
13 NOV, 2023
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

In un contesto di incertezza sui tassi d'interesse, Intermonte e Société Génerale presentano un nuovo bond a 10 anni con una struttura innovativa "Callable Fixed to Floating," progettata per massimizzare i rendimenti. L'obbligazione offre una cedola fissa iniziale dell'8,25% lordo annuo, seguita da cedole variabili legate all'Euribor a 3 mesi. La scelta riflette la strategia di anticipare le attese di mercato in un periodo di incertezza economica.
Il titolo, quotato sul mercato Euro TLX di Borsa Italiana con codice ISIN XS2699558305, ha una durata massima di dieci anni. Dopo il secondo anno, l'obbligazione passa da una cedola fissa dell'8,25% a una variabile trimestrale legata all'Euribor a 3 mesi, con floor allo 0% e cap al 5%. La possibilità di richiamo anticipato trimestrale, a discrezione dell'emittente, offre flessibilità agli investitori. In mancanza di richiamo, il rimborso avverrà al 100% del valore nominale alla scadenza del 14 novembre 2033.
Il 2023 è stato caratterizzato da un rinnovato interesse verso i bond, evidenziato dai volumi scambiati sul segmento Fixed Income di Borsa Italiana, che ha già superato l'intero volume del 2022. Intermonte e Societe Generale sfruttano questo trend con un bond che offre una cedola fissa elevata nei primi due anni, seguita da cedole variabili, posizionandosi strategicamente per affrontare incertezze legate a vari fattori macroeconomici.
La scelta di mantenere un cap al 5% per le cedole variabili mira a mitigare l'impatto di un potenziale aumento dell'inflazione in futuro, mantenendo comunque una remunerazione competitiva. In un contesto di indebitamento globale e debolezza economica, questa strategia punta a garantire un rendimento elevato nei primi due anni, quando le prospettive sui tassi sono più incerte. Va notato che le aspettative di mercato indicano tassi tra il 3% e il 3,5% per il periodo 2025-2033, confermando la cautela della struttura "Callable Fixed to Floating".
"Con i tassi d’interesse a livelli a cui non si assisteva dal 2012, l’attenzione è ritornata sulle obbligazioni, ma, anche per questa asset class, è bene tenere a mente la regola aurea della diversificazione e affiancare ai titoli governativi anche quelli corporate, in particolare le emissioni bancarie. Per questo nuovo bond, ad esempio, il nostro team di analisti ha messo a punto un meccanismo che, attraverso una struttura ad alto rendimento per i primi due anni, consente di massimizzare i ritorni nel periodo che si prevede di maggiore incertezza sui tassi. Al tasso variabile spetta, invece, il compito di performare una volta che il quadro macro si sia stabilizzato, quando potrà esserci più chiarezza sull’impatto della transizione energetica e dei conflitti geopolitici sull’economia"
Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte