
Aggiornato:
19 APR, 2026
Di RankiaPro

Con stime che indicavano un mercato globale da 500 miliardi di dollari entro il 2030 (Bloomberg Intelligence, 2023), la pet economy è stata presentata come uno dei megatrend del decennio.
A dire la verità, la spesa per gli animali domestici vale 158 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 5,3 miliardi di euro in Italia, ed è ancora in crescita. Ma nel 2026 il quadro per l’investitore è più sfumato: la crescita rallenta, i bilanci delle società quotate si dividono e gli strumenti per investire sul tema dall’Italia sono pochissimi. È un caso che merita l’attenzione di chi seleziona fondi.
Negli Stati Uniti la spesa per gli animali domestici ha raggiunto 158 miliardi di dollari nel 2025 (+3,7%), e l'American Pet Products Association (APPA) ne stima 165 miliardi per il 2026. Circa due punti della crescita attesa, però, sono inflazione. E il 22% dei proprietari dichiara di aver speso meno nel 2025.
In Italia il Rapporto Assalco-Zoomark 2026 fotografa un mercato di 5,3 miliardi di euro (+2,5%), di cui 4,2 miliardi in alimenti. Gli alimenti per gatti trainano (+4,3%), quelli per cani quasi si fermano (+0,7%). Il 54,5% delle famiglie italiane convive con almeno un animale.
Il confronto con gli anni della pandemia rende evidente la frenata. Con le restrizioni, le famiglie hanno passato più tempo in casa e la spesa per gli animali ha accelerato: nel 2021 il mercato statunitense è cresciuto del 13,5%, a 123,6 miliardi di dollari, più del doppio del +6% che la stessa APPA aveva previsto. Oggi il ritmo è circa un quarto. In Italia il pet food è cresciuto in media del 6,9% l'anno tra il 2022 e il 2025, mentre nel 2025 il mercato complessivo si è fermato al +2,5%. La spinta straordinaria di quegli anni si è esaurita.
I conti del secondo trimestre 2026 mostrano che la crescita non premia tutti i segmenti allo stesso modo.
| Segmento | Andamento (2° trimestre 2026) | Perché |
|---|---|---|
| Farmaci veterinari per animali da compagnia | Ricavi in calo fino al 6% e previsioni 2026 riviste al ribasso | Meno visite in clinica e proprietari più attenti al prezzo |
| Diagnostica veterinaria | Crescita intorno al 10% e previsioni alzate | Prezzi più alti e più test per visita compensano il calo delle visite |
| Alimenti freschi premium | Crescita intorno al 15% e previsioni alzate | Domanda sostenuta per la fascia alta |
| E-commerce specializzato | Crescita intorno al 7% | Oltre l'80% delle vendite arriva da abbonamenti ricorrenti |
| Alimenti dei grandi gruppi | Crescita organica intorno al 3% (primo semestre) | Volumi modesti, trainati dagli alimenti umidi per gatti |
Fonte: elaborazione RankiaPro sui comunicati di Zoetis, IDEXX, Freshpet, Chewy e Nestlé Purina (agosto e settembre 2026).
Tengono i segmenti legati a consumi ricorrenti, alla prevenzione e alla fascia alta. Soffrono i farmaci a prezzo elevato e la spesa che il proprietario può rinviare.

Per l'investitore italiano l'offerta dedicata è minima:
| Strumento | Tipo | Patrimonio |
|---|---|---|
| Allianz Pet and Animal Wellbeing | Fondo OICVM | 82,4 milioni di euro |
| ProShares Pet Care ETF (PAWZ) | ETF statunitense | Circa 31 milioni di dollari |
Il fondo Allianz è oggi l'unico strumento dedicato alla pet economy distribuito in Italia.
La strategia, gestita da Oleksandr Pidlubnyy (luglio 2022) e Nezhla Mehmed (aprile 2024), investe principalmente in azioni globali di aziende legate al benessere degli animali e ai prodotti e servizi per animali domestici. Nel quadro della Sustainability Key Performance Indicator Strategy (Absolute Threshold), il fondo promuove caratteristiche ambientali e sociali, con almeno un 20% di investimenti sostenibili in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite e la tassonomia europea. Inoltre, applica criteri di esclusione ed evita emittenti con impatti negativi sugli obiettivi ambientali o sociali.
Il suo approccio si distribuisce su tre grandi assi:
Secondo i dati di Allianz GI (al 30 settembre 2025), le cinque principali posizioni del fondo includono riferimenti nel settore veterinario e nel consumo specializzato:
L'alternativa più vicina è il ProShares Pet Care ETF (PAWZ), quotato negli Stati Uniti dal novembre 2018. Replica l'indice FactSet Pet Care, detiene 29 titoli e ha un costo annuo dello 0,50%. Al 30/09/2026 perde il 15,6% a un anno e dal lancio rende in media il 2,6% annuo, in dollari (dati ProShares). Non è un OICVM e non risulta un KID: per questo non può essere offerto alla clientela retail europea.
Il caso va oltre il settore: un trend reale non si è tradotto né in buoni rendimenti né in prodotti capaci di raccogliere. Ne derivano quattro domande utili davanti a qualsiasi proposta tematica.