
7 NOV, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Banco BPM ha comunicato l’avvio di un’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) volontaria totalitaria tramite Banco BPM Vita sulle azioni ordinarie di Anima Holding. L’obiettivo di questa offerta è delistare Anima dal listino Euronext Milan e consolidare le attività di risparmio gestito e assicurativo sotto la guida di Banco BPM.
L’operazione prevede un esborso massimo di circa 1,58 miliardi di euro e si inserisce nella strategia di crescita delineata dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, che ha definito questa mossa "amichevole" e in linea con il piano industriale dell’istituto.
Il perfezionamento dell’OPA è previsto entro la prima metà del 2025, a seguito delle necessarie autorizzazioni regolamentari, attese tra febbraio e marzo per quanto riguarda le autorità italiane, mentre l’approvazione della Consob è prevista per marzo.
L’obiettivo principale dell’OPA è ottenere una quota pari almeno al 66,67% del capitale di Anima, assicurando così un controllo totale e la possibilità di applicare il "Danish Compromise" (una regolamentazione che permette di trattare l’investimento in Anima con un impatto ridotto sui requisiti patrimoniali). Banco BPM possiede già il 22,38% delle azioni di Anima, mentre altri azionisti rilevanti includono Poste Italiane (11,95%), FSI SGR (9,77%) e il gruppo Caltagirone (3,46%).
Giuseppe Castagna ha dichiarato che Banco BPM rappresenta un partner naturale per Anima e ha sottolineato come l’operazione possa rappresentare un passo fondamentale verso la creazione di un “campione nazionale” nel settore del risparmio gestito e dell’assicurazione sulla vita. L’istituto punta a raggiungere masse gestite complessive per circa 220 miliardi di euro, consolidando la propria posizione come secondo gruppo bancario italiano per patrimonio gestito.
La trasformazione di Banco BPM Vita in una “fabbrica prodotto” integrata per il risparmio gestito e le assicurazioni vita è un altro pilastro dell’operazione. Il modello di business rinnovato punta a ridurre la dipendenza dal margine di interesse, aumentando il peso delle commissioni nel totale dei ricavi. Il piano industriale di Banco BPM stima infatti che, una volta completata l’OPA, il contributo delle fabbriche prodotto ai ricavi del gruppo potrebbe crescere dagli attuali 1,18 miliardi di euro a 1,6 miliardi di euro entro il 2026.
Banco BPM prevede anche un miglioramento del RoTE (Return on Tangible Equity), che potrebbe passare dal 13,5% previsto per il 2026 a oltre il 17%. L’impatto sui requisiti patrimoniali sarebbe contenuto, con una riduzione del CET1 Ratio stimata attorno a 30 punti base.