
12 LUG, 2024
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La Banca d'Italia ha pubblicato il suo Bollettino Economico n. 3 del 2024, evidenziando un quadro di miglioramento per l'economia mondiale, nonostante persistano rischi significativi. In particolare, l'istituto segnala una crescita sostenuta dal settore dei servizi, con segnali di rafforzamento nella manifattura, mentre persistono incertezze legate ai conflitti globali. Negli Stati Uniti e in Cina si osservano tendenze contrastanti tra consumo e domanda interna. Nell'area dell'euro, la crescita è moderata e l'inflazione si attenua. In Italia, l'espansione economica è contenuta, con sfide fiscali e un costo del credito in aumento che influenzano la domanda di prestiti.
L'economia mondiale ha mostrato segnali di miglioramento nella primavera del 2024, trainata principalmente dal settore dei servizi e con un rafforzamento della manifattura. Negli Stati Uniti, la crescita dei consumi continua a sostenere l'economia, mentre in Cina l'attività industriale è in espansione, sebbene la domanda interna resti debole, contribuendo agli squilibri commerciali con i paesi avanzati.
Secondo l'OCSE, il PIL globale crescerà del 3,1% nel 2024, e la Banca d'Italia prevede un'espansione del commercio mondiale del 2,2%. Tuttavia, i conflitti in corso rimangono il principale rischio per la crescita globale.
Durante la primavera, l'inflazione è diminuita negli Stati Uniti dopo un aumento nel primo trimestre, e ha continuato a ridursi nel Regno Unito. A giugno, la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di interesse per la settima volta consecutiva, sottolineando la necessità di consolidare il processo di disinflazione prima di allentare le condizioni monetarie. Anche la Bank of England e la Banca del Giappone hanno mantenuto stabili i tassi di interesse.
Nell'area dell'euro, i mercati finanziari hanno risentito dell'incertezza politica in Francia, con un aumento temporaneo del differenziale di rendimento dei titoli di Stato decennali.
Nell'area dell'euro, il PIL ha mostrato una moderata espansione in primavera, guidata dal settore terziario. Tuttavia, la disinflazione si è attenuata a causa della dinamica dei prezzi dei servizi. Le proiezioni dell'Eurosistema prevedono una riduzione dell'inflazione al 2,5% nel 2024, al 2,2% nel 2025 e all'1,9% nel 2026.
A giugno, la BCE ha ridotto i tassi di interesse di 25 punti base, ribadendo l'impegno a raggiungere l'obiettivo di medio termine dell'inflazione.
Riguardo l'economia italiano, la Banca d'Italia sifocalizza fu tre punti:
In Italia, il PIL ha continuato a crescere moderatamente in primavera, sostenuto dai servizi, in particolare il turismo. Tuttavia, l'attività nelle costruzioni e nella manifattura ha mostrato una flessione. Le proiezioni macroeconomiche indicano una crescita del PIL dello 0,6% nel 2024, dello 0,9% nel 2025 e dell'1,1% nel 2026. L'inflazione è rimasta bassa, con un tasso previsto all'1,1% per il 2024 e poco più dell'1,5% nel biennio 2025-26.
Nel primo trimestre del 2024, il surplus di conto corrente si è ampliato grazie al miglioramento del saldo dei beni. L'occupazione ha continuato ad aumentare, con una partecipazione al mercato del lavoro superiore ai livelli pre-pandemia e un tasso di disoccupazione in diminuzione. La crescita del costo del lavoro nel settore privato non agricolo si è rafforzata, spinta dai rinnovi contrattuali nei servizi.
La Commissione Europea raccomanderà per l'Italia l'apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi, prevedendo che il rapporto disavanzo/PIL resterà sopra il 3% nel 2024 e 2025. Il costo del credito, influenzato dalla stretta monetaria, continua a frenare la domanda di prestiti, con una flessione dei prestiti alle imprese.