
Aggiornato:
9 FEB, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

In un'Italia che invecchia sempre più rapidamente, i fondi pensione aperti si trovano di fronte a una sfida epocale: garantire rendimenti adeguati e sostenibilità finanziaria in un contesto demografico in rapida evoluzione. Con l'aspettativa di vita in aumento e il tasso di natalità ai minimi storici, il sistema previdenziale italiano è sotto pressione come mai prima d'ora. In questo articolo, gli esperti di BCC Risparmio&Previdenza, CNP Assicura e Arca Fondi SGR ci guidano attraverso le strategie che i fondi pensione aperti stanno adottando per navigare queste acque turbolente.

L’impatto dell’invecchiamento della popolazione ha importanti implicazioni per le strategie d’investimento. Per i fondi pensione in particolare occorre valutare gli effetti di medio-lungo termine delle dinamiche demografiche e tale valutazione non può prescindere dall’interazione di queste con il progresso tecnologico e le politiche pubbliche.
Negli ultimi decenni, l’aumento dell’aspettativa di vita e la minor crescita della popolazione attiva hanno prodotto, rispettivamente, un aumento della propensione al risparmio e una crescita potenziale più bassa, supportando una tendenza a tassi di equilibrio in diminuzione.
A mettere in discussione questa dinamica, negli ultimi anni, sono stati gli shocks inflattivi legati agli stimoli post-pandemia e ai costi dell’energia, e, più di recente, l’accelerazione impressa dall’amministrazione USA a misure commerciali aggressive, politiche fiscali espansive in presenza di deficit elevati, e al ridisegno dei rapporti strategici, che produce, a livello globale, la necessità di aumentare la spesa per difendere le proprie economie. Tali fattori stanno già determinando un rialzo dei tassi attesi di equilibrio, come visibile nei forward a lungo termine sulle curve dei derivati di tasso.
In termini più strutturali, occorre poi tener conto del progresso tecnologico e della sua interazione con l’invecchiamento della popolazione. La produttività agisce sui tassi attraverso l’incremento della domanda di capitale e l’effetto ricchezza, che incentiva il consumo anticipato a discapito del risparmio, spingendo i tassi al rialzo. Riguardo all’interazione con i fattori demografici, storicamente, il ritorno atteso sull’investimento nel capitale umano cresce con l’accelerazione nel progresso tecnologico, che porta a investire una quota crescente del reddito nella formazione dei figli, riducendo al contempo i tassi di natalità. Grazie a questo, i tassi di crescita dell’economia sono scesi meno in proporzione all’impatto negativo derivante dall’invecchiamento della popolazione. Tecnologie digitali, robotica e intelligenza artificiale, potrebbero far aumentare la crescita della produttività nel prossimo decennio, anche se esiste il rischio che una sostituzione troppo rapida della forza lavoro determini un effetto meno positivo sui trend di crescita e generi temporanee pressioni deflattive.Di qui l’importanza delle politiche pubbliche, che potrebbero rendere l’interazione demografia/progresso tecnologico più virtuosa, favorendo l’aumento della partecipazione alla forza lavoro, l’accesso più ampio possibile alla formazione e i giusti incentivi fiscali. Sotto questo punto di vista, l’Europa appare più attrezzata di altre aree, ma per colmare il gap di crescita con USA e Cina necessiterebbe di maggiori investimenti in tecnologia. In definitiva, la valutazione degli spazi di politica economica è sempre più cruciale per le scelte di asset allocation: è probabile che i mercati continueranno a guardare soprattutto alle risposte dell’Europa e della Cina, dove questo spazio appare ancora ampio, anche in termini di riforme strutturali. Pertanto, un graduale aumento del peso relativo degli asset azionari e obbligazionari europei e asiatici potrebbe rivelarsi più sostenibile e migliorare, nel medio termine, il profilo di rischio-rendimento dei portafogli.


L'invecchiamento della popolazione rappresenta una delle sfide più significative della nostra epoca, con impatti profondi sull'economia e sulla società. Questo fenomeno richiede un approccio innovativo e strategico, specialmente nel settore della previdenza complementare, dove i fondi pensione aperti si trovano a fronteggiare scenari sempre più complessi. Da un lato, è essenziale guidare i clienti verso scelte consapevoli nella selezione dei comparti di investimento, partendo dalla decisione fondamentale di aderire a una forma pensionistica. Dall'altro, è necessario sfruttare con competenza le opportunità offerte dagli investimenti in asset illiquidi e nell'economia reale per massimizzare il rendimento delle risorse accumulate. Solo attraverso la sinergia tra queste due azioni è possibile ottenere risultati ottimali per gli aderenti.
L'obiettivo è chiaro: accumulare risorse sufficienti per affrontare una maggiore aspettativa di vita. L'Italia, con una delle popolazioni più longeve al mondo, è chiamata a rispondere a questa sfida con soluzioni concrete. Arca Fondi SGR, leader di mercato nella Previdenza Complementare, si pone in prima linea con un approccio articolato su due direttrici fondamentali.
I risultati del 2024 confermano la validità di questo approccio. Con oltre 21.000 nuovi clienti (+20% rispetto all’anno precedente), il fondo Arca Previdenza ha raggiunto performance significative: Alta Crescita 12,16%, Crescita 8,21%, Rendita 5,64% e TFR 4,47%.
In conclusione, l’invecchiamento della popolazione non è solo una sfida, ma un’opportunità per ripensare il modello operativo dei fondi pensione aperti, rendendoli più vicini alle esigenze delle persone. Investire oggi per un domani sereno è un atto di responsabilità e speranza per garantire un futuro sicuro e sostenibile a tutti noi.

L’invecchiamento della popolazione e l’allungamento dell’aspettativa di vita continuano a rappresentare una delle principali sfide per il sistema pensionistico italiano, rendendo sempre più rilevante il ruolo della previdenza complementare. A fine 2025, secondo l’ultimo report Covip, le forme pensionistiche complementari in Italia contano 11,7 milioni di posizioni in essere, in crescita del 5% rispetto al 2024: un dato che conferma la crescente necessità, da parte dei lavoratori, di integrare la futura pensione pubblica.
Parallelamente, i contributi versati nel 2025 hanno raggiunto 17,4 miliardi di euro, con un incremento del 10,1% sull’anno precedente. Le risorse complessivamente accumulate nelle forme complementari ammontano a 261,2 miliardi di euro, in aumento del 7,3% rispetto al 2024.
Sul fronte dei rendimenti, il 2025 ha mostrato performance positive: i comparti azionari dei fondi aperti hanno registrato una media del 9,6%, quelli dei fondi negoziali del 7,7%, mentre le linee bilanciate hanno ottenuto risultati compresi tra il 5,1% e il 5,5%. Anche i PIP di ramo III hanno segnato rendimenti medi del 7,8% nelle linee azionarie.
Di fronte al dato che vede i lavoratori italiani destinati a permanere più a lungo nel mercato del lavoro, con un’età effettiva di pensionamento che potrebbe spingersi verso i 68 anni, diventa essenziale programmare con anticipo la costruzione della propria posizione previdenziale. Il tasso di sostituzione della pensione pubblica, che in media si attesta intorno al 60% dell’ultimo reddito, rende necessario integrare con strumenti privati per mantenere un tenore di vita adeguato nella fase di pensionamento.
A ciò si aggiunge l’aumento previsto delle spese legate alla non autosufficienza, alla salute e al sostegno familiare, che rende ancora più importante colmare per tempo il potenziale gap previdenziale.
CNP Assicura offre soluzioni di investimento pensate per rispondere a questa crescente complessità, attraverso un fondo pensione multi-comparto articolato in cinque linee, dalla garanzia di conservazione del capitale alle opzioni con maggiore esposizione azionaria. L’aderente può effettuare lo switch tra comparti differenti in base al ciclo economico e, avvicinandosi alla pensione, orientarsi verso linee caratterizzate da minore volatilità e rischio.
L’offerta previdenziale si completa con i PIP (Piani Individuali Pensionistici), disponibili sia in versione multiramo, con componente di gestione separata, sia in versione unit linked, articolata in quattro profili di investimento.
Per gli aderenti con un orizzonte temporale lungo, le strategie a maggiore contenuto azionario possono risultare più efficaci, poiché consentono di beneficiare delle fasi di crescita e delle oscillazioni dei mercati nel lungo periodo. In questa ottica, l’adozione di piani di accumulo periodici permette di sfruttare la volatilità e di rendere più graduale l’ingresso nei mercati.
Con l’avvicinarsi dell’età pensionabile, invece, l’obiettivo diventa la protezione del capitale accumulato. Si privilegiano pertanto linee più conservative, orientate a rendimenti più stabili e con un profilo di rischio contenuto.
Questo approccio “life-cycle”, che prevede un’esposizione più dinamica nella fase iniziale e più prudente nella fase finale, rappresenta la strategia più efficace per costruire una rendita che garantisca stabilità, sostenibilità e sicurezza nel tempo.