
13 NOV, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il valore complessivo dei portafogli dei clienti delle Reti di consulenza finanziaria è salito a 978 miliardi di euro a fine settembre, segnando un incremento del 3,8% rispetto a giugno e fissando un nuovo primato secondo i dati di Assoreti. La crescita trimestrale è stata trainata soprattutto dall’effetto performance dei mercati (2,4 punti percentuali) e, in misura minore, dai flussi di raccolta (1,4 pp).
“Il risparmio è una delle grandi energie del nostro Paese. Le Reti valorizzano le attività finanziarie delle famiglie e aiutano a trasformarle anche in valore collettivo, orientandole verso obiettivi che generano stabilità e sviluppo; in questa funzione si riconosce il contributo del sistema-Reti al Paese”.
Massimo Doris, Presidente dell’Associazione
La componente finanziaria e assicurativa/previdenziale raggiunge 844 miliardi di euro (+4,1% t/t), pari all’86,3% del totale. Il risparmio gestito vale circa 606 miliardi (+4,1% t/t) e sale al 61,9% delle masse (+0,2 pp), mentre gli strumenti finanziari amministrati ammontano a 238 miliardi, pari al 24,4% del portafoglio (+0,1 pp).
La liquidità scende al 13,7% del patrimonio (-0,3 pp t/t), pur aumentando in valore a 134 miliardi (+1,8% t/t). Continua inoltre la crescita della quota coperta dal servizio di consulenza con fee specifica: +5,4% nel trimestre a 149 miliardi, il 15,2% del patrimonio totale (+0,2 pp).
Tra gli strumenti amministrati, i titoli azionari registrano un progresso del 7,1% t/t, trainato dalle performance di mercato, con una valorizzazione prossima a 72 miliardi e un peso del 7,3% del portafoglio (+0,2 pp). Prosegue il crescente gradimento per gli exchange traded product, in particolare gli ETF: masse a 22 miliardi, in aumento dell’11% t/t e pari al 2,3% del patrimonio (+0,2 pp). Più contenuti gli avanzamenti di titoli di Stato (+0,9% t/t) e obbligazioni corporate (+1,2% t/t), che insieme valgono 118 miliardi e rappresentano il 12% del portafoglio, in calo di 0,4 pp nel trimestre.
Il valore degli Oicr, sottoscritti direttamente, sale a 272 miliardi di euro con un aumento del 5,1% rispetto a fine giugno, per 3,3pp attribuibile all’effetto mercato, e un’incidenza complessiva sul portafoglio che si attesta al 27,8% (+0.3pp t/t). I fondi azionari rappresentano il 10,2% del patrimonio (+0,1pp t/t) con 100 miliardi di euro; aumenta anche l’incidenza degli obbligazionari con una quota dell’8,8% (+0,2pp t/t) e una valorizzazione di circa 86 miliardi, mentre i fondi flessibili, che valgono poco più di 43 miliardi, si mantengono stabili al 4,4%.
Il comparto assicurativo/previdenziale rappresenta il 24% del portafoglio, con 235 miliardi di euro (+3,1% t/t) mentre la valorizzazione delle gestioni individuali aumenta del 3,9% t/t e si attesta a 99 miliardi di euro, con un peso in portafoglio che si conferma al 10,1%. Il contributo complessivo delle Reti al patrimonio investito in Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si attesta quindi sui 500 miliardi di euro, con un’incidenza sul patrimonio di sistema (1.312 miliardi di euro – dato provvisorio) pari al 38,1%; a fine giugno era pari al 37,2%.