
Aggiornato:
30 APR, 2026
Di RankiaPro

Il 2026 è iniziato con slancio per il mercato degli ETF, affermandosi sempre più come una scelta strategica per gli investitori alla ricerca di diversificazione, efficienza fiscale e rendimenti competitivi.
In questo articolo vediamo quali sono gli ETF commercializzati in Italia con le migliori performance durante il 2026.
Questi ETF sono stati selezionati in base a un track record minimo di tre anni, tra quelli con la valuta base in euro che si possono acquistare in Italia, secondo i dati di Morningstar, escludendo i fondi in criptovalute per la loro volatilità, gli ETF sull’oro (puoi scoprire i migliori ETF per investire in oro nel nostro articolo dedicato) e quelli legati al petrolio. Questi ultimi occupano attualmente le prime posizioni a causa delle tensioni nell’area di Hormuz, che ne influenzano fortemente la performance, rendendola particolarmente volatile e legata a fattori geopolitici.
I dati sono aggiornati al 30 aprile 2026.
Lanciato il 7 febbraio 2022, il fondo Global X Hydrogen è una strategia tematica con circa 31 milioni di euro di asset in gestione che punta a investire in società globali coinvolte nello sviluppo dell’industria dell’idrogeno. In particolare, include aziende attive nella produzione di idrogeno, nell’integrazione di questa fonte nei sistemi energetici e nello sviluppo di tecnologie correlate, come celle a combustibile ed elettrolizzatori.
L’ETF replica l’indice Solactive Global Hydrogen, che monitora le performance di imprese operanti a livello mondiale nel settore dell’idrogeno. La replica è fisica completa.
Il Franklin FTSE Korea UCITS ETF, lanciato nel 2019 e con circa 3,47 miliardi di euro di asset in gestione, un fondo che offre esposizione alle principali società a media e grande capitalizzazione della Corea del Sud. Investe infatti in titoli azionari di aziende sudcoreane incluse nel proprio indice di riferimento.
L’ETF replica l’indice FTSE Korea 30/18 Capped, che segue l’andamento delle maggiori società del Paese, applicando limiti di concentrazione: il titolo più grande non può superare il 30% del peso dell’indice, mentre gli altri componenti sono limitati al 18%. La replica è fisica completa.
Il Franklin FTSE Korea non è l'unico fondo sull'azionario coreano tra i più performanti del 2026. Abbiamo incluso in questa sezione anche altri ETF con esposizione alla Corea del Sud perché il loro andamento riflette gli stessi fondamentali strutturali che spiegano il rally del mercato di Seoul, e ignorarli sarebbe riduttivo per chi vuole una visione completa delle opportunità disponibili in Italia.
Il mercato azionario coreano ha vissuto una performance eccezionale nel 2025 e ha mantenuto uno slancio solido ad inizio 2026, con la domanda degli investitori internazionali rimasta robusta grazie a tre motori principali: il ruolo centrale della Corea nella catena di approvvigionamento della memoria per l'intelligenza artificiale, un ciclo di esportazioni nel settore della difesa diventato economicamente significativo e una narrativa di governance aziendale che finalmente si è spostata dalla discussione ai primi passi concreti.
Dal lato dei numeri, la Borsa coreana si è confermata ai vertici tra i mercati nazionali più performanti dall'inizio del 2026, con un rendimento superiore al +52%, davanti a Thailandia e Brasile. A trainare la performance sono stati soprattutto Samsung Electronics e SK Hynix: il settore informatico pesa circa il 55% dell'indice coreano, rendendo il mercato fortemente concentrato sulle aziende di semiconduttori e memoria.
Sul piano della governance, il governo coreano ha promosso il "Korean Value Up Program", un piano volto a migliorare la valutazione delle azioni nazionali incentivando le aziende a migliorare la governance e ad aumentare i rendimenti per gli azionisti, rendendo il mercato più attraente per gli investitori internazionali
Un elemento da tenere presente: chi combina un ETF MSCI World con un FTSE Emerging Markets esclude completamente la Corea del Sud, pur ritenendo di avere un'esposizione realmente globale. Per gli investitori che puntano su questi indici standard, gli ETF dedicati alla Corea rappresentano quindi anche uno strumento di diversificazione geografica concreta, non una semplice scommessa tattica
L’iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF USD (Acc), lanciato nel 2021 e con circa 2,96 miliardi di euro di asset in gestione, è un fondo che offre esposizione globale al settore dei semiconduttori, investendo in aziende a grande, media e piccola capitalizzazione sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti. Il portafoglio include società attive nella produzione di semiconduttori e nelle apparecchiature correlate.
L’ETF integra un filtro ESG, escludendo imprese coinvolte in attività controverse come armi, tabacco, carbone termico o violazioni dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite.
Il fondo replica l’indice MSCI ACWI IMI Semiconductors & Semiconductor Equipment ESG Screened Select Capped, che seleziona aziende del settore in 23 mercati sviluppati e 24 emergenti, applicando criteri ESG e limiti di concentrazione. La replica è fisica completa.
L'iShares MSCI Global Semiconductors non è l'unico ETF sul settore dei semiconduttori tra i più performanti di quest'anno. Includiamo in questa sezione altri fondi comparabili perché il comparto vive un 2026 eccezionale, con dinamiche strutturali che vanno ben oltre il momentum di breve periodo.
Il motore principale è l'intelligenza artificiale. Le GPU e i processori AI per data center rappresentano oggi la categoria più dinamica dell'intero settore, con una domanda in forte accelerazione. Il segmento dei data center è diventato il secondo mercato più importante per i semiconduttori, con 112 miliardi di dollari di fatturato nel 2024, quasi il doppio rispetto all'anno precedente.
Le proiezioni a lungo termine confermano che non si tratta di un ciclo temporaneo. Il mercato globale dei semiconduttori è atteso passare da circa 1.000 miliardi di dollari nel 2026 a oltre 3.100 miliardi entro il 2035, con un tasso di crescita annuo composto del 14,9%.
Sul piano borsistico, l'anno in corso ha già prodotto risultati storici: dal minimo del 30 marzo 2026 alla fine di aprile, l'ETF di riferimento sul settore SOXX è salito di circa il 49%, in un contesto in cui il mercato sta prezzando ogni componente della filiera AI — GPU, memoria, storage, sistemi di raffreddamento, data center — come parte di una catena industriale destinata a crescere ulteriormente.
I semiconduttori hanno contribuito per oltre 1.000 basis point alla performance del settore tecnologico nel 2026, con Intel, ARM e AMD tra i titoli più premiati, e l'ETF SOXX ha registrato 17 sedute consecutive positive, una sequenza senza precedenti.
Gli investitori devono tuttavia considerare i rischi specifici di questo settore: l'elevata concentrazione geografica della produzione in pochi paesi (Taiwan, Corea del Sud, Giappone, USA) espone gli ETF a tensioni commerciali e geopolitiche, mentre la dipendenza dalla domanda di chip per l'AI implica che un eventuale rallentamento di quella spesa si trasferirebbe direttamente sulle valutazioni. Si tratta di un settore ad alto potenziale e alto rischio, adatto come componente complementare di un portafoglio già diversificato, non come posizione core.
I contenuti di questo articolo hanno esclusivamente carattere informativo e non devono essere intesi come consulenza in materia finanziaria.