
25 MAG, 2026

Nel nome una storia. Zadig, la società di Asset Management, prende il nome dal racconto filosofico di Voltaire su un uomo saggio che giunge alla verità attraverso l’osservazione attenta di dettagli piccoli e trascurati. La strategia di punta della società, Memnon, si ispira all’antica leggenda di un guerriero la cui armatura, colpita dal sole nascente, emetteva un suono chiaro e risonante. Una metafora, suggerisce il team, per un portafoglio che risponde esclusivamente a segnali autentici, senza cedere al rumore di fondo. Non si tratta di scelte casuali. Riflettono una società la cui filosofia d’investimento è, nella sua essenza, quella di vedere ciò che gli altri non vedono e agire con convinzione.
Zadig Asset Management è stata fondata a Londra nel 2005 e ha trascorso i due decenni successivi a costruire una reputazione come uno dei gestori azionari attivi più distintivi d’Europa. La società è a maggioranza di proprietà dei dipendenti, ha uffici a Londra e Lussemburgo, e conta oggi un team di quattordici persone. La partnership con iM Global Partner, avviata nel 2020, le consente di accedere a un’ampia rete di distribuzione internazionale, preservando al contempo l’indipendenza e la focalizzazione che hanno sempre caratterizzato la sua cultura. La società gestisce oggi circa 1,3 miliardi di dollari in strategie azionarie europee.
La filosofia d’investimento di Zadig prende le mosse da un’osservazione semplice ma potente: i mercati azionari hanno un bias strutturale verso il comfort. Gli investitori tendono sistematicamente a sopravvalutare le società percepite come sicure, assegnando un premio a nomi noti, franchise dominanti e utili prevedibili, a scapito di realtà più complesse o temporaneamente poco amate. Questo “bias del comfort”, come lo definisce Zadig, crea un’opportunità sistematica di mispricing per un investitore paziente, guidato dalla convinzione, disposto ad andare dove il consenso non arriva.
La risposta della società a questa inefficienza è un approccio al tempo stesso opportunistico e disciplinato. I portafogli sono costruiti a partire da un numero limitato di idee ad alta convinzione, ciascuna selezionata sulla base di un rigoroso processo di valutazione interno e di una visione chiara secondo cui il potenziale di rivalutazione rispetto al fair value supera significativamente il rischio al ribasso e, soprattutto, che esiste un percorso credibile verso il re-rating, attraverso un catalyst, un cambiamento nella percezione del mercato o il progressivo riconoscimento del valore intrinseco. Il team è contrarian per attitudine, ma non ideologico: non seleziona i titoli sulla base di multipli bassi né tende sistematicamente verso alcuno stile. Al contrario, uno degli impegni più importanti di Zadig è mantenere in ogni momento la neutralità di stile, preservando un’esposizione equilibrata tra settori e stili (ciclici e difensivi, growth e value) e monitorando e contenendo costantemente le esposizioni ai fattori. Il portafoglio deve, in ogni momento, riflettere la qualità dello stock-picking del team, non una scommessa mascherata su un tema macro o fattoriale.
Ciò significa che la strategia di punta di Zadig, Memnon European Equity, non può essere replicata da alcun ETF factor-tilted o smart-beta, per quanto sofisticato, e che, il comportamento del fondo all’interno di un portafoglio, è guidato quasi interamente da rendimenti idiosincratici, specifici delle singole società.
Il processo di Zadig è risolutamente bottom-up. Il team costruisce i propri modelli di valutazione proprietari partendo da zero, incontra regolarmente il management delle società e applica un framework analitico coerente che integra le considerazioni ESG direttamente nel caso fondamentale, piuttosto che trattarle come un livello di compliance separato. Nessuna posizione viene costruita a meno che il team non riesca a individuare e giustificare un potenziale di rivalutazione significativo rispetto a una valutazione realistica dei rischi coinvolti.
I portafogli sono altamente concentrati, con un numero tipico di posizioni, nel caso del flagship Memnon European, compreso tra venti e trenta, selezionate tra le migliori idee del team nell’universo delle società europee a media e grande capitalizzazione. L’active share si attesta a circa il novanta per cento rispetto all’indice di riferimento. Il dimensionamento delle posizioni è guidato dalla convinzione, non dal peso nel benchmark, e i portafogli vengono gestiti con una disciplina “darwiniana”: le posizioni non vengono semplicemente monitorate rispetto alla propria tesi di investimento, ma competono tra loro per un posto nel portafoglio: nel portafoglio restano solo le idee migliori. Il potenziale di rendimento corretto per il rischio viene valutato quotidianamente, e il fondo ruota con sufficiente frequenza per riflettere le opportunità in evoluzione senza diventare di breve termine nel proprio approccio.
Strumenti quantitativi proprietari vengono utilizzati per monitorare e controllare le esposizioni ai fattori sia a livello di singola posizione che di portafoglio, assicurando che i forti segnali idiosincratici provenienti dalla selezione dei titoli non vengano oscurati o sovrastati da scommesse involontarie su temi macro o di stile. L’analisi dell’attribuzione del tracking error del fondo mostra che oltre l’ottanta per cento del rischio attivo è di natura idiosincratica, con contributi trascurabili da fattori di mercato, dimensione, valore, momentum e investimento.
Il team di investimento di Zadig è guidato da due partner, Vincent Steenman e Régis Bégué.
Steenman ha iniziato il suo percorso in Zadig nel 2007, apprendendo la cultura d’investimento della società al fianco dei fondatori durante la Grande Crisi Finanziaria, prima di lasciarla nel 2012 per gestire portafogli azionari europei in Morgan Stanley, Carmignac e Sata Capital. È tornato nel 2020, oltre un decennio dopo, e per scelta: una decisione che parla da sola riguardo alla sua convinzione nella filosofia della casa. Laureato all’École Polytechnique e all’HEC Paris, ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo delle capacità azionarie europee della società e co-gestisce Memnon European Equity dal febbraio 2023. L’arrivo di Bégué nell’aprile 2024 è stato altrettanto ponderato. Laureato all’HEC Paris, aveva conosciuto e collaborato con i membri fondatori di Zadig per decenni. Quando è giunto il momento di lasciare Lazard Frères Gestion, dove aveva trascorso quasi due decenni come Managing Director supervisionando un team di venti persone che gestiva 10 miliardi di euro in azioni europee, statunitensi e giapponesi, entrare in Zadig è stato il passo naturale successivo, fondato su convinzioni condivise e una fiducia consolidata nel tempo. Il team include anche Aurélien Favre, analista azionario con una formazione in matematica all’Imperial College di Londra e alla London School of Economics. In precedenza ha lavorato presso Goldman Sachs e Ananda AM.
Lanciata nel febbraio 2011, Memnon European Equity ha accumulato oggi oltre quattordici anni di track record effettivo. Dal suo lancio, la strategia ha generato un rendimento annualizzato netto dell’11,2% rispetto al 7,6% dell’indice MSCI Europe. La frequenza di sovraperformance è particolarmente significativa: su periodi triennali, quinquennali e decennali, la strategia ha sovraperformato il proprio indice di riferimento nel 100% delle osservazioni, con un excess return medio annuo di circa il 4,7% su questi orizzonti temporali (Fonte: eVestment in EUR; Performance Lorda al 31 marzo 2026).
Ciò che il track record di lungo periodo riflette, non è una scommessa andata a buon fine, ma l’effetto cumulato di un processo realmente contraddistinto. Memnon European Equity si colloca all’86° percentile dell’universo eVestment Pan-Europe Core Equity in termini di esposizione idiosincratica, il che significa che il rischio attivo assunto è in modo preponderante specifico delle singole società, un tipo di rischio difficilmente replicabile altrove nella categoria. Negli ultimi dodici mesi, la strategia ha generato un rendimento del 25,5% contro il 22,2% dell’MSCI Europe. La strategia ha guadagnato il 5,1% da inizio anno al 30 aprile, sovraperformando l’indice di riferimento.
Altrettanto importante è la coerenza della filosofia sottostante. Dal 2011, Zadig ha applicato lo stesso approccio style-neutral e guidato dalla convinzione sui singoli titoli, indipendentemente dalle condizioni di mercato. La strategia è stata messa alla prova attraverso molteplici cicli: la crisi del debito sovrano europeo, il drawdown del 2018, lo shock del Covid e il regime inflazionistico che ne è seguito; e il comportamento del portafoglio in questi episodi riflette la disciplina del processo, non una fortunata coincidenza con un particolare momento macro.
I mercati azionari europei hanno attraversato rotazioni di stile brusche e rapide negli ultimi anni, tra value e growth, tra difensivi e ciclici, tra large e small cap. In questo contesto, la capacità di mantenere la neutralità di stile e costruire una convinzione titolo per titolo diventa una autentica fonte di differenziazione. Un portafoglio che non dipende dalla persistenza di un singolo fattore è ben posizionato per cogliere opportunità in regime di rotazione. Al tempo stesso, le aspettative di crescita degli utili stanno iniziando a convergere tra regioni e segmenti di capitalizzazione, ampliando il campo delle opportunità per gli investitori selettivi e bottom-up.
In questo contesto, le ragioni a favore di un approccio autenticamente attivo, diversificato e style-neutral all’investimento azionario europeo sono più solide di quanto non lo siano state per molto tempo. Memnon European Equity non è una scommessa sulla direzione di un fattore, di un settore o di un tema macro. È un portafoglio di venti,trenta società accuratamente selezionate, scelte per il loro potenziale di rendimento corretto per il rischio, costruito per comportarsi in modo indipendente rispetto alle narrative dominanti del mercato.