
27 MAR, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il settore assicurativo globale si trova ad affrontare un contesto macroeconomico più incerto, senza tuttavia rinunciare al proprio appetito per il rischio né alla ricerca di redditività. È quanto emerge dalla 15ª Indagine Globale Annuale sulle Assicurazioni di Goldman Sachs Asset Management, che evidenzia una combinazione di cautela sul piano macroeconomico e un posizionamento costruttivo sui mercati.
Le tensioni geopolitiche e il rischio di rallentamento o recessione negli Stati Uniti si confermano come le principali minacce per i portafogli di investimento. In effetti, il 55% delle compagnie assicurative prevede che l’economia statunitense entrerà in recessione nei prossimi tre anni, rispetto al 46% rilevato nell’indagine precedente.
Tuttavia, questo scenario non ha intaccato la fiducia nei mercati finanziari. L’88% degli operatori si aspetta che l’S&P 500 chiuda il 2026 in territorio positivo, con la maggioranza che prevede rendimenti compresi tra il 5% e il 10%. Questo ottimismo si fonda su solide aspettative di crescita degli utili societari e su un contesto di graduale allentamento monetario.
In questo contesto, le compagnie assicurative continuano ad aumentare l’esposizione agli attivi privati, che stanno assumendo un peso strutturale sempre maggiore nei portafogli. Il 62% prevede di incrementare l’allocazione verso questa asset class nel 2026, consolidando una tendenza in atto da diversi anni.
All’interno di questo universo, il finanziamento garantito da attivi (asset-backed finance) si distingue come una delle principali aree di interesse, con un saldo netto del 38% delle compagnie che prevede di aumentarne l’esposizione. Seguono le collocazioni private investment grade (35%), i prestiti diretti senior (33%), nonché il private equity e le infrastrutture (entrambi al 25%).
Secondo Mike Siegel, responsabile globale della gestione degli attivi assicurativi presso Goldman Sachs Asset Management, il credito privato si è evoluto fino a diventare un elemento centrale per il settore, consentendo alle assicurazioni di ottimizzare la redditività e gestire la duration dei portafogli in un contesto più volatile. Inoltre, ne sottolinea il ruolo come fornitori di capitale paziente nei cicli del credito.
Questo posizionamento si riflette anche nella percezione delle opportunità: il private equity guida le aspettative di rendimento a 12 mesi, seguito dalle azioni statunitensi, dalle materie prime e dai mercati azionari emergenti.
Lo studio evidenzia un cambiamento nella gerarchia dei rischi. La recessione negli Stati Uniti e le tensioni geopolitiche (entrambe indicate dal 52% dei rispondenti) superano l’inflazione (42%) come principali fattori di preoccupazione. Emergono inoltre le valutazioni elevate e la volatilità nei mercati del credito e azionari.
Parallelamente, il consenso del settore indica un contesto di tassi di interesse più moderati. Il 79% delle compagnie prevede tagli dei tassi da parte della Federal Reserve fino a un intervallo compreso tra il 3% e il 3,5%, mentre l’81% si aspetta che il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni si mantenga tra il 3,5% e il 4,5%.
Per Jared Klyman, responsabile globale del business assicurativo della gestione, questo scenario richiede una maggiore disciplina nella selezione degli attivi, sia nei mercati pubblici sia in quelli privati, in un contesto sempre più complesso e dinamico.
Oltre all’allocazione degli attivi, l’indagine evidenzia il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo. Il 62% delle compagnie utilizza già soluzioni di IA, mentre un ulteriore 34% ne sta valutando l’adozione.
Le applicazioni spaziano dalla riduzione dei costi operativi — attualmente l’uso più diffuso — alla valutazione degli investimenti, alla sottoscrizione dei rischi e all’acquisizione della clientela. Parallelamente, il 56% delle compagnie individua nelle infrastrutture e nei data center le principali opportunità di investimento legate a questa tecnologia.
Da Goldman Sachs Asset Management sottolineano che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali correlate rappresenta una delle maggiori opportunità di investimento dei prossimi decenni, trainata dalla crescente domanda di capacità computazionale e dall’espansione di nuove catene del valore tecnologiche.