
Aggiornato:
19 NOV, 2025
Di RankiaPro

L'industria globale della gestione degli asset raggiunge un nuovo traguardo raggiungendo 139,9 trilioni di dollari statunitensi in asset sotto gestione (AUM) alla fine del 2024, secondo l'ultimo studio del Thinking Ahead Institute. L'aumento del 9,4% annuo non solo recupera il terreno perduto nel 2022 e 2023, ma riporta il settore al suo massimo storico del 2021, rafforzando un messaggio di resilienza in un contesto di elevata incertezza macroeconomica.
Lo studio evidenzia un forte contrasto regionale. I gestori nordamericani sono cresciuti del 13% su base annua, raggiungendo 88,2 trilioni di dollari, che rappresentano il 63% di tutti gli asset gestiti dalle 500 maggiori aziende del mondo. Questa concentrazione riflette sia il peso strutturale del mercato statunitense che la capacità delle sue grandi gestioni di catturare flussi in un ambiente di tassi alti e polarizzazione nella valutazione degli asset.
All'estremo opposto, il Giappone registra una diminuzione del 9,5% in AUM, una significativa diminuzione che evidenzia difficoltà nel suo mercato domestico, pressato dalla debolezza dello yen e da una minore dinamicità degli investitori. Il Regno Unito, d'altra parte, rischia di perdere la sua storica leadership: se le tendenze attuali persistono, potrebbe scendere al quarto posto globale, superato da Francia e Canada.
Classificati per totale di asset sotto gestione (AUM), in milioni di dollari statunitensi
| Paese | AUM (milioni di $) |
|---|---|
| Regno Unito | 7.593.144 |
| Francia | 7.541.110 |
| Germania | 6.466.406 |
| Svizzera | 5.685.584 |
| Paesi Bassi | 2.008.237 |
| Italia | 1.909.704 |
| Svezia | 952.757 |
| Spagna | 880.927 |
| Finlandia | 570.966 |
| Belgio | 321.592 |
| Danimarca | 295.188 |
| Norvegia | 286.702 |
| Lussemburgo | 276.441 |
| Austria | 225.559 |
| Irlanda | 167.952 |
| Portogallo | 16.669 |
Un cambiamento strutturale continua a guadagnare trazione: la gestione passiva raggiunge già il 39% degli attivi, con una crescita annuale del 6,1%, mentre la gestione attiva scende al 61%. Si tratta di un riequilibrio sostenuto che riflette la preferenza degli investitori istituzionali per soluzioni a basso costo, regole chiare e esposizione sistematica al mercato, specialmente in ambienti volatili o con dispersione limitata.
La concentrazione del settore si intensifica anche. I 20 maggiori gestori controllano il 47% degli AUM globali, equivalenti a 65,8 trilioni di dollari, con 15 aziende americane che rappresentano quasi l'84% di questo volume. Il podio rimane senza sorprese: BlackRock, Vanguard e Fidelity Investments guidano la classifica, con BlackRock in prima posizione ininterrottamente dal 2009.
Lo studio sottolinea l'avanzata inarrestabile degli specialisti nei mercati privati, la cui crescita supera di gran lunga quella dei gestori tradizionali. Il caso più emblematico è Brookfield, che è passata da 240.000 miliardi nel 2017 a 1,06 trilioni nel 2024, il che implica una crescita annuale composta del 20% e un salto di 46 posizioni nella classifica.
La crescente domanda in credito privato, infrastrutture e immobili continua a riconfigurare i portafogli istituzionali e a favorire i gestori con capacità verticali e accesso preferenziale a opportunità illiquide.
Lo studio del Thinking Ahead Institute identifica il Medio Oriente come un polo emergente di attrazione per l'industria, spinto da un ambiente regolatorio in modernizzazione, specialmente negli Emirati Arabi Uniti. Gli aggiornamenti normativi su attivi digitali e il regime di Fondi di Investimento Qualificati stanno incentivando l'arrivo di gestori globali in centri come il DIFC (Dubai International Financial Centre) e Abu Dhabi.
Inoltre, gli investimenti tematici —Shariah, ESG e attivi digitali— si adattano alle strategie nazionali di trasformazione economica, consolidando la competitività finanziaria della regione.
L'Intelligenza Artificiale emerge come un vettore trasformativo. Il 47% dei gestori investe già in IA per rafforzare processi strategici, operativi o di relazione con il cliente. Tuttavia, questa adozione è ancora preliminare: il 78% dedica meno del 10% del suo budget tecnologico all'IA. Nonostante ciò, il 61% prevede di aumentare il suo investimento nei prossimi cinque anni, nonostante il 64% esprima preoccupazione per i rischi di cybersecurity.
Secondo Jessica Gao, direttrice del Thinking Ahead Institute, l'industria si trova in un “momento decisivo”, dove convergono l'espansione delle strategie passive, l'ascesa dei mercati privati e l'impatto dell'IA: tendenze che “stanno ridefinendo cosa significa generare valore a lungo termine”.