandi case verso centri come il Dubai International Financial Centre e Abu Dhabi. Tematiche come investimenti Shariah-compliant, ESG e asset digitali si allineano ai programmi nazionali di trasformazione, aumentando la competitività dell’area.
Prosegue il ribilanciamento strategico verso il passivo: le strategie indicizzate rappresentano ora il 39,0% degli asset totali, in aumento del 6,1% rispetto all’anno precedente. La gestione attiva scende al 61%, con un calo del 3,6% su base annua.
La concentrazione ai vertici si intensifica: i primi 20 gestori controllano il 47% degli asset complessivi (dal 45,5% nel 2023), per 65,8 mila miliardi di USD. Quindici gruppi con sede negli Stati Uniti pesano per l’83,9% di questo segmento. BlackRock, Vanguard e Fidelity Investments mantengono le prime tre posizioni globali, con BlackRock al vertice dal 2009.
Nel private market emergono specialisti in rapida crescita. Brookfield ha visto gli asset passare da 240 miliardi di USD nel 2017 a 1.061 miliardi nel 2024, con una crescita annua composta del 20% in otto anni e un balzo di 46 posizioni nel ranking, spinta dalla domanda per private credit, infrastrutture e real estate.
L’innovazione tecnologica avanza ma resta agli inizi: il 47% delle società sta investendo in Intelligenza Artificiale per finalità strategiche, operative e di customer experience; tuttavia, il 78% destina all’AI meno del 10% del budget IT. Il 61% prevede un aumento della spesa nei prossimi cinque anni, mentre il 64% segnala timori per i rischi cyber legati all’AI.
Questo studio dipinge un quadro vivido di un settore in transizione. Assistiamo a una convergenza di forze, dall'ascesa delle strategie passive e dei mercati privati all'influenza crescente dell'Intelligenza Artificiale. Queste tendenze stanno rimodellando le stesse fondamenta della gestione patrimoniale.
Jessica Gao, Direttrice, Thinking Ahead Institute
I contenuti di questo articolo hanno esclusivamente carattere informativo e non devono essere intesi come consulenza in materia finanziaria.