
8 LUG, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

I mercati privati hanno chiuso il 2025 con il miglior risultato annuale dalla metà del 2022. Secondo lo State Street Private Capital Index (SSPCI), il rendimento complessivo dell'anno si è attestato al 12,26%, trainato da una performance eccezionale del venture capital, salito al 23,27%.
Buyout e debito privato hanno invece mostrato guadagni più contenuti ma stabili, rispettivamente al 9,87% e al 9,94%. Il quarto trimestre ha registrato un rendimento del 2,86%, in lieve rallentamento rispetto al 2,91% del terzo trimestre, ma con il venture capital ancora protagonista al 6,67%.
Questi dati derivano da flussi di cassa reali dei clienti Limited Partner di State Street, non da reportistica volontaria, il che rende l'indice particolarmente rappresentativo delle dinamiche effettive del settore.
Il 2025 ha segnato una netta differenziazione della leadership di performance tra strategie. Il venture capital ha chiuso l'anno al 23,27%, quasi il doppio rispetto a buyout (9,87%) e debito privato (9,94%). Nel quarto trimestre, il venture capital ha mantenuto il proprio vantaggio con un rendimento del 6,67%, ben al di sopra del buyout (2,02%) e del debito privato (1,49%).
Il rallentamento trimestrale, dal 2,91% del terzo trimestre al 2,86% del quarto, riflette una moderazione generalizzata più che un'inversione di tendenza. La forza del venture capital è stata sostenuta da un forte rimbalzo nei settori orientati alla crescita, mentre buyout e debito privato hanno mantenuto un profilo più stabile ma meno dinamico, con rendimenti annuali entrambi appena sotto il 10%.
Nel quarto trimestre, i mercati pubblici hanno mostrato segnali di decelerazione: l'S&P 500 ha reso il 2,65% e il Russell 2000 il 2,19%, entrambi al di sotto del rendimento trimestrale dei mercati privati (2,86%). Su orizzonti più lunghi, però, il quadro si inverte. A un anno, l'S&P 500 (17,88%) e il Russell 2000 (12,81%) hanno superato l'insieme dei mercati privati (12,26%). A tre anni la distanza si amplia ulteriormente: S&P 500 al 23,01% contro il 9,01% dei mercati privati, con il Russell 2000 al 13,73%.
Su orizzonti a cinque e dieci anni la forbice si restringe: a cinque anni i mercati privati rendono il 10,88% contro il 14,42% dell'S&P 500 e il 6,09% del Russell 2000; a dieci anni, 13,03% contro 14,82% e 9,62%. Il messaggio per i selettori è chiaro: i mercati privati continuano a offrire rendimenti competitivi nel lungo periodo, pur restando indietro rispetto all'azionario large cap statunitense nei periodi intermedi.
Sul piano regionale, gli Stati Uniti hanno mantenuto la leadership di performance nel quarto trimestre con un rendimento del 3,14%, seguiti dal resto del mondo al 2,63%. L'Europa ha chiuso il trimestre in coda, all'1,88%, penalizzata dall'esaurirsi del supporto valutario che aveva favorito i rendimenti nei trimestri precedenti.
Il quadro si ribalta però su base annuale: l'Europa ha sovraperformato con un rendimento del 17,1% nel 2025, superando sia gli Stati Uniti (11,92%) sia il resto del mondo (10,02%). Questa divergenza tra performance trimestrale e annuale suggerisce che il vantaggio europeo del 2025 si sia costruito nella prima parte dell'anno, per poi affievolirsi nel quarto trimestre man mano che i tailwind valutari si sono esauriti.
A livello settoriale, la sovraperformance del venture capital è stata sostenuta principalmente da due comparti. Information Technology ha reso il 3,48% nel quarto trimestre e il 15,14% sull'intero 2025; Health Care ha fatto anche meglio, con il 3,76% nel trimestre e il 13,65% nell'anno. Questi due settori continuano a dominare i portafogli venture e a trainarne i rendimenti complessivi.
All'estremo opposto, consumer (0,90% nel quarto trimestre) e financials (-0,55%) hanno sottoperformato rispetto alle strategie generaliste, confermando che la crescita del venture capital nel 2025 è stata fortemente concentrata in un numero ristretto di comparti ad alta intensità tecnologica e sanitaria, piuttosto che diffusa in modo omogeneo tra i settori.
Il fundraising resta selettivo e vincolato dalla liquidità disponibile. Il capitale totale raccolto nel 2025 è sceso a 344,5 miliardi di dollari, proseguendo un trend discendente che dura da quattro anni consecutivi dal picco del 2021. Il buyout ha guidato la raccolta con 264,4 miliardi di dollari, mentre venture capital (44,3 miliardi) e debito privato (35,8 miliardi) hanno contribuito in misura più modesta.
Anche la dimensione media dei fondi si è ridotta, passando a circa 1,9 miliardi di dollari rispetto ai 2,4 miliardi del 2024, segno di un'allocazione di capitale più prudente e di una maggiore selettività da parte dei Limited Partner. Nonostante il rallentamento della raccolta, il dry powder resta elevato a 1,08 trilioni di dollari, in calo solo modesto su base annua: un capitale in eccesso che rafforza un contesto di deployment più disciplinato nei prossimi trimestri.