
10 LUG, 2025

AUTORE: Katharine Neiss, Chief European Economist di PGIM Fixed Income
Prima della nomina di Merz a Cancelliere, la Germania ha effettuato una significativa inversione di rotta e ha annunciato un significativo pacchetto di spesa fiscale per le infrastrutture e una riforma del freno all’indebitamento per facilitare l'aumento delle spese per la difesa. I mercati hanno reagito positivamente all'annuncio inaspettato.
Tuttavia, si prevede che l'impatto sull'economia reale richiederà del tempo. Inoltre, si riconosce che il settore pubblico non può sostenere da solo l'intero onere della crescita economica.
Questo è il problema attuale in Germania, dove, ad esempio, la crescita dell'occupazione negli ultimi due anni è stata guidata interamente dal settore pubblico. L'occupazione nel settore privato, invece, è in fase recessiva.
Affinché la Germania possa massimizzare la spinta sul piano fiscale, è necessario che parallelamente metta in atto riforme del settore privato, come la deregolamentazione e la riduzione delle imposte sulle imprese, per dare il via a un dinamismo economico autosostenibile.
Il pacchetto di sgravi fiscali recentemente annunciato dal governo è un chiaro passo in questa direzione. Se adottate, queste misure serviranno a creare l'ambiente e gli incentivi giusti per lo sviluppo del settore privato. Questo, a sua volta, stimolerebbe la tanto necessaria crescita e produttività in Germania.
Se attuate con successo, queste misure avrebbero anche ricadute positive su altre economie dell'UE. Ad esempio, l'Italia è il secondo settore manifatturiero d'Europa dopo la Germania e la produzione industriale tende a muoversi in stretta sintonia con la Germania.
Altri Paesi strettamente legati all’andamento dell’economia tedesca sono quelli con catene di approvvigionamento industriale interconnesse nell'Europa centrale e orientale, come l'Austria e la Repubblica Ceca.
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