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Moneyfarm taglia i costi del Fondo Pensione e lancia una linea 100% azionaria
Fondi di investimento

Moneyfarm taglia i costi del Fondo Pensione e lancia una linea 100% azionaria

Il PIP digitale in ETF sale a dieci linee di investimento e taglia la commissione di gestione dall’1,25% all’1%, con un ISC a 10 anni dell’1,02%.
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3 NOV, 2026

Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

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Moneyfarm ha annunciato oggi, 2 novembre 2026, il rinnovo del suo Fondo Pensione, un PIP interamente digitale con sottostante in ETF, che sale a dieci linee di investimento e riduce la commissione di gestione dall'1,25% all'1%.

A illustrare la novità è Fabio Zampaglione, Chief Commercial Officer di Moneyfarm, piattaforma che gestisce oltre 8 miliardi di euro per più di 190.000 clienti tra Italia e Regno Unito.

Tre nuove linee Classiche accanto alle sette ESG

Il Fondo Pensione di Moneyfarm, nato dalla partnership con Allianz Global Life, affianca alle sette linee ESG già disponibili tre nuove linee Classiche: Bilanciata, Ambiziosa e Intraprendente. Gli aderenti possono così scegliere anche in base allo stile di investimento, oltre che al profilo di rischio e all'orizzonte temporale.

LineaOrizzonteGrado di rischioObiettivo di rendimento*Volatilità attesa a 5 anni
Bilanciata Classica10-15 anniMedio-altoEuribor 1M + 2,00%8,00%
Ambiziosa ClassicaOltre 15 anniMolto altoEuribor 1M + 3,00%14,00%
Intraprendente ClassicaOltre 15 anniMolto elevatoEuribor 1M + 3,50%16,00%

* Rendimento medio annuo su base quinquennale rinnovabile, al lordo dell'inflazione. La linea Intraprendente è la novità più dinamica, con un'esposizione 100% azionaria pensata per orizzonti superiori ai 15 anni. La gestione, supervisionata dal Comitato Investimenti, combina analisi quantitative e valutazioni qualitative, con ribilanciamenti periodici.

Costi più bassi e ISC a 10 anni all'1,02%

Il taglio della commissione vale per i nuovi iscritti e per gli aderenti attuali. Moneyfarm azzera inoltre le spese amministrative fisse annue, mentre restano assenti i costi di adesione, caricamento e trasferimento; anche il passaggio alle nuove linee è gratuito.

Con un ISC a 10 anni dell'1,02% su tutte le linee, secondo Moneyfarm il prodotto è il PIP più conveniente sul mercato, sulla base del comparatore COVIP al 15 ottobre 2026 (esclusi i PIP chiusi a nuove adesioni). La categoria va da circa il 2,15% dei comparti bilanciati a oltre il 2,60% di quelli azionari.

Zampaglione sottolinea che la commissione è identica per tutte le linee, così da non orientare la scelta degli aderenti verso un profilo piuttosto che un altro.

"Sottoscrivere una pensione integrativa significa prendersi cura del proprio futuro investendo con l'orizzonte temporale più lungo che ci sia. In un contesto in cui la pensione pubblica coprirà una quota sempre più piccola dell'ultimo stipendio, il tempo è il vantaggio che conta di più: a qualsiasi età si cominci, ogni anno in più fa la differenza. Il TFR e i versamenti regolari sono già un buon punto di partenza. Per questo abbiamo ampliato la scelta e abbassato i costi del nostro Fondo Pensione."

Fabio Zampaglione, Chief Commercial Officer, Moneyfarm

Previdenza complementare: nuove regole e un divario europeo ancora ampio

Il rinnovo arriva dopo le novità dell'ultima Legge di Bilancio: limite di deducibilità dei contributi alzato a 5.300 euro annui, nuove modalità di destinazione del TFR e, dal 31 ottobre, la possibilità di trasferire il contributo del datore di lavoro dai fondi negoziali ai PIP e ai fondi pensione aperti. Previste anche nuove forme di erogazione del montante.

Secondo la ricerca Deloitte-Mefop citata da Moneyfarm, a giugno 2026 il patrimonio della previdenza complementare italiana ha raggiunto 273,2 miliardi di euro, in crescita del 4,3% rispetto a fine 2025, con quasi 11 milioni di iscritti. Vale però solo l'11,6% del PIL, contro il 63,8% del Regno Unito e il 92,3% dei Paesi Bassi.

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