
19 SET, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il mercato italiano del private equity e del venture capital mostra segnali di dinamismo sul fronte degli investimenti, ma evidenzia una contrazione significativa della raccolta di fondi. Secondo i dati presentati da AIFI, in collaborazione con PwC Italia, nel primo semestre del 2025 gli investimenti hanno raggiunto i 5,2 miliardi di euro (+17% rispetto al primo semestre 2024), mentre la raccolta si è fermata a 1,7 miliardi (-40%).
Nel periodo gennaio-giugno 2025, 29 operatori hanno raccolto capitali, contro i 18 dello stesso periodo del 2024. La raccolta di mercato è stata pari a 1,245 miliardi di euro, la metà rispetto al primo semestre 2024, quando erano stati registrati diversi closing significativi.
Le principali fonti di raccolta sono state: settore pubblico e fondi istituzionali di fondi (26%), investitori individuali e family office (20%) e fondi di fondi privati (13%). L’85% del capitale proviene da investitori domestici. Per destinazione, il 59% del capitale raccolto è previsto per operazioni di buyout, mentre il 35% sarà investito in iniziative early stage.
Gli investimenti hanno raggiunto quota 5,215 miliardi di euro, distribuiti su 370 operazioni (+24%). Il venture capital ha guidato per numero di operazioni (236), mentre i buyout hanno dominato per ammontare (2,748 miliardi). Il settore infrastrutture ha registrato una crescita eccezionale, +162% a 1,702 miliardi, con 20 operazioni.
Dal punto di vista settoriale, il maggior numero di deal è stato realizzato nei comparti ICT (130), medicale (53) e beni e servizi industriali (46), mentre per valore prevale energia e ambiente (1,624 miliardi), seguito da industrial goods & services (928 milioni) e ICT (836 milioni).
Per quanto riguarda i disinvestimenti, sono stati 71 per un valore complessivo di 2,724 miliardi (+15%), con la maggior parte delle cessioni rivolte a soggetti industriali (29 operazioni, pari al 49% del totale). La geografia degli investimenti evidenzia un predominio del Nord Italia (75% dei deal), con la Lombardia in testa (47% delle operazioni), seguita da Toscana ed Emilia Romagna.