
6 MAR, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, continua la nostra serie di interviste dedicata alle professioniste che stanno contribuendo all’evoluzione del settore degli investimenti, del risparmio gestito e dell’asset management.
Protagonista di questa intervista è Simona Bruson, Deputy Country Head Italy e Senior Sales Manager di Raiffeisen Capital Management. Con una lunga esperienza nel settore finanziario, Bruson ci racconta come diversità e inclusione possano arricchire le decisioni aziendali, quale sarà il futuro della leadership femminile nell’asset management e quali consigli offrirebbe alla prossima generazione di professionisti del settore.
La diversità e l’inclusione incidono in modo significativo sulla qualità delle decisioni aziendali perché ampliano la gamma di prospettive, competenze ed esperienze coinvolte nei processi decisionali.
Un’azienda realmente inclusiva e attenta alla diversità riconosce le differenze, le valorizza, trasformando opinioni e punti di vista diversi in un vantaggio competitivo. Questo approccio infatti permette di analizzare le sfide da angolazioni differenti, riducendo il rischio di pensiero omogeneo (groupthink) e favorendo decisioni più ponderate, innovative e sostenibili nel tempo.
Essere inclusivi permette anche di comprendere il mercato in modo più completo e rappresentativo, migliorando la capacità di intercettare bisogni differenti e di sviluppare soluzioni più efficaci. Il risultato è una maggiore qualità delle scelte strategiche, un incremento della resilienza organizzativa, nonché una maggiore attrattività nei confronti degli stakeholder interni ed esterni.
I dati confermano che il settore dell’asset management è ancora oggi caratterizzato da una prevalenza di leadership maschile. Tuttavia, negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita della componenete femminile, con professioniste che, grazie a competenza, determinazione e passione per la finanza, hanno contribuito a superare stereotipi consolidati e a dimostrare il valore di approcci analitici e prospettive differenti.
Nei prossimi dieci anni immagino una leadership femminile sempre più solida e visibile, non come eccezione, ma come componente strutturale e riconosciuta del settore. Il valore aggiunto che emerge dalla diversità, come qualità delle decisioni e di conseguenza performance di lungo periodo favorirà un’evoluzione culturale in cui la presenza femminile nei ruoli apicali sarà considerata un fattore competitivo strategico.
Il mio auspicio è che questo percorso avvenga con maggiore convinzione e proattività da parte delle organizzazioni, non solo per colmare il gender gap, ma per integrare stabilmente la diversity come leva di creazione di valore, innovazione e sostenibilità nel tempo.
Il messaggio che lascerei alla prossima generazione di leader del settore finanziario è quello di agire con lungimiranza, responsabilità e coraggio. Il contesto in cui opereranno sarà sempre più complesso e interconnesso, per questo sarà fondamentale promuovere progetti capaci di rispondere alle nuove sfide in modo etico, sostenibile e orientato al lungo periodo.
Suggerirei loro di abbracciare con apertura e consapevolezza le trasformazioni tecnologiche che stanno ridefinendo il settore, senza timori eccessivi ma con spirito critico. L’innovazione, inclusa quella guidata dall’intelligenza artificiale, a mio avviso rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e di efficienza.Ricorderei che al fianco di tutte le meravigliose scoperte ed innovazioni che il futuro ci riservea il vero vantaggio competitivo rimarrá il capitale umano, come diceva Aristotele siamo animali sociali, abbiamo bisogno di interagire e qualitá come la capacità di giudizio, l’intelligenza emotiva, l’empatia e il senso di responsabilità sono qualità difficilmente replicabili da un algoritmo.