
22 LUG, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

In un contesto di mercato sempre più complesso e volatile, comprendere come si costruisce e si gestisce un portafoglio obbligazionario richiede uno sguardo esperto, capace di connettere analisi macroeconomica, visione strategica e attenzione al rischio.
Valerio Angioni, Investment Director del team fixed income presso Jupiter Asset Management, ci guida in questo percorso con la lucidità di chi vive quotidianamente il cuore pulsante dei mercati. Angioni racconta come si è avvicinato al mondo della finanza, come si articola il suo ruolo in Jupiter e quali sono i principi che orientano le sue decisioni di investimento
Durante gli anni dell’università ho svolto diversi stage: prima nel risparmio gestito, presso GAM, e poi nel private banking con J.P. Morgan. Tuttavia, il mio primo impiego a tempo pieno è stato a Londra presso Commerzbank, istituto tedesco, dove sono entrato a far parte del team di Cross-Asset Structured Products. È stata un’esperienza formativa, poiché i prodotti strutturati si basano su un’ampia gamma di asset sottostanti, inclusi i fondi comuni.
Dopo questo primo periodo, ho iniziato ufficialmente la mia carriera nel risparmio gestito—inizialmente con PIMCO, e da tre anni e mezzo sono in Jupiter.
Fin dai primi anni di università sono rimasto affascinato dalla finanza. È un settore in cui si intrecciano economia aziendale, macroeconomia e dinamiche globali—dalla geopolitica all’innovazione tecnologica. Nei mercati quotati, come l’azionario e l’obbligazionario, si aggiunge un ulteriore livello di complessità, dato dal comportamento spesso imprevedibile degli operatori e dalle peculiarità dell’infrastruttura di mercato. È un mondo in continua evoluzione, dove ogni giorno è diverso dall’altro: la monotonia non esiste.
Attualmente ricopro il ruolo di Investment Director nel team Fixed Income di Jupiter. Questa posizione può assumere titoli diversi a seconda della società—alcuni parlano di Product Specialist, Product Strategist o Client Portfolio Manager. In generale, è una funzione a metà tra il team di gestione e quello commerciale/relazioni con i clienti, con un focus che varia da azienda ad azienda. In Jupiter, l’approccio è più orientato all’investimento, in quanto gli Investment Director fanno parte del team di gestione in senso ampio.
Il ruolo è molto sfaccettato. Ogni giorno mi interfaccio direttamente con i clienti per illustrare le nostre strategie obbligazionarie—spiegando i processi, le nostre opinioni sull’evoluzione dei mercati e le ragioni dietro il posizionamento dei portafogli. Spesso le domande dei clienti ci arrivano tramite i Sales Representative di Jupiter, e sta a me fornire loro le informazioni necessarie per offrire un servizio di alto livello.
Una parte significativa del mio tempo è dedicata anche al confronto con i nostri gestori—discutiamo il loro outlook sui mercati obbligazionari e l’attività svolta sui vari portafogli. Insieme definiamo il modo migliore per comunicare queste idee ai clienti. Questa collaborazione garantisce coerenza e chiarezza nel messaggio, in linea con l’evoluzione del contesto di mercato.
Naturalmente il settore è in costante trasformazione, e lo stesso vale per Jupiter. Un’altra parte del mio lavoro consiste nel collaborare con il nostro Head of Fixed Income, i gestori e i colleghi dei team Product Structuring e Legal per sviluppare soluzioni innovative per i clienti.
Data l’ampiezza delle responsabilità, ogni giornata è diversa. Alcune sono dedicate a confronti interni sull’investimento, altre a viaggi per incontrare i clienti, altre ancora a progetti strategici. Alcuni elementi, però, restano invariati. Ogni giornata inizia con un’attenta analisi delle novità nei mercati obbligazionari—per essere pronti a valutarne l’impatto sui portafogli e supportare tempestivamente i clienti.
Annotare gli impegni quotidiani su un’agenda cartacea—un po’ all’antica, forse—mi aiuta a restare concentrato. Detto questo, spesso le priorità cambiano all’improvviso a causa di sviluppi dell’ultima ora.
Uno dei principi fondamentali di Jupiter è l’indipendenza dei gestori. Jupiter non impone una view “della casa” sui mercati o sull’economia. All’interno del team di investimento coesistono più gruppi specializzati in aree diverse dell’azionario e dell’obbligazionario. Ognuno è libero di esprimere la propria visione e di seguire un processo d’investimento autonomo.
Nel campo obbligazionario, ad esempio, abbiamo team che gestiscono strategie multi-settore, credito corporate, absolute return, debito sovrano e mercati emergenti. Pur operando in autonomia, esistono anche spazi di confronto e collaborazione.
Ogni team dedica molto tempo all’analisi macroeconomica per valutarne l’impatto su variabili chiave come i rendimenti governativi, gli spread di credito o i tassi di cambio. Anche se le opinioni possono divergere, esiste una cultura solida di condivisione e confronto: le discussioni avvengono sia informalmente, ogni giorno, sia in modo più strutturato, ad esempio nel Fixed Income Macro Meeting quindicinale—un forum aperto in cui i gestori condividono le loro view macro e aggiornano gli altri sull’andamento dei portafogli.
Inoltre, il credito corporate rappresenta una componente importante in molte delle nostre strategie. Il team di Credit Research, che fa parte del gruppo obbligazionario, supporta tutti i gestori nell’identificazione delle opportunità più interessanti. Anche qui, il confronto è continuo: ogni giorno alla scrivania e, formalmente, durante il Fixed Income Credit Meeting quindicinale, in cui un analista presenta un tema specifico—che può riguardare un sotto-settore del credito o una situazione particolare—stimolando il dialogo con gli altri analisti e gestori.
La decisione finale su cosa entra o esce dai portafogli spetta comunque sempre ai gestori. Jupiter crede fermamente che questa indipendenza sia essenziale per offrire una vera e propria gestione attiva ai clienti.
Direi che la caratteristica principale del contesto attuale è l’elevata volatilità giornaliera. I flussi di notizie sono spesso imprevedibili e generano reazioni di mercato violente, anche se a volte temporanee. Detto questo, finora nel 2025 il mercato obbligazionario non si è comportato male: molti segmenti hanno generato rendimenti positivi. In altre parole, un approccio “attendista” avrebbe comunque dato buoni risultati.
Questa reattività eccessiva dei mercati può creare opportunità tattiche interessanti per strategie flessibili o absolute return, ma comporta anche dei rischi se i portafogli si adattano troppo bruscamente ai cambiamenti.
Come accennato, i team di investimento in Jupiter operano in modo indipendente, quindi non c’è un’unica strategia obbligazionaria. Il nostro team Absolute Return, ad esempio, è stato molto attivo nel comparto valutario. Il deprezzamento del dollaro nel 2025 ha aperto interessanti opportunità per una gestione attiva del rischio FX. Il team Multi-Sector Fixed Income, che gestisce portafogli direzionali e diversificati, ha ridotto l’esposizione ai tassi statunitensi aumentando quella ai mercati ex-USA. Contemporaneamente, ha incrementato in misura contenuta il rischio di credito, per beneficiare di uno scenario favorevole a strategie di carry.
Nei portafogli di debito sovrano sono emerse nuove “aree rifugio” nei mercati emergenti in valuta locale, mentre nelle strategie corporate credit resta centrale l’analisi dei fondamentali, accompagnata da una gestione prudente del rischio di credito, per ottenere rendimento senza esporsi a eccessiva volatilità.
Per quanto riguarda gli investimenti corporate, il processo è guidato dal lavoro quotidiano del team di Credit Research. La maggior parte degli analisti è focalizzata su specifici settori industriali (es. real estate, energia, finanziari) o su segmenti di mercato precisi (come il credito USA). Anche nella ricerca sul credito si applica il principio di indipendenza: né Jupiter né il responsabile del team impongono un modello unico di analisi. Ogni analista è libero di adottare l’approccio che ritiene più adatto per il proprio segmento. Questo significa che i criteri di valutazione variano a seconda del settore.
Alcune aree dove oggi vediamo ancora opportunità, nonostante le valutazioni generalmente elevate nel credito corporate:
Come molti che hanno iniziato a lavorare nell’ultimo decennio, direi la pandemia da COVID-19. Le nostre vite sono state stravolte in tanti modi, e abbiamo dovuto adattarci rapidamente al lavoro da remoto. I mercati finanziari hanno vissuto settimane di fortissima volatilità, e i clienti obbligazionari hanno assistito a movimenti nei mercati del credito che non si vedevano da anni—mettendo a dura prova la tolleranza al rischio.
Sono stati mesi difficili, ma credo che abbiano insegnato a molti professionisti, me compreso, ad adattarsi rapidamente a condizioni straordinarie.
A livello personale, quel periodo mi ha portato anche a riflettere sul modo in cui affronto la vita quotidiana—imparando a rimandare meno e a cogliere di più l’attimo, perché non sappiamo mai cosa ci riserva il futuro.
Essere appassionati di mercati e leggere il più possibile. Soprattutto negli ultimi tempi, ogni giorno accade qualcosa di nuovo, e ogni evento può insegnarci qualcosa sul funzionamento del mondo. I numeri sono importanti. La finanza è forse una scienza sociale, ma ogni giorno vengono pubblicati moltissimi dati: performance dei mercati azionari, movimenti dei rendimenti obbligazionari e degli spread di credito, prezzo del petrolio, livello dell’inflazione…
Conoscere almeno alcuni di questi dati in un dato momento può aiutare ad orientare il pensiero e ad affrontare in modo più consapevole, ad esempio, un colloquio per una posizione in una società di gestione.