
24 OTT, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Per il trentennale in Italia, Schroders ha presentato con Censis lo studio “Investire è coltivare l’ottimismo. Il valore sociale dell’investimento”, che sfida la narrazione di un Paese rassegnato. Dalla ricerca emergono solide maggioranze (tra il 65% e l’85%) a sostegno di una cultura positiva dell’investimento inteso come impiego di tempo, energie e risorse per risultati futuri, non solo economici.
Già oggi circa il 20% degli italiani pratica l’investimento come stile mentale e di vita, mentre il 40% si dichiara pronto a dedicare più tempo ed energie alle scelte finanziarie, riconoscendone un valore sociale legato al benessere personale.
“La ricerca mette in luce il forte pragmatismo degli italiani nei confronti dell’investimento in finanza. Investire il risparmio non è il fine delle vite né il centro di esse, ma il mezzo per raggiungere i propri obiettivi di vita e quindi di felicitá e benessere. Di conseguenza, la responsabilità che sta in capo a chi consiglia e gestisce investimenti finanziari è grande. E lo è soprattutto adesso.”
Fabrizio Bianchi, Head of Italy di Schroders
La ricerca individua quattro categorie sulla base del rapporto con la cultura dell’investimento e del sentiment verso il futuro:
Il quadro suggerisce che l’Italia non è condannata all’inerzia: una minoranza solida ha già scelto l’ottimismo e l’azione. Inoltre, 4 italiani su 10 sono investitori in potenza ma attendisti di fatto: ridurre il pessimismo potrebbe liberare energie decisive per la crescita.
Il 40% degli italiani sarebbe pronto a impegnarsi di più nella finanza, vista come mezzo per vivere secondo desideri concreti. La sfida per gli operatori è trasformare questa disponibilità in azione, collegando l’esperienza d’investimento a obiettivi specifici che accrescano percezione di benessere e fiducia, riducendo l’attendismo.
Giovani al centro: sono i meno ottimisti e più esposti alla cultura del guadagno facile veicolata dai social, ma anche i più pronti a coinvolgersi (46,2% contro il 40% del campione). La fase di passaggio generazionale diventa occasione per trasmettere non solo capitali ma anche valori legati alla volontà di investire.
Consulenza in primo piano: è ampiamente riconosciuto il valore di preparazione e professionalità, un endorsement che abbraccia sia gli imperterriti sia gli attendisti, a favore della guida del consulente rispetto al fai-da-te.
Il ruolo degli asset manager resta la generazione di rendimenti, affiancato dall’impegno nel promuovere la cultura dell’investimento e un racconto positivo e lucido del futuro. Un risparmio ben investito alimenta sicurezza, ottimismo e un circolo virtuoso di fiducia e prosperità collettiva.