
23 SET, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

I fondi pensione negoziali italiani hanno chiuso il 2025 con un patrimonio di 81.517 milioni di euro, in crescita del 9,28% sull'anno precedente. Gran parte di queste risorse è affidata in gestione a operatori esterni tramite mandati, secondo il Tredicesimo Report Annuale di Itinerari Previdenziali, Centro Studi e Ricerche.
La classifica dei gestori conferma Eurizon Capital al primo posto, sia per numero di mandati sia per masse in gestione. Questa mappa dei mandati aiuta a capire dove si concentra davvero il potere di allocazione del risparmio dei lavoratori italiani.
Il patrimonio complessivo dei 33 fondi pensione negoziali operativi in Italia ha raggiunto 81.517 milioni di euro nel 2025, contro i 74.592 milioni del 2024 (+9,28%). Gli iscritti sono saliti a 4.514.268, in crescita del 6,35% sull'anno precedente, complice anche l'espansione delle adesioni contrattuali, pari a circa 1.925.000 posizioni. La gestione del patrimonio resta quasi interamente esternalizzata a banche, SIM, SGR e compagnie di assicurazione.
Nel 2025 sono stati affidati 301 mandati di gestione indiretta, per il 56% di natura obbligazionaria. A questi si aggiungono investimenti diretti per 878 milioni di euro, in crescita rispetto ai 738 milioni del 2024, destinati soprattutto a fondi di investimento alternativi: infrastrutture (43,09%), private equity (25,96%) e private debt (23,45%).
Il dato resta comunque marginale se confrontato con l'intero settore del risparmio gestito italiano, il cui patrimonio complessivo ha raggiunto i 2.628 miliardi di euro a fine 2025. I fondi pensione negoziali rappresentano quindi circa il 3% delle masse gestite nel Paese.
La Tabella 5.6 del Report classifica i primi 10 gestori dei fondi pensione negoziali per quota di mercato nel 2025. Eurizon Capital si conferma al primo posto sia per AUM sia per numero di mandati, con 42 mandati e 12.310 milioni di euro in gestione, pari al 16% del mercato. Amundi sale al secondo posto in entrambe le classifiche, con 29 mandati e 8.765 milioni di euro (11%).
Al terzo posto per AUM sale Generali, con 6.674 milioni di euro (9%), davanti a BNP Paribas AM (6.296 milioni, 8%) e Unipol Assicurazioni (6.009 milioni, 8%). BlackRock resta sesto per masse gestite, ma primo per dimensione media dei mandati: 526 milioni di euro, contro una media di settore di circa 250 milioni.
Per numero di mandati, dietro a Eurizon e Amundi si posizionano Unipol (23), Anima Sgr (21) e Generali (18). Nel complesso, i primi 5 gestori per AUM concentrano oltre la metà del mercato dei mandati, mentre i primi 10 arrivano a rappresentare quasi l'80% del totale gestito per conto dei fondi negoziali.
| Gestore | Mandati | AUM (mln €) | Mandato medio (mln €) | Quota di mercato |
|---|---|---|---|---|
| Eurizon Capital | 42 | 12.310 | 293 | 16% |
| Amundi | 29 | 8.765 | 302 | 11% |
| Generali | 18 | 6.674 | 371 | 9% |
| BNP Paribas AM | 16 | 6.296 | 394 | 8% |
| Unipol Assicurazioni | 23 | 6.009 | 261 | 8% |
| BlackRock | 11 | 5.782 | 526 | 7% |
| Anima Sgr | 21 | 5.046 | 240 | 6% |
| Allianz GI | 10 | 4.148 | 415 | 5% |
| UBS | 13 | 3.197 | 246 | 4% |
| Groupama AM | 13 | 2.752 | 212 | 4% |

Il mercato dei mandati resta suddiviso tra 47 società specializzate, 34 estere e 13 italiane. Le sole 13 SGR e compagnie italiane gestiscono 158 mandati e detengono il 52,2% delle risorse, una quota in calo rispetto al 54,1% del 2024. Alle case estere sono affidati invece 143 mandati, pari al 47,8% delle risorse (circa 39 miliardi di euro).
Considerando anche i gestori residenti in Italia ma appartenenti a gruppi stranieri, come Amundi o BlackRock, la quota di risorse riconducibile a operatori esteri sale al 59,4% del totale. È un dato che segnala quanto la gestione finanziaria della previdenza contrattuale italiana dipenda ormai da gruppi internazionali, nonostante il primato di Eurizon Capital.
Tra i cambiamenti di classifica rispetto al 2024 spicca l'ingresso di BNP Paribas AM in quarta posizione per AUM, un salto legato all'acquisizione di AXA Investment Managers, completata dal gruppo francese il 1° luglio 2025. L'operazione ha unito le masse gestite per conto dei fondi pensione negoziali già in carico ad AXA IM a quelle storiche di BNP Paribas.