
4 FEB, 2026
Di 21Shares

Il 2025 è stato l’anno in cui adozione istituzionale, chiarezza normativa e innovazione di prodotto hanno finalmente iniziato a muoversi nella stessa direzione. Gli ETF spot hanno assorbito flussi significativi di capitali, le aziende e gli investitori sovrani hanno ampliato le loro riserve di asset digitali e la tokenizzazione è passata da essere poco più che una teoria alla pratica. In sintesi, il settore è entrato in una fase più matura, in cui i rialzi potenziali saranno verosimilmente più contenuti rispetto ai boom degli inizi, ma anche le correzioni saranno meno ampie, contribuendo a un contesto più stabile.
Guardando avanti al 2026, l’universo cripto appare poggiare su fondamentali solidi, come flussi di capitali strutturali verso i nuovi prodotti indicizzati, un riallineamento macroeconomico e una normativa più chiara. È vero che le tensioni geopolitiche e commerciali possono dar vita a fenomeni negativi per il settore, come volatilità e aumento dell’avversione al rischio, ma le politiche monetarie e fiscali e il progressivo indebolimento del dollaro potrebbero spingere gli investitori verso le criptovalute, in cerca di rendimenti più alti.
In questo contesto di maggiore stabilità del settore, ma anche di forze esogene in contrasto tra loro, si inserisce l’outlook delle quattro maggiori criptovalute sul mercato: Bitcoin, Ethereum, Solana e Ripple.
Gli ETP in Europa e, più recentemente, gli ETF negli Stati Uniti hanno fatto sì che la sua accessibilità a livello globale aumentasse ancora di più, tanto che oggi persino enti sovrani ne sostengono la domanda. Le allocazioni di questi e altri player potrebbero dare un grande contributo nell’abilitare BTC come un asset macroeconomico per la categoria delle riserve di valore.
È necessario però fare attenzione. Infatti, oggi Bitcoin non è ancora scambiato come fosse una risorsa difensiva, ma più come un asset “high-beta”. Ha infatti registrato una certa correlazione con le azioni quando l’avversità al rischio è cresciuta, segnalando sensibilità alle aspettative sui tassi e alle dinamiche inflazionistiche. Per questo, per poter parlare di un vero scenario rialzista, bisognerebbe assistere a un allentamento dei rendimenti reali, all'espansione dei bilanci delle banche centrali e a una risoluzione delle guerre commerciali.
Per questa serie di ragioni, i tre scenari di 21shares per il Bitcoin nel 2026 sono:
L'andamento di Ethereum dipende dai flussi negli ETF dedicati, ma anche dalla possibilità che il reale rendimento economico possa tradursi in applicazioni sostenibili e redditizie.
Tuttavia, dopo gli ultimi aggiornamenti, oggi i rendimenti da staking si basano principalmente sulle ricompense ai validator e sulle commissioni e meno sul consumo di token, limitando l'attrattiva di ETH. Inoltre, la crescente efficienza dei Layer2 riduce ulteriormente la quota di ETH corrisposto per ogni dollaro transato.
Questo avvantaggia gli utenti, ma per i detentori del token il risultato non è positivo, come si evince dal deflusso netto per 1,4 miliardi di dollari registrato dagli ETF.
Alla luce di ciò, i tre scenari per Ethereum sono:
Ad oggi, Solana elabora circa 2,2 miliardi di transazioni a settimana e registra in media 16,7 milioni di indirizzi attivi settimanali, ma, nonostante questi numeri, la maggior parte del valore economico generato si riversa sulle dApp e non sui detentori di SOL. Di fatto, dei circa 10 milioni di dollari di fee giornaliere, solo 100mila confluiscono nel protocollo (meno del 10%). Pertanto, il modello di Solana è ad alto volume e bassa resa e senza un aumento significativo di questa, si ha un potenziale di crescita strutturale limitato.
Tuttavia, nel tempo questo network è diventato molto più resiliente e ha consentito transizioni sempre più fluide e a basso rischio; tutti elementi molto importanti per attrarre investitori istituzionali.
Viste le forze contrastanti in gioco, gli outlook per Solana nel 2026 sono:
Il 2026 rappresenta un punto di svolta decisivo per XRP. Quest’anno potrebbe concretizzarsi il passaggio chiave dalla volatilità speculativa alla valutazione ancorata ai fondamentali istituzionali, grazie alla risoluzione del suo contenzioso con la SEC, che ha consentito il lancio di ETF dedicati.
La domanda è se, ora che il rischio normativo sembra essersi ridimensionato, arriverà l’adozione dell’asset nei portafogli. In base a quella che sarà la risposta, gli scenari sono:
Infine, il 2025 e l’inizio del 2026 hanno visto la crescita sfrenata dell’oro, che al momento in cui si scrive è arrivato a superare i 5.500 dollari l’oncia.
A sostenere questo rally sono soprattutto il contesto geopolitico teso e la conseguente domanda di asset safe-haven. Pertanto, dato che queste tensioni appaiono lontane dal risolversi, è attualmente probabile che la crescita proseguirà anche quest’anno. Ecco perché 21shares sta spingendo molto il suo BOLD ETP.
Questa strategia prevede l’esposizione a un portafoglio composto da oro e BTC, ponderata in base alla rischiosità di ciascun asset e ribilanciata mensilmente. Considerando la protezione in contesti inflazionistici garantita dal primo e la crescente adozione come riserva di valore del secondo, la strategia mira a corrispondere agli investitori rendimenti elevati, uniformi e resistenti all’inflazione che i due asset corrispondono, il tutto attraverso un meccanismo di regolazione automatico che favorisce sempre quello meno rischioso.
Sull’attuale status del mercato degli asset digitali, Massimo Siano, Vicepresidente e Responsabile per il Sud Europa di 21shares, ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un’evoluzione strutturale del mercato cripto: da una domanda prevalentemente speculativa si è passati a flussi sempre più regolamentati, istituzionali e legati a casi d’uso concreti. Ciò dimostra quanto gli asset digitali siano visti sempre di più come un’alternativa valida nello scenario sfidante che stiamo vivendo e il progressivo ampliamento dell’offerta di prodotti regolamentati — che presto saranno disponibili anche su Borsa Italiana per quegli investitori professionali che desiderano esporsi alle principali criptovalute — rappresenta un passaggio chiave per l’accessibilità del settore. Le opportunità restano significative, ma selettive: il quadro macroeconomico e un approccio più orientato al lungo periodo saranno determinanti per affrontare una fase che riteniamo strutturalmente positiva per l’intero comparto.”