
16 SET, 2026
Di Salim Khalifa di Crédit Mutuel Asset Management

Il mercato monetario nell’Eurozona opera in un contesto di politica monetaria restrittiva. A giugno, la BCE ha aumentato il tasso sui depositi di 25 punti base, portandolo al 2,25%, segnando il primo rialzo dei tassi dal 2023, in risposta alle pressioni inflazionistiche sui prezzi dell’energia legate al conflitto in Medio Oriente.
In questo contesto, con particolare attenzione alla parte breve della curva, i tassi del mercato monetario rimangono strettamente ancorati al tasso sui depositi della BCE, con un premio per il rischio (spread) di 5,9 punti base tra l’euro short-term rate e il tasso sui depositi, un livello che riteniamo coerente con l’attuale ammontare di liquidità in eccesso (2.150 miliardi di euro).
Sulla parte più lunga della curva, la curva dell’overnight indexed swap incorpora attualmente un rialzo di 25 punti base in occasione della riunione della BCE di settembre, seguito da una probabilità del 52% di un ulteriore rialzo a dicembre. Nel complesso, il mercato sconta un inasprimento cumulato di circa 60 punti base entro la metà del 2027, corrispondente a un tasso sui depositi terminale vicino al 2,80%. A questo punto, è opportuno sottolineare che la maggior parte del ciclo di rialzi attualmente scontato dal mercato dovrebbe concentrarsi nei prossimi quattro-sei mesi.
In un contesto caratterizzato da incertezze macroeconomiche e geopolitiche, il segmento monetario continua a beneficiare della propria flessibilità e della capacità di rispondere rapidamente alle esigenze di rifinanziamento al variare delle condizioni di mercato. Il mercato primario del credito a breve termine, rivolto principalmente ai fondi del mercato monetario, rimane ampiamente dominato dalle emissioni a tasso variabile, che rappresentano circa l’80% dei volumi emessi con scadenza pari o inferiore a due anni. Questa tendenza riflette sia i vincoli di investimento cui sono soggetti alcuni operatori di mercato, sia la ricerca di una maggiore efficienza di finanziamento da parte degli emittenti.
Tra i fattori a sostegno del segmento, vediamo il rialzo dei tassi atteso a settembre, che dovrebbe determinare automaticamente un aumento dei tassi euro short-term rate ed Euribor, incrementando direttamente i rendimenti per gli investitori nei fondi del mercato monetario. Inoltre, registriamo una forte domanda da parte degli investitori: gli asset in gestione dei fondi del mercato monetario in euro continuano a crescere nel 2026 (+140 miliardi di euro), dopo aver già raggiunto il picco di 2.065 miliardi di euro a fine 2025. Infine, il mercato della commercial paper denominata in euro rimane stabile. La concorrenza tra i diversi emittenti contribuisce a mantenere spread interessanti in un mercato monetario che continua a beneficiare di un’ampia offerta di finanziamento.
I possibili rischi all’orizzonte sono l’incertezza legata al bilancio e alle elezioni presidenziali francesi, che potrebbe continuare a determinare un ampliamento degli spread. Manteniamo un approccio prudente e attendiamo livelli più interessanti prima di incrementare le nostre posizioni. A ciò si aggiunge l’inflazione persistente nei servizi (+3,3%) e la crescita dei salari (+3,5%) nel primo semestre del 2026, a indicare il rischio che le pressioni inflazionistiche possano estendersi oltre il settore energetico. Da ultimo, l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente determinerà la traiettoria dei tassi: un allentamento delle tensioni contribuirebbe a raffreddare i prezzi dell’energia, mentre un’escalation potrebbe intensificare le pressioni inflazionistiche e condurre a un percorso dei tassi più restrittivo.
Nel contesto attuale caratterizzato da una curva dei rendimenti in rialzo, con un rialzo dei tassi ampiamente atteso a settembre e una curva relativamente piatta oltre l’orizzonte di un anno, l’outlook rimane generalmente favorevole per i fondi del mercato monetario.
Questa attrattività è già riflessa negli asset in gestione dei fondi del mercato monetario, che rimangono elevati, con un’accelerazione degli afflussi. Al contempo, i rendimenti assoluti si collocano tra i livelli più elevati degli ultimi anni, rafforzando l’attrattività di questa asset class. I fondi del mercato monetario hanno quindi consolidato il proprio ruolo nell’ambito dell’asset allocation, evolvendo da un semplice strumento temporaneo per la gestione della liquidità a una componente più strutturale dei portafogli.
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