
30 NOV, 2023
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Dal 27 novembre al 1° dicembre prossimi, la sede delle Nazioni Unite a New York sarà teatro del 2° Meeting degli Stati Parte al Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). Questo trattato, entrato in vigore il 22 gennaio 2021, rappresenta un punto di svolta storico, stabilendo un divieto globale inequivocabile all’uso e ai test delle armi nucleari.
In questa cornice di rilevanza mondiale, abbiamo avuto il privilegio di intervistare il presidente di Etica SGR, Marco Carlizzi, il quale presenzierà alla conferenza di New York questo pomeriggio e interverrà leggendo la nuova versione del trattato, ad oggi già sottoscritto da più di 90 istituzioni finanziarie internazionali, per comprendere il ruolo e le prospettive dell'azienda in questo contesto di cruciale importanza etica e globale.
Per noi di Etica Sgr è stata una scelta “obbligata”, in quanto la promozione al disarmo è per noi identitario. Dopotutto, Etica Sgr – società di gestione del Gruppo Banca Etica – è nata 23 anni fa proprio sulla scorta dei movimenti pacifisti le cui radici culturali affondano nella non-violenza. La mission di Etica Sgr è quella di rappresentare i valori della finanza etica nei mercati finanziari, sensibilizzando il pubblico e gli operatori finanziari nei confronti degli investimenti socialmente responsabili e della responsabilità sociale d’impresa, escludendo qualsiasi settore controverso e non rispondente ai criteri di sostenibilità. È quindi parte della mission stessa della nostra Sgr quello di escludere qualsiasi finanziamento al settore degli armamenti, che non potrà mai avere per noi un impatto sociale positivo.
Etica si presenterà come investitore responsabile e attivo e il nostro impegno consisterà nel cercare di coinvolgere e sensibilizzare altri player del mondo finanziario, continuando il percorso già iniziato l’anno scorso durante la prima Conferenza di Vienna. Ci esporremo in prima persona sull’importanza che tutti i Paesi aderiscano al Trattato e inviteremo gli Stati Parte del Trattato a richiedere che le imprese statali, incluse le banche centrali e i fondi sovrani, integrino completamente il divieto previsto dal Trattato sulla proibizione delle armi nucleari su tutte le forme di assistenza. Inoltre, chiederemo che gli Stati Parte garantiscano che gli obblighi previsti dal Trattato siano estesi anche agli attori non statali (compreso il settore privato) all'interno delle loro giurisdizioni. Da ultimo, richiederemo un impegno specifico a non finanziare o investire nelle aziende che producono componenti chiave per le armi nucleari, dando priorità alla salute delle comunità, al clima e alle istituzioni democratiche rispetto ai profitti dell'industria delle armi nucleari.
Il nostro auspicio è che tutto questo possa attirare l’attenzione anche dei singoli cittadini, che sottoscrivono fondi e che, attraverso le proprie scelte di investimento, possono contribuire ad un cambio di rotta autentico verso il disarmo nucleare nella finanza.
Per quanto complicato, vorremmo puntare a raggiungere risultati concreti. Attraverso la presentazione di una versione aggiornata dello Statement agli Investitori presentato lo scorso anno a Vienna, vorremmo ottenere un risultato importante in termini di coinvolgimento e impatto. I sottoscrittori quest’anno sono già considerevolmente aumentati, passando dai 37 dello Statement dello scorso anno a oltre 90 oggi. Tra di loro figurano Asset manager americani con forte convinzione sulla sostenibilità, Investitori religiosi, Fondi Pensione e anche grandi Investitori Europei. Questo coinvolgimento è di sicuro già un obiettivo concreto, che però quest’anno vorremmo affiancare ad un secondo: sensibilizzare su questo tema ancora di più i risparmiatori, che possono, attraverso le proprie scelte di investimento e di allocazione dei propri risparmi, orientare e spingere i Governi a fare scelte più significative sul tema delle armi nucleari.
Lo Statement del 2022 presentava una richiesta rivolta in modo specifico agli Stati Parte con l’obiettivo non solo di implementare in modo rigoroso il Trattato nella legislazione nazionale prevedendo l’esclusione di qualsiasi tipo di investimento nelle armi nucleari per gli investitori pubblici operanti nella giurisdizione, in primis Banche Centrali e Banche di Investimento nazionali, ma anche di implementare il divieto previsto dal Trattato sia per qualsiasi attore non statale sia per società di gestione private (nazionali e internazionali) operanti nella propria giurisdizione.
Sicuramente abbiamo notato un impatto positivo, vista la crescita di sensibilizzazione sul tema che vi è stata nel mondo finanziario e il numero di sottoscrittori del trattato, in forte crescita quest’anno. Certo, vi è comunque una grossa difficoltà data non solo dal contesto geopolitico in cui ci troviamo in questo momento, ma anche dal fatto che il possesso e la produzione di armi, nucleari e non solo, creano relazioni fortissime tra gli Stati, dove spesso la spesa per la difesa rappresenta il cuore della politica estera di molti Paesi.
Quello che posso affermare con certezza è che fare previsioni in finanza è molto difficile. Se è vero che in Europa c’è un’altissima attenzione verso i temi ESG, aspetto che spinge verso la strada del disarmo; a livello globale, invece, la situazione è molto diversa. Quello in cui confidiamo è che cresca la consapevolezza e una maggiore attenzione da parte dei risparmiatori e dei sottoscrittori di fondi di investimento a compiere una scelta finanziaria “contro le armi”. Nel lungo termine bisogna puntare su quel percorso di transizione verso investimenti più giusti per la comunità e per il pianeta, ovvero con un impatto positivo.
Lavorando in sinergia con un network di organizzazioni impegnate sul tema. Etica Sgr collabora con ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear weapons), un’organizzazione svizzera che nel 2017 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. La missione di ICAN è mobilitare la società civile in tutto il mondo per sostenere l’obiettivo di negoziare un trattato globale di divieto di armi nucleari. Partner italiani di ICAN, con cui collaboriamo, sono Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo. Per fare un esempio, nel 2016 abbiamo supportato la mobilitazione “Italia, ripensaci”, promossa proprio da Senzatomica e dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, rivolta al Governo Italiano affinché trovi le modalità per aderire al percorso del Trattato per la proibizione delle armi nucleari.
Senz’altro, per promuovere il confronto tra investitori, Stati e altri stakeholder e facilitare modelli di crescita più sostenibili il dialogo collaborativo attraverso il network, da sempre elemento distintivo di Etica Sgr, gioca un ruolo importantissimo. Etica Sgr collabora con i network di cui fa parte, come ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility), CDP (ex Carbon Disclosure Project) e PRI (Principles for Responsible Investments).
Esiste poi un’attività di engagement che portiamo avanti con le società in cui investono i fondi, per guidarle verso condotte più sostenibili. Su questa attività Etica quest’anno ha deciso di alzare l’asticella, chiedendo direttamente ai clienti, attraverso un questionario, quali temi di sostenibilità siano più importanti per loro nel dialogo che portiamo avanti con le aziende, in un’ottica di democrazia economica partecipativa (una delle caratteristiche distintive della finanza etica).
È ormai condiviso e riconosciuto che la produzione, la vendita e l'uso di armi nucleari portano a gravi conseguenze sociali, con rischi alti e permanenti per la società. Pertanto, da un punto di vista etico, ci sono soltanto svantaggi. Da un punto di vista economico, anche la minima minaccia di utilizzo di queste armi può scuotere i mercati finanziari, incrementando la volatilità e influenzando negativamente l'andamento complessivo dei portafogli degli investitori. In caso di effettivo utilizzo, le ripercussioni economiche sarebbero devastanti, con danni considerevoli a livello sociale e un tracollo dei mercati finanziari in tutti i settori e classi di attività.
Per questo, anche in ottica di gestione dei rischi e degli investimenti, è importante essere seri e coerenti, soprattutto se ci si dichiara investitori sostenibili e responsabili, o se come risparmiatori si è attenti a temi di impatto sociale e alle principali problematiche che oggi affliggono il Pianeta.