
26 MAG, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il risparmio gestito italiano ha chiuso il primo trimestre del 2026 con una raccolta netta complessiva positiva per 288 milioni di euro, in un contesto che resta però selettivo e fortemente influenzato dall’andamento dei mercati. Secondo i dati diffusi da Assogestioni, a sostenere il bilancio del periodo sono stati soprattutto i fondi aperti, che hanno registrato afflussi per 2,09 miliardi di euro, mentre il patrimonio totale del settore si è attestato a 2.582 miliardi.
La fotografia del trimestre evidenzia un comparto capace di continuare ad attrarre risparmio, anche se con dinamiche differenziate tra le varie componenti. Il patrimonio dei fondi aperti, pari a 1.325 miliardi di euro, ha beneficiato di 2,1 miliardi di raccolta netta, ma ha subito l’impatto di una variazione di perimetro negativa per 2,2 miliardi e di un effetto mercato del -1,4%, che ha eroso oltre 18,7 miliardi di valore.
Sul fronte delle asset class, gli investitori hanno privilegiato soprattutto i prodotti più difensivi. I fondi monetari hanno raccolto 3,3 miliardi di euro, mentre i fondi obbligazionari hanno segnato afflussi per 1,4 miliardi, confermando la preferenza per soluzioni considerate più stabili in una fase di maggiore incertezza.
A trainare la raccolta sono stati in particolare i prodotti cross-border, con 5 miliardi di euro di afflussi, seguiti dai roundtrip, che hanno totalizzato 800 milioni. Assogestioni segnala inoltre una progressiva sostituzione dei fondi tradizionali attivi con ETF, sia indicizzati sia attivi, una tendenza che continua a modificare l’offerta del settore e le preferenze della clientela.
Più debole il quadro al di fuori dei fondi aperti. Le gestioni di portafoglio dedicate alla clientela upper-affluent e private hanno chiuso il trimestre con afflussi per 2,6 miliardi di euro, mentre i fondi chiusi hanno raccolto 1,8 miliardi, soprattutto nei comparti mobiliari rivolti alle PMI e alle asset class alternative. In controtendenza i mandati istituzionali, che hanno registrato deflussi per 6,2 miliardi.
Nel complesso, il primo trimestre del 2026 mostra un settore ancora solido per dimensioni, ma privo di una direzione univoca sul fronte della raccolta. La tenuta dei flussi verso i prodotti difensivi e la debolezza dei mandati istituzionali delineano un mercato prudente, in cui l’evoluzione del patrimonio dipende sempre più dalla capacità di assorbire la volatilità dei listini.