
15 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il 21 settembre 2026 S&P Global Ratings ha pubblicato un sondaggio su 179 istituzioni finanziarie globali dedicato all'adozione dell'intelligenza artificiale. Il dato più rilevante riguarda l'IA agentica: gli agenti capaci di eseguire compiti in autonomia, ancora limitata, all'interno dei processi bancari.
Solo il 3% delle istituzioni ha integrato questi agenti a livello aziendale, ma il 79% li sta già sperimentando in fase pilota o in reparti specifici. Per le banche, il quadro S&P mostra una dispersione ancora più ampia tra sperimentazione e scalabilità reale.
Secondo il sondaggio (n=153), il 43% delle istituzioni finanziarie colloca l'IA agentica in fase di trial o proof-of-concept, il 33% l'ha adottata in reparti specifici e solo il 3% l'ha integrata a livello aziendale. La somma di questi tre livelli porta l'utilizzo complessivo al 79% a livello globale, secondo S&P Global Ratings.
L'adozione varia per area geografica. Nord America ed EMEA guidano con un utilizzo rispettivamente dell'84% e dell'81% delle istituzioni, sopra la media globale del 79%. Il report non fornisce invece una cifra aggregata comparabile per Asia-Pacifico e America Latina.

Per tipologia di operatore, le banche mostrano una dispersione più marcata rispetto alla media del settore. Il 46% dei progetti di IA agentica nelle banche si trova ancora in fase di trial, ma il 4% ha già raggiunto l'integrazione a livello aziendale, un dato leggermente superiore al 3% registrato a livello globale.
S&P Global Ratings legge questo scarto come segnale di una capacità di esecuzione in via di consolidamento: le banche partono da una base di sperimentazione più ampia, ma iniziano a mostrare i primi casi di scalabilità completa rispetto al resto del campione.
| Livello di adozione | Istituzioni finanziarie (globale) | Banche |
|---|---|---|
| Fase trial / proof-of-concept | 43% | 46% |
| Adottata in reparti specifici | 33% | n.d. |
| Integrata a livello aziendale | 3% | 4% |
| Utilizzo complessivo (somma dei livelli) | 79% | n.d. |
Gli agenti IA operano soprattutto come livello di produttività e automazione dei flussi di lavoro, non come sistemi autonomi: assistono gli operatori lasciando una persona responsabile delle decisioni finali, secondo la definizione usata da S&P Global Ratings.
I casi d'uso più ricorrenti includono l'assistenza clienti e l'automazione dei contact center, l'elaborazione e l'estrazione di documenti nei flussi con dati non strutturati, il supporto nella stesura di credit memo e nell'estrazione di dati da pratiche KYC e due diligence, oltre alla ricerca di investimento tramite retrieval-augmented generation.
Nella regione EMEA, che include l'Italia, le applicazioni di IA agentica si concentrano in modo più marcato su flussi di lavoro regolamentati e ad alta intensità di controllo: credito, compliance, antiriciclaggio, mercati dei capitali e ricerca. S&P Global Ratings collega questa scelta al quadro normativo europeo, più stringente rispetto ad altre aree geografiche.
Tra gli ostacoli citati dalle istituzioni EMEA figurano la conformità all'EU AI Act, la supervisione del ciclo di vita dei modelli, l'auditabilità e la spiegabilità delle decisioni algoritmiche. A livello globale, il 64% delle istituzioni ha già ricevuto indicazioni regolamentari sulla selezione di modelli o fornitori legate alla sovranità dei dati.
Il 69% delle istituzioni finanziarie ha stabilito un framework di governance per l'IA, ma solo il 39% prevede una supervisione a livello di board. Dove manca un organo di governo dedicato, la responsabilità ricade nel 22% dei casi sul chief data officer, nel 20% sul chief information officer e nel 15% su CEO e team di strategia.
Il rischio più citato resta quello di sicurezza e privacy dei dati, indicato dal 92% delle istituzioni intervistate. S&P Global Ratings considera la maturità della governance un indicatore sempre più rilevante per la differenziazione del merito di credito tra istituzioni finanziarie nei prossimi anni.