
4 MAR, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Le banche-reti confermano il loro ruolo centrale nel mercato finanziario italiano, segnando nel 2025 un nuovo record storico di patrimonio sotto consulenza. Secondo i dati Assoreti, le masse gestite hanno raggiunto 1.007 miliardi di euro, più del doppio rispetto ai 434 miliardi del 2015, con una crescita complessiva del 132% in dieci anni.
Il risultato è stato accompagnato anche da una raccolta netta annua record di 60,8 miliardi di euro, che consolida il trend di espansione del settore. Negli ultimi dieci anni, infatti, le banche-reti hanno registrato una crescita media annua dell’8,4%, un ritmo circa cinque volte superiore a quello stimato per gli altri operatori del risparmio. Grazie a questa dinamica, il comparto rappresenta oggi il 24,8% delle attività finanziarie delle famiglie italiane.
L’espansione del patrimonio si accompagna a un ampliamento significativo della clientela. I risparmiatori seguiti dalle banche-reti hanno raggiunto 5,4 milioni, circa 1,7 milioni in più rispetto a dieci anni fa (+46,9%).
La base clienti resta composta in larga parte da patrimoni medio-contenuti: circa il 72% dei clienti possiede meno di 100 mila euro di patrimonio finanziario. Tuttavia, in termini di masse complessive, il 63% del patrimonio è detenuto da clienti con oltre 500 mila euro.
La crescita del settore si riflette anche sul fronte professionale. Nel 2025 gli under 35 rappresentano il 57,5% dei nuovi iscritti, una quota più che raddoppiata rispetto a dieci anni fa, segnale di un ricambio generazionale sempre più evidente nella consulenza finanziaria.
Tra il 2021 e il 2025 la raccolta netta delle banche-reti ha superato 258 miliardi di euro, con una media annua di circa 52 miliardi. Oltre il 92% delle nuove risorse è stato destinato a investimenti, confermando il ruolo della consulenza finanziaria nell’orientare il risparmio verso soluzioni di medio-lungo periodo.
Alla fine del 2025, il 61,9% delle masse risultava investito nel risparmio gestito, il 24,6% in titoli e solo il 13,5% in liquidità, una quota pari a circa un terzo rispetto a quella detenuta presso altri intermediari.
Le banche-reti hanno avuto anche un ruolo determinante nello sviluppo dell’industria dei fondi aperti in Italia. Quasi il 90% degli investimenti realizzati nel Paese nell’ultimo decennio è stato generato proprio attraverso la loro attività di consulenza.
In un contesto caratterizzato da inflazione e perdita di valore della liquidità — che dal 2015 ha subito un’erosione del potere d’acquisto del 18,4% — la consulenza finanziaria si conferma quindi un elemento chiave per proteggere e valorizzare il risparmio delle famiglie italiane.
“Il nostro è un settore solido e professionale, che si evolve costantemente per rispondere alla crescente domanda dei risparmiatori e offrire servizi sempre più attenti alle esigenze delle famiglie. Grazie alla formazione continua e a un modello di lavoro basato sulla competenza, la consulenza trasforma ogni interazione in valore reale, rendendo il settore anche un’opportunità concreta di crescita e carriera per i giovani”
Massimo Doris, Presidente di Assoreti.