
5 GIU, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La ricchezza globale degli high-net-worth individual (HNWI) ha raggiunto nel 2025 un nuovo massimo storico, sostenuta dal forte andamento dei mercati azionari internazionali e dal rallentamento dell’inflazione.
Secondo la 30ª edizione del World Wealth Report 2026 del Capgemini Research Institute, il patrimonio complessivo degli HNWI è cresciuto dell’8,7% su base annua, arrivando a 98.300 miliardi di dollari, mentre la popolazione mondiale dei milionari è aumentata di quasi 2 milioni di persone, fino a 25,3 milioni di individui.
La crescita del patrimonio è stata particolarmente evidente nella fascia degli ultra-high-net-worth individual (UHNWI), che si conferma per il secondo anno consecutivo il segmento patrimoniale in più rapida espansione. Nel 2025 la popolazione globale degli UHNWI ha toccato quota 250.000 individui, in aumento del 9,4%, mentre la loro ricchezza è cresciuta del 9,7%, superando il ritmo dell’intero universo HNWI. Il report segnala inoltre come l’1% più ricco degli HNWI continui a detenere il 34,8% della ricchezza totale del segmento.
Dal punto di vista geografico, l’Asia-Pacifico ha registrato la performance più brillante, con una crescita del 10,5% della ricchezza e del 9,4% della popolazione HNWI, favorita dalla domanda di semiconduttori e dalla forza delle Borse asiatiche. Giappone e Cina hanno aggiunto rispettivamente 436.000 e 154.000 nuovi milionari. Anche il Nord America ha segnato un forte progresso: negli Stati Uniti si contano 736.000 nuovi milionari, il dato più elevato a livello mondiale, che porta la popolazione HNWI americana a 8,7 milioni. In Europa, dopo la flessione del 2024, la popolazione HNWI è risalita del 6,5%, con Lussemburgo e Germania tra i mercati più dinamici.
L’allocazione dei portafogli riflette questo contesto favorevole agli attivi quotati. A gennaio 2026 la quota azionaria nei portafogli HNWI è salita al 25%, tre punti percentuali in più rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto ai risultati societari e ai guadagni del comparto tecnologico. Anche le obbligazioni hanno aumentato il loro peso, al 20%, mentre gli investimenti alternativi sono scesi al 12%. Nonostante ciò, l’interesse per il private equity resta elevato: il 68% degli HNWI dichiara di voler incrementare l’esposizione verso questa asset class.
L’espansione della popolazione HNWI sta intensificando la competizione tra gli operatori del wealth management. Le relazioni esclusive con un solo intermediario si sono fortemente ridotte: se nel 2019 il 39% degli HNWI lavorava con una sola società, nel 2025 la quota è scesa al 19%. La principale ragione alla base della diversificazione dei rapporti è l’accesso agli investimenti alternativi: l’88% degli HNWI afferma di servirsi di più società proprio per ottenere migliori opportunità in questo ambito.
Il report evidenzia inoltre un livello di soddisfazione ancora limitato sul fronte dell’esperienza cliente. Solo il 17% degli HNWI definisce il servizio di consulenza fluido e personalizzato, mentre il 42% lamenta di dover ripetere più volte obiettivi e preferenze alla stessa società. In questo scenario, Capgemini individua nell’intelligenza aumentata uno strumento chiave per migliorare la personalizzazione su larga scala, rafforzando il lavoro del consulente senza sostituirlo.
Le criticità non riguardano però soltanto la tecnologia. Il 97% delle società continua a segmentare la clientela principalmente in base agli asset gestiti, senza cogliere appieno i comportamenti e le reali esigenze degli investitori facoltosi. Inoltre, il 60% dei dirigenti del wealth management riconosce che la propria organizzazione non dispone di una visione unificata del cliente.
Sul piano operativo, il 41% del tempo dei consulenti è ancora assorbito da attività amministrative e ripetitive; per questo il 76% chiede sistemi di AI capaci di automatizzare il lavoro routinario, così da dedicare più tempo alla relazione con il cliente. Secondo il report, quando l’esperienza offerta è di qualità, il 53% degli HNWI raccomanda il proprio wealth manager e il 47% concentra presso la stessa società una quota maggiore del proprio patrimonio.
“I clienti, inclusi gli HNWI più giovani che beneficiano dei trasferimenti generazionali di ricchezza, chiedono di più: maggiore accesso ai prodotti, personalizzazione più curata e consulenze realmente allineate al loro stile di vita. Le società che saranno in grado di offrire questi servizi su larga scala, grazie a informazioni e funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, definiranno la prossima era della gestione patrimoniale”
Dario Patrizi, Financial Services Director di Capgemini in Italia