
24 FEB, 2023

AUTORE: Tom Levering, Equity Portfolio Manager e Global Industry Analyst, e Tim Casaletto, Global Industry Analyst di Wellington Management
Nel 2022 i mercati azionari globali hanno evidenziato una forte volatilità alimentata da molteplici fattori. Si pensi alla guerra in Ucraina e alla conseguente crisi energetica e del gas naturale, all’innalzamento dei tassi di interesse e all’impennata dell’inflazione, nonché alla persistenza dei problemi delle catene di approvvigionamento dovuti al Covid.
Nonostante queste criticità, le infrastrutture quotate hanno garantito una maggiore protezione in termini relativi rispetto ai mercati azionari globali (utilizzando come riferimento l'indice MSCI ACWI). Alle soglie del 2023 molteplici segnali indicano la possibilità di un picco dell’inflazione, ma siccome le banche centrali intendono continuare a frenare la domanda, a nostro avviso le probabilità di una recessione globale sono in aumento. A far da contraltare a queste pressioni vi sono le potenziali riaperture in Cina e il miglioramento delle dinamiche lungo le filiere produttive.
Secondo noi, nell’attuale contesto di incertezza, i business model delle società attive in ambito infrastrutturale potrebbero continuare a offrire una relativa solidità. In ogni caso, dal nostro punto di vista, la diversificazione e la concentrazione su asset durevoli si confermeranno essenziali.
Di norma, le società di infrastrutture sono proprietarie di asset fisici con una scarsa sensibilità al ciclo economico e una vita economica molto lunga dal momento che forniscono servizi essenziali all'economia. Di seguito illustriamo il nostro outlook per ciascuna area strategica.
Intravediamo fattori positivi per determinati gestori di ripetitori e operatori di telecomunicazioni nel quadro della crescente rilevanza della connettività su scala globale. Di solito i business model di queste società evidenziano una certa resilienza in un contesto inflazionistico, poiché tipicamente i gestori di ripetitori integrano l’indicizzazione all’inflazione o l’adeguamento dei prezzi nei documenti contrattuali, mentre le società di telecomunicazione che operano in un contesto di elevata concorrenza tendono ad avere un maggior potere di determinazione dei prezzi nelle fasi di inflazione elevata.
Per di più, molte società attive in tali segmenti possono vantare stabilità e prospettive di crescita solide, nonché valutazioni interessanti.
In generale, cerchiamo di evitare le aziende molto sensibili all’aumento dei prezzi delle materie prime, ma intravediamo valore in alcune aree del settore midstream dove la generazione di utili deriva in misura maggiore da servizi erogati sulla base di contratti stabili (per esempio, trasmissione a lungo raggio).
Riteniamo anche che, a seguito dell’avvio della costruzione in America del Nord di ulteriori terminali per il gas naturale liquefatto (GNL), che richiederanno nuovi gasdotti, siano emerse nuove opportunità di crescita nell’energia midstream.
In generale, nel contesto attuale, adottiamo un atteggiamento cauto sulle infrastrutture per i trasporti. Le strade a pedaggio sono più interessanti poiché oggi molti gestori sono autorizzati, in virtù dei contratti vigenti, a indicizzare (totalmente o in parte) le tariffe all’inflazione.
Tuttavia, ci preoccupano le società con un indebitamento elevato, che rappresenta un fattore problematico in una fase caratterizzata da tassi di interesse alti. Temiamo anche che le valutazioni degli aeroporti non riflettano adeguatamente gli effetti negativi di una potenziale recessione sul traffico passeggeri e sulla spesa al dettaglio negli aeroporti. Se da un lato la sensibilità al ciclo economico delle reti ferroviarie pone alcuni rischi a breve termine, dall’altro crediamo che, trattandosi della modalità di trasporto con le minori emissioni, le ferrovie continueranno a beneficiare di potere sulla determinazione dei prezzi e crescita a lungo termine.
È probabile che nel 2023 i mercati rimarranno volatili, ma a nostro avviso le prospettive di lungo periodo per le infrastrutture quotate si confermano interessanti. In presenza di valutazioni ampiamente all'interno dei range storici e di opportunità di crescita incoraggianti nei nostri settori preferiti, crediamo che le infrastrutture quotate possano continuare ad offrire una relativa stabilità, grazie alle caratteristiche difensive, e, sul più lungo termine, interessanti opportunità di rendimento.