
6 MAR, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Secondo la ricerca di Capital Group pubblicata a settembre 2025, tra i maggiori gestori di investimenti attivi a livello globale con oltre 3.000 miliardi di dollari di asset in gestione, condotta su 600 individui con elevato patrimonio in Europa, Asia-Pacifico e Stati Uniti, evidenzia una marcata esitazione da parte di molte donne facoltose a investire la propria eredità.
Secondo Alexandra Haggard, Head of Asset Class Services, Europe e Asia-Pacific di Capital Group: “Con 124.000 miliardi di dollari che verranno trasferiti nei prossimi vent’anni, le donne erediteranno una quota significativa di questa ricchezza. È giunto il momento per loro di prendere il controllo del proprio futuro finanziario. La nostra ricerca dimostra che, sebbene molte donne risparmino di più e investano meno, alcune in seguito si pentono di non aver investito una quota maggiore della loro eredità. La buona notizia è che non è mai troppo tardi per iniziare”.
Le donne investono una quota inferiore della loro eredità rispetto agli uomini: il 26,4% contro il 36,2%, il che evidenzia opportunità di investimento non pienamente sfruttate. Inoltre, il 40% delle donne afferma che, col senno di poi, avrebbe voluto investire una parte maggiore dell’eredità ricevuta, una percentuale più alta rispetto al 30% registrato tra gli uomini.
Per quanto riguarda il risparmio, le donne destinano mediamente il 14,3% della propria eredità a questa finalità, mentre gli uomini ne riservano l’11,1%. Allo stesso tempo, le donne tendono anche a spendere una quota più elevata dell’eredità rispetto agli uomini, pari al 15,4% contro l’11,3%.
Un’altra differenza riguarda le fonti di informazione finanziaria: le donne sono quasi il doppio più propense degli uomini a cercare consigli di investimento sui social media o da “finfluencer”, con il 27% che si affida a questi canali rispetto al 15% degli uomini, invece di rivolgersi a consulenti professionisti. Infine, il 68% delle donne ritiene che l’intelligenza artificiale e altre tecnologie possano migliorare la consulenza finanziaria grazie a una maggiore personalizzazione e a un accesso più semplice, una convinzione condivisa anche dagli uomini ma in misura leggermente inferiore (59%).
I risultati mettono in luce un duplice fronte di lavoro per l’industria: da un lato, la necessità di colmare il divario tra propensione al risparmio e all’investimento, intercettando la domanda latente di consulenza; dall’altro, l’opportunità di ingaggiare un pubblico femminile sempre più centrale nel passaggio generazionale della ricchezza, integrando canali digitali, personalizzazione e formazione finanziaria.
Come osserva Haggard: “Molte donne si rivolgono ai social media e ai ‘finfluencer’ per ottenere consigli finanziari, ma man mano che le loro esigenze finanziarie diventano più complesse, la consulenza professionale diventa sempre più cruciale. Con il progredire del ‘Great Wealth Transfer’, il settore della gestione patrimoniale deve adattarsi alla crescente importanza delle donne nel mondo della gestione patrimoniale. In Capital Group, collaboriamo con i gestori patrimoniali per fornire leadership di pensiero in materia di investimenti, eventi e formazione, al fine di aiutare le loro clienti donne a investire con fiducia e a costruire una ricchezza a lungo termine”.