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Tra i mercati emergenti, India e Taiwan presentano le prospettive più interessanti
Investimento nei mercati Emergenti

Tra i mercati emergenti, India e Taiwan presentano le prospettive più interessanti

Secondo le proiezioni, la crescita reale del PIL indiano dovrebbe attestarsi al 6-7%; a Taiwan, opportunità tematiche come l’IA si prefigurano come un ulteriore supporto alla crescita.
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2 FEB, 2024

Di Candriam

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AUTORE: Paulo Salazar, Head of Emerging Markets Equities, Candriam

A dicembre i Mercati Emergenti (+3,7% in USD) hanno registrato rendimenti positivi in tutte le regioni, sottoperformando i mercati sviluppati (+4,8%). Negli Stati Uniti, il calo dell'inflazione ha rafforzato la convinzione che il ciclo rialzista abbia raggiunto il suo picco, che ha portato a una flessione del dollar index e ha sostenuto anche l’asset class dei Mercati Emergenti. La Cina (-2,4%) ha chiuso il mese con indicatori economici contrastanti, tra cui una crescita positiva delle esportazioni, una crescita negativa delle importazioni, un IPC in discesa e un IPP più debole. Il PMI manifatturiero di dicembre è sceso a 49, segnando un altro mese in contrazione. Nel discorso di fine anno, il governo ha ribadito di voler perseguire la stabilità, mentre la banca centrale ha chiesto maggiori iniezioni di liquidità. Non è stata osservata alcuna svolta sul fronte delle decisioni governative. L’agenzia di rating Moody's ha abbassato l’outlook del credito governativo cinese da "stabile" a "negativo", ponendo l'accento sulle preoccupazioni riguardo la crescita a medio termine del Paese.

Siamo più ottimisti riguardo alle prospettive dei titoli azionari emergenti, poiché molti dei fattori sfavorevoli che hanno caratterizzato lo scorso anno hanno iniziato ad attenuarsi. Tassi più elevati negli Stati Uniti e il conseguente apprezzamento del dollaro hanno pesato sui rendimenti delle azioni emergenti negli ultimi due anni. Il possibile picco dei tassi statunitensi e un contesto di politica monetaria più accomodante dovrebbero sostenere i rendimenti dei Mercati Emergenti. Questo impulso potrebbe rivelarsi ancora più pronunciato per il settore growth e i fattori ESG.

Da una prospettiva regionale, i Mercati Emergenti ex-Cina hanno mostrato una forte capacità di tenuta, resistendo alla debolezza derivante dal rallentamento dell’economia cinese e trasformando le sfide in opportunità, grazie alla riorganizzazione delle supply chain e all'intelligenza artificiale, che sta accelerando la ripresa dei produttori di hardware tecnologici e semiconduttori.

Per quel che riguarda, invece, la Cina, occorre maggiore cautela, poiché la strada della ripresa sembra essere un processo lento e graduale, favorito da specifici interventi di sostegno monetario e fiscale, che hanno obiettivi a lungo termine di riduzione della disparità di reddito, protezione dei dati e benefici per la società. La nostra esposizione alla regione è leggermente sottopesata.

In linea con le nostre prospettive strategiche, continueremo a mantenere una posizione lievemente difensiva e bilanciata, in attesa di ulteriori conferme sul fatto che i tassi d’interesse hanno ormai raggiunto il loro picco e che la ripresa economica cinese stia prendendo slancio, contribuendo alla crescita differenziale dei Mercati Emergenti.

Siamo più ottimisti sulle prospettive per i titoli azionari emergente, visto il venir meno di fattori sfavorevoli, il picco dei tassi della Fed, l’indebolimento del dollaro e la migliore performance del segmento “growth” come stile d'investimento.

Dal punto di vista regionale, abbiamo rivisto al rialzo India e Taiwan, portandoli a sovrappeso

Nessuna modifica alle nostre opinioni settoriali. Manteniamo un posizionamento positiva circa il settore dei semiconduttori.

Spaccato regionale:

  • India: sovrappeso. Secondo le proiezioni, la crescita reale del PIL indiano dovrebbe attestarsi al 6-7%; tra le maggiori economie del mondo, l'India sarebbe quella in più rapida crescita. Questa espansione è sostenuta da favorevoli tendenze demografiche. Sfruttando il clima geopolitico, l'India si posiziona come concorrente della Cina, stringendo alleanze internazionali e attirando investitori stranieri. Un altro vantaggio è rappresentato dalla crescita della base di investitori nazionali.
  • Taiwan: sovrappeso. Le migliori prospettive per il settore tecnologico, in particolare per i semiconduttori, segnalano il raggiungimento della fine del ciclo. Opportunità tematiche come l'IA si prefigurano come un ulteriore supporto alla crescita. Per esempio, TSMC, azienda taiwanese produttore di semiconduttori, ha registrato notevoli miglioramenti negli ultimi mesi.
  • Cina: neutro. Persistono ostacoli macroeconomici, tra cui il PMI in contrazione, la crisi del settore immobiliare, la bassa fiducia dei consumatori e pressioni geopolitiche. È probabile che il governo fornisca un maggiore sostegno fiscale e monetario, ma la crescita probabilmente sarà inferiore ai livelli pre-pandemia. La sovraperformance della Cina sarà infine più tattica.
  • LatAm: sovrappeso. È stata una delle regioni con le migliori performance nel 2023 e manteniamo un posizionamento in sovrappeso. Per quanto riguarda il Messico, stiamo monitorando attentamente l'andamento del Paese, considerando la potenziale decelerazione dell'economia statunitense; infatti, il Messico è attualmente il principale partner commerciale degli Stati Uniti. Il Brasile è già entrato in un ciclo di allentamento, con una crescita del PIL superiore alle attese e un contesto politico favorevole.

Visioni per settore e industria:

Nessuna modifica a livello settoriale: Continuiamo a monitorare, in particolare, il settore tecnologico e quello dei semiconduttori (mantenendo un posizionamento neutrale). Samsung Electronics non ha centrato gli obiettivi sugli utili per il quarto trimestre, ma ha registrato un miglioramento sequenziale che segnala un'inversione di tendenza nel primo trimestre del 2024. Siamo probabilmente nelle prime fasi di un ciclo rialzista. Secondo il CEO di SK Hynix, produttore sudcoreano di chip, il valore di mercato della società potrebbe raddoppiare entro 3 anni grazie all'elevata domanda di chip per l’intelligenza artificiale. TSMC è in ripresa, con una crescita dei ricavi superiore al 20% e una ricostituzione delle scorte. La società rileva, inoltre, un miglioramento dei margini e un picco delle spese in conto capitale. Da qui a cinque anni il contributo dell'IA ai ricavi sarà più che raddoppiato.

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