Spazio pubblicitario
Analisi del fondo DGC Stock Selection
Fondi Azionari

Analisi del fondo DGC Stock Selection

Il fondo DGC Stock Selection B EUR, essendo un fondo attivo, seleziona settori e aziende a livello internazionale, mostrando una forte concentrazione rispetto al proprio parametro di riferimento.
Imagen del autor

25 LUG, 2023

Di Stefano Battel di Cherry Bank

featured
Convidivi
LinkedInLinkedIn
TwitterTwitter
MailMail

Il fondo DGC Stock Selection B EUR, fondo domiciliato in Lussemburgo, mira ad ottenere una crescita del capitale che superi il l’indice MSCI World in Euro dedotte le commissioni, in un periodo compreso tra i tre e i cinque anni, investendo principalmente in azioni, certificati azionari e valori mobiliari assimilabili alle azioni.

Al fine di raggiungere il proprio obiettivo, il Comparto può investire fino al 10% del proprio patrimonio netto in OICVM e altri OICR. Sempre secondo il prospetto informativo il fondo deterrà un portafoglio diversificato che promuove l'esposizione ai mercati azionari globali di Europa, Nord America, Asia e mercati emergenti.

Il gruppo NS Partners (Notz Stucki), fondato a Ginevra nel 1964 da Beat Notz e Christian Stucki è una delle principali società di asset management indipendenti in Europa specializzata nella ricerca di strategie alternative. La società, che ha sedi in tutto il mondo per un totale di oltre un centinaio di collaboratori e 10 miliardi di euro di asset in gestione, può contare su una struttura di 28 professionisti attivi nel wealth e asset management.

Il fondo DGC Stock Selection B EUR, essendo un fondo attivo, seleziona settori e aziende a livello internazionale, mostrando una forte concentrazione rispetto al proprio parametro di riferimento rivolgendosi pertanto ad investitori che cercano di potenziare il proprio portafoglio con una strategia ad alta convinzione sui mercati internazionali. A titolo esplicativo, alla chiusura di maggio, il fondo aveva investito in 43 strumenti, di cui i primi 10 rappresentavano il 35% dell’intera asset allocation, contro i 2.935 del suo benchmark.

La strategia applica commissioni in linea con i suoi simili con la percentuale che si colloca nel quintile medio.

Il portfolio manager del fondo è Pierre Mouton che vanta oltre 20 anni di esperienza nella gestione di portafogli con un rating medio, secondo i dati di Morningstar, pari a 3.7 indicando una capacità superiore alla media di creare performance corrette per il rischio. Nel 2003 è entrato in NS Partners gestendo appunto il fondo DGC Stock Selection. Investe in azioni a grande capitalizzazione nella maggior parte dei mercati sviluppati, concentrandosi su società di alta qualità, indipendentemente dal settore in cui operano. Considerando che si tratta di un fondo di convinzione, Pierre Mouton ha la massima libertà nelle scelte di asset allocation non essendo vincolato al benchmark. Ciò significa che può includere o meno aziende presenti nell’indice di riferimento e sovra o sotto pesare i relativi settori purché siano in linea con la filosofia e il processo di investimento del fondo.

Alla chiusura di giugno 2023, questa strategia aveva oltre 380 milioni di Euro di asset under management di cui circa 108 appartenenti alla classe analizzata (B).

Analizzando il fondo in questione, il track record fornito dal gestore risulta maggiormente “misto”, con un rendimento si superiore alla media di categoria (Fund Global Large-Cap Blend Equity) ma registrando, negli ultimi nove anni, una sottoperformance rispetto al benchmark.

Nella tabella si può osservare comunque che il fondo ha registrato un rendimento in eccesso, a partire dal 2019, anche in fasi di mercato particolarmente sfidanti come il 2020 e il 2022. Inoltre ha superato l’indice di categoria di circa il 28% nello stesso periodo. La performance corretta per il rischio non fa che confermare la validità con un Sharpe ratio pari a 0.71 contro lo 0.45 della categoria e lo 0.58 del benchmark.

Tuttavia tali risultati sono stati ottenuti a costo di una volatilità leggermente superiore per gli investitori. La strategia pertanto ha assunto un rischio maggiore a quello del benchmark riuscendo però a remunerarlo. Ciò è confermato dall’Alpha ampiamente positivo, il che significa che molte scelte tattiche del fondo sono state in grado di aggiungere valore rispetto al mercato in generale. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, ciò potrebbe essere attribuito al processo robusto e basato sulla convinzione del team del fondo, che mantiene posizioni e fiducia in determinate aziende indipendentemente dalla volatilità a breve termine.

Per quanto riguarda il Beta di mercato, questo è leggermente superiore a 1, il che indica che si tratta di un fondo che presenta un rischio sistemico leggermente superiore rispetto all’indice di riferimento.

Una delle migliori dimostrazioni della gestione attiva del fondo è l’allocazione settoriale rispetto non solo al suo indice di riferimento ma alla sua categoria, Fund Global Large-Cap Blend Equity.

Possiamo notare differenze frutto della filosofia d’investimento del team di gestione, con scommesse su: Industriali che rappresentano il 16.5% rispetto al 11.11 della categoria, Consumi difensivi, 12.33% rispetto al 7.94%, Tecnologia, 17.85% contro il 22.77% e Consumi Ciclici 7.01% rispetto al 10.08%. Ciò ci porta a pensare che l’aggiunta di questa strategia apporti diversificazione a un portafoglio che contiene un fondo o un ETF maggiormente in linea alla categoria di appartenenza.

Potrebbe non interessare gli investitori attenti alla sostenibilità. Secondo il Morningstar Sustainability Rating, infatti, il fondo ha solamente due globi, il che indica che detiene titoli con un rischio ESG relativamente elevato rispetto a quello dei suoi omologhi nel comparto Global Equity Large Cap.

Il rischio ESG misura il grado di rischio che le questioni ambientali, sociali e di governance potrebbero influenzare le valutazioni dei titoli sottostanti. Quest’ultimo si differenzia dall'impatto, che riguarda la promozione di risultati ambientali e sociali a beneficio della società. L'attuale coinvolgimento del fondo nei combustibili fossili raggiunge l'11.09%, superando il 7.54% della media della categoria. Si considerano coinvolte nei combustibili fossili le società che traggono un reddito dal carbone termico, dal petrolio e dal gas.

Un’analisi più approfondita, sempre secondo Morningstar, mostra che il fondo ha un Carbon Risk Score di 7.85, che indica che le società in portafoglio affrontano bassi rischi legati alle emissioni di anidride carbonica nella transizione verso un'economia a basse emissioni. Tale risultato è ottenuto tramite il coinvolgimento, pari a circa l’11.90% delle società in portafoglio, nelle soluzioni per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra cui prodotti e servizi legati alle energie rinnovabili, all'efficienza energetica, agli edifici ecologici e ai trasporti ecologici.

Il fondo presenta un livello modesto di esposizione (7.38%) a società con controversie elevate o gravi. Le società con controversie elevate o gravi sono compagnie coinvolte in episodi quali corruzione, abusi da parte dei dipendenti, incidenti ambientali e scandali aziendali che pongono seri rischi per l'azienda.

Spazio pubblicitario