
11 SET, 2023

AUTORE: Edward Harrold, Investment Director di Capital Group
Una nuova realtà sta prendendo forma sui mercati globali e gli investitori potrebbero dover rivedere le loro aspettative. Forse il cambiamento più rilevante è il ritorno dell’inflazione. Anche se l’inflazione globale inizia a calare, i dati di consensus suggeriscono che i livelli rimarranno ben superiori a quelli degli ultimi decenni. Gli investitori, indipendentemente dalla loro ubicazione geografica, potrebbero dover guardare oltre il mercato domestico per individuare asset che generano reddito.
Per quanto riguarda l’investimento orientato al reddito, gli ultimi anni sono stati difficili per gli investitori. Gli asset tradizionalmente stabili sono stati ostacolati dall’aumento dell’inflazione e dal rallentamento dell'economia.
La pandemia e le sue conseguenze hanno intensificato il rischio idiosincratico per gli investitori orientati a generare reddito. Ad esempio:
Ora che le fonti tradizionali di reddito sono sotto pressione, gli investitori dovranno capire come fare per continuare a soddisfare i loro obiettivi di reddito. Un possibile approccio consiste nell’abbinare gli asset tradizionali a soluzioni a reddito più elevato al fine di generare un flusso di reddito stabile che aiuti ad affrontare l’inflazione e appianare eventuali periodi di volatilità di mercato.
La maggior parte degli investitori è consapevole dei vantaggi che derivano dall’unire asset con caratteristiche diverse al fine di ridurre il rischio – ma la diversificazione può altresì contribuire a generare un reddito stabilmente elevato da un portafoglio di investimento.
Un approccio che combina settori obbligazionari a rendimento elevato come il segmento corporate high yield e il debito dei mercati emergenti potrebbe affiancare le strategie domestiche nelle modalità seguenti:
La diversificazione aiuta, perché i mercati possono trovarsi in fasi diverse del ciclo di investimento. Essendo state scottate dall’inflazione negli scorsi decenni, ad esempio, molte banche centrali dei mercati emergenti hanno preceduto le controparti dei mercati sviluppati alzando i tassi di interesse subito dopo la pandemia. Allontanandosi dal mercato domestico, gli investitori non solo possono sfruttare queste opportunità ma anche ottenere una diversificazione migliore.
Combinare due dei mercati obbligazionari a maggiore rendimento – il debito dei mercati emergenti (DME) e le obbligazioni high yield – non solo aiuta a incrementare il reddito disponibile ma può altresì amplificare i vantaggi della diversificazione senza assumere un rischio aggiuntivo eccessivo.
Per gli investitori ancora restii a spostarsi in aree diverse del mercato obbligazionario, è utile sfatare alcuni miti. Pur essendo vero che le obbligazioni high yield e il debito dei mercati emergenti possono avere un rischio superiore rispetto alle obbligazioni investment grade, alcuni pregiudizi sono ancora radicati. Le obbligazioni high yield erano precedentemente note come obbligazioni spazzatura, perché le aziende emittenti erano tipicamente di qualità inferiore e avevano un maggior rischio di default. Oggi il mercato high yield è ampiamente composto da mid e large cap quotate, e il 90%3 dell’indice high yield USA ha un rating “B” e superiore (la porzione dell’universo che generalmente presenta il rischio di default inferiore).
Per quanto riguarda il debito dei mercati emergenti, la percezione è che questi mercati abbiano un rischio più elevato, con ampie possibilità di default. Infatti, molte economie emergenti hanno un rapporto debito pubblico/PIL inferiore rispetto alle controparti avanzate, oltre a livelli inferiori di debito corporate e consumer. Per quanto riguarda l’high yield e il DME, i rischi rimangono più elevati rispetto all’investment grade, ma molte caratterizzazioni di questi mercati non hanno tenuto il passo con la considerevole maturazione del mercato avvenuta negli ultimi 30 anni.