
20 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Gli ETF UCITS domiciliati in Europa hanno attirato 127,4 miliardi di euro di nuovi flussi netti nel terzo trimestre del 2026, avviando il mercato verso un anno record, secondo il rapporto trimestrale sui flussi di Amundi pubblicato questa settimana.
La cifra è superiore del 12% ai 113,6 miliardi di euro raccolti nel secondo trimestre, ha osservato Juan San Pío, Direttore commerciale di Amundi ETF, Indexing & Smart Beta per la Penisola Iberica e l’America Latina, sottolineando che la diversificazione è stata il tema dominante del trimestre.
Gli afflussi del terzo trimestre hanno superato nettamente gli 89,1 miliardi di euro registrati nello stesso periodo del 2025, mentre il patrimonio totale del mercato ha raggiunto i 3.200 miliardi di euro a fine settembre. Gli ETF azionari hanno raccolto quasi 100 miliardi di euro e quelli obbligazionari hanno aggiunto 26,4 miliardi, in un contesto di maggiore volatilità dei tassi.
Il mercato si avvia verso un anno record, dopo aver registrato afflussi per 127,4 miliardi di euro nel terzo trimestre, il 12% in più rispetto al secondo trimestre.
Juan San Pío, Direttore commerciale di Amundi ETF, Indexing & Smart Beta per la Penisola Iberica e l’America Latina, Amundi
Gli ETF azionari hanno raccolto 99,3 miliardi di euro, proseguendo la tendenza estiva trainata dalle azioni già evidenziata nel rapporto di Amundi sui flussi degli ETF di agosto. Anziché concentrarsi su una singola area geografica, le esposizioni globali ai mercati sviluppati e ai mercati di tutto il mondo hanno guidato le allocazioni, mentre le azioni statunitensi hanno comunque attirato 25,5 miliardi di euro.
Gli ETF azionari hanno registrato afflussi per quasi 100 miliardi di euro, guidati dalle strategie globali sui mercati sviluppati e sui mercati di tutto il mondo, rispettivamente con 29 e 25,5 miliardi di euro.
Le azioni europee hanno registrato una ripresa, con afflussi per 9,9 miliardi di euro, dopo i deflussi di un secondo trimestre debole; gli afflussi sui mercati emergenti sono accelerati, raggiungendo quasi 6,8 miliardi di euro, rispetto ai 5,6 miliardi del trimestre precedente. Il Giappone, considerato un mercato value, ha attirato 2,3 miliardi di euro, un dato stabile e sostanzialmente in linea con i 2,7 miliardi registrati in precedenza.
Il settore tecnologico ha guidato ancora una volta i flussi settoriali, con 4,4 miliardi di euro, sostenuto dalle aziende che abilitano l’intelligenza artificiale e da un andamento positivo degli utili. Anche sanità (1,7 miliardi di euro), materiali (1,4 miliardi) e industria (1,1 miliardi) hanno attirato afflussi significativi, riflettendo una tendenza alla rotazione settoriale.
I flussi obbligazionari indicano un approccio più prudente e selettivo, influenzato dalla volatilità dei mercati obbligazionari globali e da una revisione delle prospettive sui tassi ufficiali. I titoli di Stato hanno continuato a essere richiesti, con afflussi netti pari a 11,9 miliardi di euro, sebbene i modelli di allocazione siano variati da una regione all’altra.
In Europa, gli investitori hanno privilegiato le esposizioni ai titoli di Stato con tutte le scadenze (2,4 miliardi di euro), segnalando un ribilanciamento verso le scadenze core. Negli Stati Uniti, invece, hanno mantenuto un atteggiamento più difensivo, preferendo le scadenze brevi (1,4 miliardi di euro) e ultrabrevi (1,7 miliardi di euro).
Nel credito, l’high yield in euro ha registrato un evidente ridimensionamento del rischio, con flussi scesi a 564 milioni di euro dai 3,2 miliardi del secondo trimestre, quando la domanda di high yield era aumentata notevolmente. Anche le obbligazioni societarie in euro hanno rallentato, passando da 4,4 a 3,7 miliardi di euro, segno che gli investitori continuano a ricercare rendimento.
Gli ETF alternativi alla liquidità hanno continuato ad attrarre capitali, con afflussi saliti a 4,1 miliardi di euro a settembre, rispetto ai circa 3 miliardi di giugno. Anche le obbligazioni indicizzate all’inflazione hanno suscitato un rinnovato interesse, con afflussi pari a 1,4 miliardi di euro, contro 1 miliardo nel trimestre precedente.
I flussi ESG sono rimasti sostanzialmente stabili, anche se la composizione sta cambiando. Gli afflussi verso le azioni ESG sono aumentati del 19% su base trimestrale, raggiungendo 16,5 miliardi di euro. Nel reddito fisso, la quota ESG dei flussi totali è scesa da circa il 30% a circa un quarto, con afflussi verso le obbligazioni ESG pari a 5,5 miliardi di euro, contro i 7,4 miliardi del secondo trimestre.
L’oro è stato uno dei temi di maggior rilievo del trimestre. Ad agosto sono confluiti circa 6 miliardi di euro negli ETP e negli ETC sull’oro, seguiti da altri 3,5 miliardi a settembre, in risposta alle vendite sul mercato obbligazionario, all’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e a un atteggiamento più marcato di avversione al rischio.
Nel trimestre, gli ETP e gli ETC sull’oro hanno raccolto oltre 10 miliardi di euro di nuovi capitali netti, superando il miglior record annuale di afflussi del metallo giallo: 7,6 miliardi di euro nel 2022.
Da inizio anno, i flussi verso l’oro ammontano a circa 10,4 miliardi di euro, già ben al di sopra del record del 2022. Amundi attribuisce la forza della domanda a una combinazione di fattori macroeconomici e tecnici, tra cui le preoccupazioni sull’andamento dei tassi ufficiali, sulle traiettorie del debito e del deficit e sulla più ampia volatilità dei mercati.
ETF tematici settembre 2026: è il mese della cybersecurity. Difesa europea sempre in testaDi Rahul Bhushan