
Aggiornato:
25 AGO, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Ancora una volta, tutti gli occhi erano puntati sul presidente della Federal Reserve Jerome Powell mentre teneva il suo discorso al simposio annuale di Jackson Hole. Il discorso di quest'anno ha confermato la crescente propensione della Fed ad allentare la politica monetaria, trovando un equilibrio tra le persistenti pressioni inflazionistiche e i crescenti segnali di debolezza nel mercato del lavoro. Le osservazioni di Powell hanno rafforzato le aspettative che la banca centrale si stia preparando a riprendere i tagli dei tassi, con settembre che si profila come un momento cruciale. I mercati, già preparati dall'ultimo verbale del FOMC, hanno reagito positivamente alla chiarezza offerta sulla probabile traiettoria dei tassi di interesse.
Come hanno interpretato il messaggio di Powell e le prossime mosse della Fed i principali operatori finanziari?

Di Richard Clarida, Consulente economico globale presso PIMCO
Il tanto atteso discorso del presidente della Federal Reserve Jerome Powell al simposio annuale di Jackson Hole non ha deluso i mercati, né la presentazione del suo quadro di politica monetaria rivisto ha sorpreso gli osservatori della Fed. La banca centrale sembra essere sulla buona strada per abbassare i tassi di interesse a breve termine, sebbene con un approccio cauto. In definitiva, le modifiche al quadro di politica monetaria sono state ragionevoli e ben comunicate, e hanno sottolineato l'impegno incondizionato della Fed nei confronti del proprio mandato.

Di Eric Muller, Responsabile Prodotti e Strategia di Investimento presso Munich & Co
Il discorso del presidente Powell a Jackson Hole ha fornito ulteriori chiarimenti sulla probabile traiettoria dei tassi di interesse ufficiali statunitensi nei prossimi mesi e rafforza lo scenario in cui la Fed riprenderà il suo ciclo di tagli non appena si terrà la riunione di settembre, con uno scenario di base che prevede tre ulteriori tagli nelle riunioni successive fino all'inizio del 2026.
La descrizione della situazione economica è molto simile a quella contenuta nel verbale del FOMC di luglio pubblicato di recente, con l'aggiunta di un importante aggiornamento sulla situazione occupazionale, dopo che i dati di luglio hanno mostrato una revisione significativa rispetto ai mesi precedenti e una debolezza più evidente delle condizioni occupazionali, che ha influito sia sulla domanda che sull'offerta di lavoro. Si prevede che la pressione inflazionistica derivante dai dazi continuerà, poiché questi ultimi richiedono tempo per riflettersi sui prezzi al consumo, ma la loro valutazione è che potrebbe trattarsi di un impatto una tantum. Le dinamiche del conflitto tra il deterioramento delle condizioni occupazionali e la maggiore divergenza inflazionistica dovuta ai dazi fanno pendere la bilancia dei rischi verso una ripresa dell'allentamento della politica monetaria. L'attuale posizione è restrittiva e “il cambiamento nell'equilibrio dei rischi potrebbe giustificare un adeguamento della nostra posizione”. Sebbene i consumi siano rimasti resilienti nella prima metà dell'anno, la probabile erosione del reddito disponibile reale suggerisce che lo slancio economico rallenterà, anche se lontano dal rappresentare un rischio di recessione.
A meno che i dati sull'occupazione di agosto non ribaltino drasticamente il messaggio di debolezza inviato dai dati di maggio-luglio, il presidente Powell tenderà probabilmente a un taglio già nella riunione del 17 settembre, con possibili ulteriori tagli nelle tre riunioni successive, fino all'inizio del 2026. L'analisi condivisa non indica una traiettoria più rapida o tagli più profondi in questa fase. Il presidente Powell ha affermato che l'attuale tasso dei fondi federali è di 100 punti base al di sopra del livello neutro. Pertanto, in assenza di ulteriori significative perturbazioni della domanda di lavoro, l'equilibrio con il rischio di inflazione suggerisce un tasso neutro - intorno al 3,25% - come obiettivo ragionevole per gli adeguamenti dei tassi di interesse ufficiali.
Si tratta di uno sviluppo positivo per i mercati finanziari e prevediamo che sia il mercato azionario che quello creditizio saranno sostenuti da questa prospettiva di tassi più bassi negli Stati Uniti nel breve termine. Il dollaro statunitense dovrebbe rinunciare ad alcuni dei suoi recenti guadagni.