
11 SET, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Le società italiane quotate hanno distribuito 23,7 miliardi di dollari (20,4 miliardi di euro) di dividendi nel secondo trimestre 2026, un record assoluto per il Paese.
Ma dietro il dato c'è un paradosso: mentre banche e assicurazioni corrono, la crescita aggregata si è quasi fermata. Lo rivela il Global Equity Study, Dividend Watch di Capital Group (edizione agosto 2026), che analizza trimestralmente i dividendi delle 1.600 maggiori società quotate al mondo.
Il dato che più colpisce non è l'importo, ma la sua composizione. La crescita "topline" (il dato grezzo, non rettificato) si è fermata al +0,9% nel trimestre. Quella "core", la metrica che Capital Group usa come riferimento perché elimina l'effetto cambio, i dividendi straordinari e le distorsioni di calendario, è ancora più bassa: +0,4%.
Nel primo semestre 2026, la crescita core sale leggermente all'1,0%, ma resta ben al di sotto della media globale (7,5%) e di quella europea (3,6%).
Il motivo di questo scarto è la crescita mediana delle società italiane nell'indice: +7,9%, in linea con l'ottima performance del settore finanziario. La distanza tra la crescita mediana (che riflette la salute della maggior parte delle aziende) e quella aggregata (dominata da poche grandi società) è il cuore della storia.
Il settore finanziario italiano continua a distribuire utili in modo sostenuto. Nel trimestre, Unipol Assicurazioni ha guidato l'aumento con un incremento del dividendo di quasi un terzo (+33% circa), seguita da vicino da Unicredit e BPER Banca.
È lo stesso schema visto a livello globale, dove il settore finanziario, il maggiore pagatore di dividendi al mondo, ha aumentato i pagamenti di 26 miliardi di dollari (+10,1% core) grazie a margini elevati e bilanci solidi.
Stellantis ha registrato una perdita di 22,3 miliardi di euro nel bilancio 2025 e a febbraio 2026 il consiglio di amministrazione ha confermato la sospensione totale del dividendo, dopo un taglio già drastico l'anno precedente. Secondo Capital Group, questo singolo taglio ha ridotto in modo significativo la crescita generata dal resto del mercato italiano nel trimestre.
È un caso da manuale di concentrazione: quando una sola società pesa abbastanza sull'indice nazionale, il suo andamento può oscurare il buon momento di decine di altre. Le difficoltà di Stellantis riflettono la transizione forzata all'elettrico e una concorrenza sempre più agguerrita, in linea con quanto accaduto ad altri grandi produttori europei.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Dividendi totali pagati | 23,7 miliardi $ / 20,4 miliardi € |
| Crescita topline (non rettificata) | +0,9% |
| Crescita core (rettificata) | +0,4% |
| Crescita core, primo semestre 2026 | +1,0% |
| Crescita mediana delle società italiane | +7,9% |
| Principali società in crescita | Unipol Assicurazioni, Unicredit, BPER Banca |
| Principale fattore frenante | Sospensione del dividendo Stellantis |
Fonte: Capital Group, Global Equity Study, Dividend Watch, edizione di agosto 2026 (dati al 30 giugno 2026).
L'Italia non è un caso isolato. In tutta Europa ex UK, i dividendi hanno toccato un record di 260,1 miliardi di dollari, ma la crescita core si è fermata al 3,6%, meno della metà della media globale, proprio a causa dei tagli nel settore automobilistico.
Oltre a Stellantis, anche Mercedes-Benz e Porsche hanno ridotto i pagamenti, e il settore consumer cyclical è stato il più debole a livello globale (-3,5% core). La lezione è la stessa su scala continentale: il settore auto sta pesando sui dividendi europei più di qualunque altro fattore.