
14 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il Global Family Office Report 2026 di UBS, basato su un sondaggio condotto tra il 22 gennaio e il 30 marzo 2026 su 307 family office in oltre 30 mercati, con un patrimonio netto medio di USD 2,7 miliardi, dedica una sezione alla governance operativa: quali funzioni restano in casa e quali vengono affidate a fornitori esterni.
Il dato più citato: l'86% dei family office gestisce internamente l'asset allocation strategica, la funzione più sensibile del mandato. Le aree specialistiche, in primis legale e fiscale, seguono invece una logica opposta, esternalizzata nella maggioranza dei casi.
Secondo UBS, l'86% dei family office intervistati gestisce internamente l'allocazione strategica del portafoglio, contro il 12% che la esternalizza e un residuale 2% che non offre il servizio. È la funzione con la quota di gestione interna più alta dell'intero perimetro operativo censito dal report.
Il report colloca questa funzione, insieme alla gestione del rischio di portafoglio e al financial reporting consolidato, tra le attività che i family office preferiscono mantenere sotto controllo diretto: sono le tre aree che UBS descrive come più spesso gestite internamente, a presidio del processo decisionale e della supervisione del patrimonio.
La fotografia si ribalta sulle competenze specialistiche. UBS indica i servizi legali, la pianificazione fiscale e la cybersecurity come le aree più comunemente affidate a fornitori esterni, in un modello che separa il nucleo decisionale dalle competenze tecniche ad alta specializzazione normativa.
La logica è coerente con la complessità crescente di normative transfrontaliere, requisiti di compliance e rischio informatico: ambiti dove il costo di mantenere competenze interne aggiornate supera spesso il beneficio rispetto a un fornitore specializzato esterno.
Non tutte le attività esternalizzabili lo sono nella pratica. UBS segnala che la preparazione della prossima generazione alla successione e la gestione di arte e collezioni restano, nella grande maggioranza dei casi, attività interne, legate a dinamiche familiari più che a competenze tecniche acquistabili sul mercato.
La struttura dello staff conferma la stessa logica operativa: il 40% del personale dei family office non è dedicato agli investimenti, ma copre operations, contabilità, supporto legale e servizi lifestyle, a riprova di quanto lavoro assorbano le funzioni di supporto rispetto alla sola gestione del portafoglio.
Lo stesso rapporto UBS, già raccontato su RankiaPro Italia a proposito di riallocazione strategica e rischio geopolitico, dedica così un capitolo distinto al modello operativo con cui i family office organizzano le proprie funzioni.