
7 MAG, 2026

Research Team of Janus Henderson: Jonathan Cofsky, Portfolio Manager on the Global Technology and Innovation Team, Divyaunsh Divatia, Research Analyst, James Donahue, Credit Analyst, Brian Recht, Portfolio Manager and Research Analyst.
Quattro tra le maggiori società di piattaforme AI e cloud computing (Microsoft, Alphabet, Amazon e Met) hanno comunicato i risultati dopo la chiusura dei mercati il 30 aprile. Alla vigilia di questi dati, la domanda chiave era se ci sarebbero state prove tangibili di un ritorno sulla spesa in infrastrutture AI, sia nelle divisioni cloud sia nei business core.
A nostro avviso, i risultati hanno contribuito a fare chiarezza: la monetizzazione sta accelerando, i backlog cloud sono ai massimi storici e i margini reggono in parallelo alla crescita dei ricavi.
I business core hanno accelerato per tutte e quattro le società tecnologiche, anche mentre la spesa in conto capitale legata all'AI è aumentata sensibilmente. Il segmento retail nordamericano di Amazon è cresciuto del 12% su base annua, rispetto all'8% del periodo precedente. I ricavi del business di ricerca di Alphabet – un segmento che non molto tempo fa alcuni davano in declino – sono aumentati del 19%, in accelerazione rispetto al 10% dell'anno prima. Le impression pubblicitarie di Meta sono salite del 19% contro il 5% del trimestre corrispondente. Il segmento Productivity and Business Solutions di Microsoft ha registrato una crescita del 13%, mantenendosi stabile a fronte di un confronto già solido con l'anno precedente.
Dai risultati di queste società emerge con chiarezza che l'AI sta migliorando il targeting pubblicitario, il coinvolgimento degli utenti e la monetizzazione sulle loro piattaforme – senza erodere i ricavi core.
I ricavi cloud hanno mostrato un momentum analogo. Amazon Web Services ha cresciuto del 28%, il ritmo più rapido dalla prima metà del 2022, quando il business era meno della metà delle dimensioni attuali. Microsoft Azure è cresciuta di circa il 39%. Google Cloud ha registrato una crescita del 63%. Si tratta di business che si avvicinano rispettivamente a circa 150, 108 e 80 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annui.
Tutti i principali provider cloud hanno riportato un rafforzamento della domanda, a indicare che il mercato indirizzabile per il computing e lo storage AI si sta espandendo, non redistribuendo. Si tratta di deployment a scala enterprise – non da early adopter – che entrano in produzione; in alcuni casi la crescita resta vincolata dalla capacità disponibile.
Tutti e quattro i CEO hanno indicato l'AI agentiva come il prossimo grande cambio di piattaforma. Gli agenti sono stati descritti come il "workload dominante": lo strumento principale attraverso cui le aziende estrarranno valore dall'AI, progettato per lavorare in modo continuativo verso gli obiettivi dell'utente.
La convergenza di questi messaggi suggerisce un cambiamento strutturale nelle modalità di consumo e monetizzazione del computing – dalle licenze software una tantum verso una domanda ricorrente basata sull'utilizzo. Questo rappresenta un ulteriore punto di svolta per i requisiti di computing e storage.
La spesa in conto capitale aggregata delle quattro società è proiettata verso circa 750 miliardi di dollari per l'anno solare 2026, con i team di management che indicano una spesa ancora maggiore nel 2027. Includendo Oracle e CoreWeave, la cifra supera gli 800 miliardi di dollari – un livello di reinvestimento paragonabile agli stimoli fiscali storici. Questa cifra rappresenta un'iniezione diretta nell'economia reale, a sostegno della crescita nei settori dei semiconduttori, delle infrastrutture energetiche, dei data center e dell'ampio ecosistema di fornitori necessario per costruire e gestire queste strutture.
L'aumento della spesa in conto capitale conferma che la domanda di computing AI continua a superare nettamente l'offerta. L'incremento dei costi dei componenti, in particolare nella memoria e nel networking, aggiunge ulteriore pressione sui livelli di spesa, mentre il consumo di token è aumentato rispetto alle previsioni di budget formulate all'inizio dell'anno.
Nonostante gli ingenti investimenti, la crescita dei ricavi e i margini si sono espansi di pari passo. Alcune di queste società restano positive sul free cash flow; altre sono temporaneamente negative, ma potrebbero beneficiare dell'accelerazione dei ricavi e dei backlog già acquisiti.
Riteniamo che questi ultimi risultati confutino la tesi ribassista secondo cui la spesa in AI erode la redditività core. I tassi di conversione pubblicitaria migliorano. Il coinvolgimento nelle ricerche cresce. I ricavi per utente si espandono. La domanda cloud si riversa su una spesa infrastrutturale più ampia.
È importante sottolineare che i benefici dell'AI stanno sostenendo la crescita degli utili già oggi, prolungandone al contempo la durata. Complessivamente, riteniamo che questi risultati contribuiscano a rafforzare la solidità del ciclo di investimento nell'AI.