
12 DIC, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La maxi-operazione che avrebbe dovuto ridisegnare gli equilibri del risparmio gestito europeo si ferma ai nastri di partenza: la fusione tra Generali e la francese Natixis è ufficialmente saltata. Le due società hanno interrotto le trattative dopo mesi di negoziati riservati, chiusi da un nulla di fatto.
Al centro dello stallo sarebbero emerse divergenze profonde su governance, perimetro industriale e valorizzazione degli asset di asset management. Le parti non sono riuscite a trovare un accordo né sulla ripartizione dei poteri nei vertici del nuovo gruppo né sulla struttura operativa delle piattaforme di gestione, giudicate difficili da integrare senza sacrificare efficienza e identità dei marchi.
Il naufragio del deal congela, almeno nel breve periodo, l’ipotesi di un nuovo campione paneuropeo nel wealth e nell’asset management, in grado di alzare l’asticella della competizione con i grandi player globali. Sul mercato resta così irrisolta la partita del consolidamento in Europa, mentre salgono le attese per eventuali alternative strategiche che possano coinvolgere altri gruppi del settore.
Dal fronte italiano filtra la volontà di Generali di proseguire lungo la direttrice della crescita organica e di operazioni mirate, preservando il controllo sulle attività chiave di gestione del risparmio. Natixis, dal canto suo, guarda a nuove alleanze selettive, puntando a rafforzare il proprio posizionamento internazionale senza sottostare a un’eccessiva diluizione del proprio ruolo.