
30 SET, 2024

Non è un segreto che i mercati globali evolvano a un ritmo vertiginoso già da molti anni; negli ultimi tempi, i temi dominanti della conversazione sono stati la volatilità, che ha raggiunto il suo picco questa estate; e l'aumento senza precedenti degli investimenti passivi. In questo contesto, è logico che gli investitori si chiedano quali nuove opportunità si presenteranno e come potranno sfruttarle.
Mark Hawtin, Head of the Liontrust Global Equities team, condivide le sue opinioni sulle prospettive dei mercati globali in questa intervista realizzata da Simon Hildrey, Chief Marketing Officer di Liontrust.
Stiamo vivendo un periodo senz'altro affascinante. Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto si è registrata una volatilità estremamente pronunciata. Francamente, dal mio punto di vista, mi è sembrato quasi di tornare al 1987. La volatilità è spuntata fuori dal nulla. Si è creato un clima di forte incertezza. Un lunedì mattina al risveglio abbiamo scoperto che il mercato giapponese era crollato di oltre il 10%. Tutti sono rimasti perplessi. Quello che sta succedendo, secondo me, è che ci troviamo a un punto di svolta per quanto concerne una serie di dati importanti per i mercati.
Non è ancora del tutto chiaro se l'inflazione sia stata completamente domata, e quindi non si sa quale sarà la traiettoria dei tassi d'interesse nel prossimo anno o due. Intanto le economie stanno rallentando, ma con segnali di ogni tipo in merito alla rapidità e all'entità della decelerazione. A questo si aggiungono una crescente concentrazione intorno ai principali titoli azionari e il modo in cui gli investitori si posizionano su questi mercati. Si registra un aumento considerevole degli investimenti passivi, che quest'anno hanno superato per la prima volta il 50% degli investimenti complessivi in fondi.
Credo che ci sia questa possibilità. Non dico che lo faranno necessariamente, anzi per certi aspetti possono comportare una minore volatilità, perché se il mercato tende ad andare in una direzione gli investimenti passivi contribuiscono a sostenere quel trend. Quindi, quando i mercati tendono a salire, come è accaduto per la maggior parte degli ultimi anni, i flussi passivi sostengono di fatto il movimento al rialzo, e quindi gli investitori hanno ottenuto ottimi risultati limitandosi ad acquistare sui minimi perché gli investimenti passivi hanno continuato a spingere i mercati verso l'alto.
Credo però che spesso si perda di vista il fatto che gli investimenti passivi, a differenza di quelli attivi, non tengono conto delle valutazioni, quindi non si interessano del valore di un titolo. Va da sé che può accadere anche il contrario. Ad esempio, se si registrasse una variazione dei fondamentali di mercato tale da provocare una svolta o una flessione o un ribasso prolungato, gli investimenti passivi potrebbero iniziare a spingere il mercato nella direzione opposta. Ciò potrebbe causare un aumento significativo della volatilità e gli investitori devono esserne consapevoli.
Ritengo che il catalizzatore proverrà dal lato macro, magari sotto forma di un passo falso nella determinazione dei tassi d'interesse. Può darsi anche che la crescita si riveli molto più lenta del previsto o che l'economia entri davvero in recessione. Questo ancora non è chiaro, specialmente negli Stati Uniti. Se dovesse accadere, ciò potrebbe innescare una flessione più pronunciata dei mercati. L'arrivo dei flussi passivi, quindi, avrebbe l'effetto di accelerare il movimento al ribasso e di accentuare la volatilità.
Credo che sia solo una questione d'incertezza. Dal mio punto di vista, lo scenario di base contempla un rallentamento della crescita senza tuttavia una recessione. I tassi cominceranno a scendere, forse in modo meno aggressivo di quanti alcuni vorrebbero, ma si produrrà una sorta di scenario ideale che dovrebbe sostenere i mercati. Credo che la vera opportunità risieda nelle aree in cui si investe. Considerando diverse alternative di investimento, magari senza concentrarsi sui titoli che hanno registrato ottime performance negli ultimi sei-dodici mesi, ma diversificando le posizioni si potrebbero ottenere buoni risultati nella seconda metà di quest'anno.
Credo che il tema passivo sia concentrato in particolare sulle Magnifiche Sette, che hanno una posizione molto dominante nei veicoli d'investimento passivi. Oltre la metà di questi veicoli replica l'andamento dell'S&P e dunque incanala fondi verso questi grandi società. Anche se le apprezziamo ancora molto, abbiamo cominciato a ridimensionare queste posizioni e a ricercare opportunità al di fuori degli indici principali: titoli il cui andamento non dipende dai flussi passivi, che presentano un ampio divario tra valutazioni e fondamentali e che offrono un notevole potenziale di rialzo rispetto ai titoli maggiormente detenuti dai fondi passivi.
Ritengo utile, innanzitutto, esaminare la questione da un punto di vista settoriale. Al momento la nostra attenzione è rivolta ai settori al di fuori dei vincitori mainstream, al di fuori della tecnologia o dei titoli a questa direttamente legati, ma continuiamo a ricercare imprese che beneficiano dell'uso della tecnologia. Ci piacerebbe trovare società di beni di consumo che la utilizzano a proprio vantaggio. Tra le società più importanti, crediamo che la migliore in cui investire sia forse Meta, essendo chiaramente l'impresa che più ha beneficiato della prima fase dell'utilizzo dell'IA, che è la tecnologia e l'argomento più popolare del momento. Oltre a questo, stiamo considerando alcuni altri titoli dei settori industrial e healthcare; imprese che utilizzano efficacemente la tecnologia per dare impulso al proprio business, ma che non sono troppo dipendenti dai flussi passivi o dalle manie tecnologiche del momento.