
Aggiornato:
14 FEB, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

San Valentino, la festa degli innamorati, è spesso associata al romanticismo e all'affetto tra le persone. Tuttavia, per alcuni, l'amore può estendersi anche al mondo degli investimenti. In occasione di questa giornata speciale, abbiamo parlato con ter esperti selezionatori di fondi, Stefano Battel, Gabriele Roghi e Stefano Stillavato, per scoprire quali fondi di investimento vorrebbero portare a un appuntamento. Pronti a scoprire quali strategie gli faranno battere il cuore?

La tradizione di San Valentino, festa degli innamorati, risale all'epoca romana, precisamente nel 496 d. C., quando l'allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco.
A consacrare San Valentino, come il santo patrono degli innamorati, più che alla chiesa lo si deve a Geoffrey Chaucer, l'autore dei Racconti di Canterbury, che scrisse in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino che divenne così sinonimo dell’amor cortese.
In questo contesto possiamo vedere un decisivo passaggio da un elemento prettamente fisico ad uno caratterizzato maggiormente dal sentimento, dell’amore appunto, che come ben sapevano i greci è parola tutt’altro che banale racchiudendo in sé molteplici significati.
Lo comprendeva bene Platone che nel Simposio si domandava: “perché gli amanti amano trascorrere tanto tempo insieme?”
A questa domanda il filosofo trovava risposta in tre parole che erano in grado di cogliere le diverse sfumature del sentimento: Agapè, Philìa e Eros.
Agapè rappresenta l’amore che si prova andando oltre sé stessi, oltre il proprio egoismo quello più spirituale che per i greci eleva l’uomo e lo fa divenire una cosa sola con il divino.
Philìa, ovvero l’amore sentimentale, costituito dall’affetto e dalla simpatia. Un vincolo che si basa su fiducia, lealtà, condivisione, amicizia, affiatamento.
Infine, Eros dio della natura che, nella mitologia più antica, è nato dal Caos prima ancora dei Titani o degli stessi Dei dell’Olimpo rappresenta la forza primordiale e vitale per antonomasia che, divenendo poi Cupido, perderà la suddetta prerogativa per tramutarsi in un putto alato munito di frecce.
Pertanto, si fa presto a dire amore ma molto meno presto a comprendere di cosa si sta parlando senza catturarne i diversi aspetti che ci aiutano a comprenderne la complessità.
Se comprendere i sentimenti umani risulta alquanto difficoltoso, per via della loro natura mutevole e sfaccettata, è bene ricordare di non lasciarsi guidare, nel campo degli investimenti, da mirabolanti promesse di ritorni immediati su asset class “esotiche”, guidati dalle emozioni o mode del momento, ma di guardare piuttosto con oggettività ai propri bisogni e caratteristiche.
Per un San Valentino finanziario, inviterei pertanto un fondo Multi Asset che, potendo spaziare tra più asset class, potrebbe regalarci comunque delle grandi emozioni, anche se “controllate”.

Il fondo con cui sarebbe interessante passare una serata per festeggiare S.Valentino quest'anno è il comparto Global Quality di Flossbach von Storch; che risulta particolarmente affascinante per la sua ricercata attenzione alla qualità delle aziende inserite in portafoglio, per la stabilità e sicurezza che una rigorosa applicazione di regole di gestione consolidate e di comprovato successo riescono a suscitare e per la gestione attiva delle scelte di investimento che fornisce quella scossa di sorpresa e novità che attrae l’investitore.
Il comparto Global Quality investe a livello globale su aziende di qualità selezionate utilizzato i modelli di screening del team di gestione con l'obiettivo di cogliere le occasioni di crescita presenti nei mercati azionari. Il portafoglio è piuttosto concentrato, con un numero di posizioni massime di 50 titoli e con un turnover mediamente limitato (15-20% annuo che può salire nei momenti di lateralità dei mercati per incrementare le posizioni dei titoli più interessanti), a conferma della fiducia nei modelli di selezione e delle capacità del team di gestione; inoltre, la gestione attiva del portafoglio è elevata come dimostra l’active share dell’83% rispetto all’indice azionario globale. L’attività di selezione dei titoli è molto rigorosa e si focalizza su aziende ad elevata capitalizzazione, mette al primo posto la ricerca della qualità dei bilanci, valutata non solo con la crescita dei risultati in termini di fatturato ed utili superiori alla media, ma anche valutando la stabilità e prevedibilità dei risultati, applicando anche una appropriata diversificazione geografica e settoriale per incrementare l’efficienza del portafoglio. La ricerca di aziende che rispondono ai modelli di qualità del business del team di gestione e il bilanciamento del rischio con le valutazioni intrinseche dei singoli titoli sono decisivi per ogni decisione di investimento. I gestori perseguono un orizzonte di investimento di medio-lungo termine con la consapevolezza che la qualità nel breve periodo potrebbe anche non pagare, ma allungando l'orizzonte temporale sicuramente i prezzi delle azioni si riavvicinano al fair value.
I rendimenti ottenuti negli ultimi anni sono molto interessanti, con il contributo decisivo dei titoli dei settori tech e finanziario del mercato azionario Usa che risultano molto pesati nel comparto. Da rilevare che questi risultati sono stati ottenuti con un livello di volatilità inferiore alla media dei competitor come certificato anche dall'indicatore sintetico di rischio che in una scala da 1 a 7 segna quota 4, fatto non usuale per un fondo azionario globale. I costi del comparto sono nella media dei concorrenti paragonabili e consentono di entrare su un prodotto azionario gestito in modo attivo con un rapporto qualità/costo sicuramente accattivante.

L’ho fatto, ho preso coraggio e ho giocato il tutto per tutto: dopo giorni di studio, riflessioni e qualche tentennamento, ho finalmente deciso di invitare Catalina a cena. Catalina è argentina, di Buenos Aires, lavora in un circo, non parla una parola di italiano ed è incredibilmente affascinante. Non so molto altro, ma questi sono già gli ingredienti perfetti per una serata che potrebbe trasformarsi in un’avventura travolgente o in un completo disastro.
La immagino già mentre mi propone di mollare tutto e partire con lei in giro per il mondo, la nostra prima litigata su qualche incomprensione linguistica, o semplicemente la faccia sbalordita e un po’ invidiosa dei miei amici quando la vedranno per la prima volta. Sognare è gratis, chissà se poi il conto mi riporterà alla realtà.
Avevo proprio bisogno di qualcosa di nuovo, di esotico, e dal potenziale inesplorato…e lo stesso vale per i miei investimenti: per questo, al mio San Valentino finanziario, ho deciso di “invitare” un fondo che investe nei Mercati di Frontiera.
Come Catalina, questi mercati sono affascinanti, super sexy ma imprevedibili e ancora poco conosciuti. Possono regalare numeri da circo, stupirti con performance straordinarie o lasciarti a bocca aperta con una fluttuazione improvvisa. Ma è proprio ciò che li rende attraenti e stimolanti, soprattutto se concepiti in un’ottica di lungo termine.
Pensate che 19 dei 20 Paesi a più alta crescita economica globale appartengono ai Mercati di Frontiera. Giovani, dinamici, con una popolazione in espansione e una economia che si alimenta per tre quarti dai consumi interni. Sono, in pratica, i Paesi Emergenti di 20 anni fa, quelli che oggi presenziano nei portafogli degli investitori meno avversi al rischio.
Questi mercati sono un mosaico di realtà molto diverse tra loro: Vietnam, Filippine, Perù, Marocco e, ovviamente, l’Argentina, la terra della mia adorata Catalina. Ed è proprio questa varietà che rende l’investimento più solido di quanto si possa pensare. La bassa correlazione tra questi mercati permette al fondo di essere relativamente meno volatile rispetto a una classica strategia sui mercati emergenti.
E poi, diciamolo: sui mercati emergenti non è facile ultimamente avere una view chiara. La Cina è un rebus sempre meno trasparente, Taiwan porta con sé rischi geopolitici importanti, l’India è cara, il Brasile volatile come una montagna russa e la Corea del Sud, ma non era un Paese sviluppato? Queste domande ce le siamo fatte tutti.
E allora perché non guardare altrove? Perché non puntare su qualcosa di nuovo, alternativo? Catalina, escúchame por favor: i Mercati di Frontiera potrebbero essere la risposta giusta.
P.S. Catalina è pura immaginazione per creare l’analogia ;) il mio vero San Valentino lo passerò a casa con la mia Giulia e il nostro piccolo Edoardo che, per ora, di acrobazie ne fa parecchie anche senza essere in un circo!