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Pet economy 2026: la spesa cresce, investirci resta difficile
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Pet economy 2026: la spesa cresce, investirci resta difficile

Il mercato USA da 158 miliardi cresce ancora, ma al 3,7% contro il 13,5% del 2021. Farmaci veterinari in calo del 6%, diagnostica e alimenti premium su del 10-15%: l’unico fondo OICVM disponibile in Italia perde il 7,5% a un anno. Quattro domande scomode sull’investimento tematico.
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Aggiornato:

19 APR, 2026

Di RankiaPro

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Con stime che indicavano un mercato globale da 500 miliardi di dollari entro il 2030 (Bloomberg Intelligence, 2023), la pet economy è stata presentata come uno dei megatrend del decennio.

A dire la verità, la spesa per gli animali domestici vale 158 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 5,3 miliardi di euro in Italia, ed è ancora in crescita. Ma nel 2026 il quadro per l’investitore è più sfumato: la crescita rallenta, i bilanci delle società quotate si dividono e gli strumenti per investire sul tema dall’Italia sono pochissimi. È un caso che merita l’attenzione di chi seleziona fondi.

La domanda tiene, ma rallenta

Negli Stati Uniti la spesa per gli animali domestici ha raggiunto 158 miliardi di dollari nel 2025 (+3,7%), e l'American Pet Products Association (APPA) ne stima 165 miliardi per il 2026. Circa due punti della crescita attesa, però, sono inflazione. E il 22% dei proprietari dichiara di aver speso meno nel 2025.

In Italia il Rapporto Assalco-Zoomark 2026 fotografa un mercato di 5,3 miliardi di euro (+2,5%), di cui 4,2 miliardi in alimenti. Gli alimenti per gatti trainano (+4,3%), quelli per cani quasi si fermano (+0,7%). Il 54,5% delle famiglie italiane convive con almeno un animale.

Il confronto con gli anni della pandemia rende evidente la frenata. Con le restrizioni, le famiglie hanno passato più tempo in casa e la spesa per gli animali ha accelerato: nel 2021 il mercato statunitense è cresciuto del 13,5%, a 123,6 miliardi di dollari, più del doppio del +6% che la stessa APPA aveva previsto. Oggi il ritmo è circa un quarto. In Italia il pet food è cresciuto in media del 6,9% l'anno tra il 2022 e il 2025, mentre nel 2025 il mercato complessivo si è fermato al +2,5%. La spinta straordinaria di quegli anni si è esaurita.

Dalla spesa ai bilanci: il quadro si divide

I conti del secondo trimestre 2026 mostrano che la crescita non premia tutti i segmenti allo stesso modo.

SegmentoAndamento (2° trimestre 2026)Perché
Farmaci veterinari per animali da compagniaRicavi in calo fino al 6% e previsioni 2026 riviste al ribassoMeno visite in clinica e proprietari più attenti al prezzo
Diagnostica veterinariaCrescita intorno al 10% e previsioni alzatePrezzi più alti e più test per visita compensano il calo delle visite
Alimenti freschi premiumCrescita intorno al 15% e previsioni alzateDomanda sostenuta per la fascia alta
E-commerce specializzatoCrescita intorno al 7%Oltre l'80% delle vendite arriva da abbonamenti ricorrenti
Alimenti dei grandi gruppiCrescita organica intorno al 3% (primo semestre)Volumi modesti, trainati dagli alimenti umidi per gatti

Fonte: elaborazione RankiaPro sui comunicati di Zoetis, IDEXX, Freshpet, Chewy e Nestlé Purina (agosto e settembre 2026).

Tengono i segmenti legati a consumi ricorrenti, alla prevenzione e alla fascia alta. Soffrono i farmaci a prezzo elevato e la spesa che il proprietario può rinviare.

Gli strumenti per investire nel benessere animale: un universo che si restringe

Per l'investitore italiano l'offerta dedicata è minima:

StrumentoTipoPatrimonio
Allianz Pet and Animal WellbeingFondo OICVM82,4 milioni di euro
ProShares Pet Care ETF (PAWZ)ETF statunitenseCirca 31 milioni di dollari

Strategia di investimento

Il fondo Allianz è oggi l'unico strumento dedicato alla pet economy distribuito in Italia.

La strategia, gestita da Oleksandr Pidlubnyy (luglio 2022) e Nezhla Mehmed (aprile 2024), investe principalmente in azioni globali di aziende legate al benessere degli animali e ai prodotti e servizi per animali domestici. Nel quadro della Sustainability Key Performance Indicator Strategy (Absolute Threshold), il fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali, con almeno un 20% di investimenti sostenibili in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e la tassonomia europea. Inoltre, applica criteri di esclusione ed evita emittenti con impatti negativi sugli obiettivi ambientali o sociali.​

Il suo approccio si distribuisce su tre grandi assi:

  • Salute animale: aziende dedicate a farmaci, diagnosi e vaccini.
  • Consumo e servizi: include alimentazione, attrezzature, assicurazioni e retail specializzato.
  • Tecnologia e sostenibilità: si distinguono soluzioni veterinarie digitali e alternative sostenibili per la produzione animale.

Principali posizioni in portafoglio

Secondo i dati di Allianz GI (al 30 settembre 2025), le cinque principali posizioni del fondo includono riferimenti nel settore veterinario e nel consumo specializzato:

ProShares Pet Care ETF (PAWZ)

L'alternativa più vicina è il ProShares Pet Care ETF (PAWZ), quotato negli Stati Uniti dal novembre 2018. Replica l'indice FactSet Pet Care, detiene 29 titoli e ha un costo annuo dello 0,50%. Al 30/09/2026 perde il 15,6% a un anno e dal lancio rende in media il 2,6% annuo, in dollari (dati ProShares). Non è un OICVM e non risulta un KID: per questo non può essere offerto alla clientela retail europea.

Cosa insegna la pet economy sull'investimento tematico

Il caso va oltre il settore: un trend reale non si è tradotto né in buoni rendimenti né in prodotti capaci di raccogliere. Ne derivano quattro domande utili davanti a qualsiasi proposta tematica.

  • La crescita del tema non è il rendimento dell'investitore. Chi è entrato nel 2021 ha comprato aspettative già nei prezzi: punto d'ingresso e valutazioni pesano quanto il trend.
  • Un universo ristretto significa concentrazione. Quattro delle prime cinque posizioni di PAWZ sono anche tra le prime dieci del fondo Allianz. Il taglio delle previsioni di un solo grande gruppo pesa su entrambi.
  • La dimensione del veicolo è un rischio a sé. Sotto i 100 milioni, fusioni e chiusure diventano un'ipotesi da considerare. La chiusura dell'ETF europeo nel 2023 va in questa direzione.
  • Dentro il tema conta la selezione. Nel 2026 alcuni segmenti crescono a doppia cifra, altri si contraggono. È un argomento a favore della gestione attiva, a patto che sia verificabile nei numeri.
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