
30 SET, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Sono Fund Selector presso Generali Asset Management a Milano, dove mi occupo di analisi, due diligence e selezione di strategie liquide sia a supporto della gestione di portafogli multi-manager che dei nostri clienti assicurativi. Ho 29 anni ed il mio percorso nel risparmio gestito è iniziato nel 2020, subito dopo la laurea. Già durante gli studi universitari avevo sviluppato un forte interesse per i mercati finanziari e per il tema degli investimenti sostenibili, tanto da dedicare la mia tesi all'analisi della capacità di una gestione attiva con obiettivi di tipo ESG di generare alfa rispetto a un benchmark tradizionale nel medio periodo.
Opero in un contesto internazionale: la Fund Selection Platform di GenAM è infatti distribuita tra Milano, Parigi e Colonia e conta complessivamente dieci professionisti. A Milano, in particolare, ci occupiamo dell’attività di Advisory per clienti assicurativi presenti in diversi Paesi europei, per un totale di circa €500 Mln di AuA. Inoltre, attraverso un approccio di fund selection generalista, contribuiamo al mantenimento della Investible Fund List di GenAM ed alla gestione di circa 40 fondi di fondi, per un totale di circa €12 Bln di AuM.
Nel corso degli anni mi sono avvicinato sempre più all'ambito degli investimenti sostenibili, contribuendo allo sviluppo di framework e metodologie proprietarie per la valutazione ESG e conseguendo la certificazione CFA Sustainable Investing.
La mia carriera nel settore finanziario è iniziata nel 2020 in Anima SGR, dove sono entrato attraverso un graduate program. È stata un'esperienza particolarmente formativa perché mi ha permesso di conoscere in modo trasversale diverse aree dell'asset management, dalla ricerca alla costruzione di soluzioni di investimento per diverse tipologie di clienti, fino all’analisi di portafogli multi-asset. Nel tempo ho trovato nella fund selection la naturale sintesi dei miei interessi professionali: analisi, ricerca e confronto con i migliori specialisti del settore.
Oggi, in Generali Asset Management, mi occupo di individuare e selezionare strategie attive e passive all'interno dell'universo degli investimenti liquidi, contribuendo alle attività di advisory e alla gestione multi-manager.
L'aspetto che apprezzo maggiormente è la varietà. Vivo ogni giorno come un'opportunità per approfondire nuove strategie, confrontarsi con gestori provenienti da realtà e mercati differenti e capire come si stanno posizionando i diversi attori sul mercato. Ciò mi permette di mettere in discussione le mie convinzioni tramite un processo continuo di tesi-antitesi-sintesi.
Data la mia formazione e la mia esperienza professionale, la fase che trovo più affascinante del processo di selezione è quella dello screening quantitativo. Attraverso scorecard proprietarie sviluppate dal nostro team analizziamo molteplici dimensioni di un prodotto, dalle caratteristiche di rischio-rendimento alla consistenza della performance, fino agli aspetti di sostenibilità. Sempre considerando che i numeri rappresentano soltanto il punto di partenza, il nostro obiettivo è individuare processi di investimento solidi e replicabili, in grado non solo di generare alfa, ma di farlo in modo coerente e sostenibile nel medio-lungo termine.
Mi piace pensare alla fund selection come a una disciplina che combina rigore analitico e capacità di giudizio. Il processo prende avvio da un'approfondita analisi quantitativa, supportata da strumenti come Morningstar Direct, Bloomberg e scorecard proprietarie, che ci consentono di identificare le strategie più interessanti all'interno dell'universo investibile.
La vera sfida consiste nel comprendere ciò che si nasconde dietro la performance: la qualità del team di gestione, la solidità del processo di investimento, i processi di Risk Management e la capacità di apprendere anche dai propri errori. Sono aspetti che emergono soprattutto durante la due diligence qualitativa e il confronto diretto con i gestori. Comprendere le loro convinzioni di investimento, il modo in cui le traducono in portafoglio e come adattano il posizionamento al variare delle condizioni di mercato rappresenta, a mio avviso, il vero fattore distintivo di una buona decisione di allocazione.
Faccio parte di un team internazionale di circa dieci professionisti distribuiti tra Milano, Parigi e Colonia, con competenze eterogenee tra di loro. La struttura è organizzata in modo complementare: il team di Milano si occupa principalmente della fund selection trasversale alle diverse asset class, mentre i colleghi francesi e tedeschi ricoprono il ruolo di gestori di fondi di fondi e specialisti di specifiche asset class.
Questo modello favorisce un confronto continuo tra chi seleziona le strategie e chi le implementa direttamente nei portafogli. Ritengo che sia proprio questa contaminazione di competenze ed esperienze uno dei principali punti di forza del nostro team.
Uno dei principali rischi per un fund selector oggi non è la mancanza di informazioni, ma il contrario. Ogni settimana un fund selector incontra gestori, legge report e analizza dati. L'obiettivo non deve essere raccogliere più dati possibili, ma raccogliere dati utili. Il costruire nel tempo una conoscenza dei gestori, della filosofia di investimento e dei fattori che guidano la performance di ogni singola strategia è qualcosa che sicuramente aiuta.
Se dovessi scegliere un solo elemento direi la capacità del team del gestore di rimanere coerente nel tempo con l’obiettivo di investimento del fondo. Un buon track record può essere in parte il risultato di condizioni favorevoli mentre un processo robusto e una cultura d'investimento forte hanno invece maggiori probabilità di generare risultati sostenibili nel lungo periodo.
La sfida più complessa, a parer mio, è mantenere lucidità quando il mercato sembra andare tutto nella stessa direzione. Spesso le scelte migliori non sono quelle più popolari in un determinato momento, ma quelle che richiedono la pazienza e la convinzione di guardare oltre i movimenti di breve termine. In alcuni contesti è facile lasciarsi trascinare dall'entusiasmo attorno a un tema, a un settore o ad un particolare stile d'investimento.
In queste situazioni cerco sempre di tornare ai fondamentali: capire se il gestore sta semplicemente beneficiando di un trend favorevole o se dietro ai risultati c'è un processo d'investimento solido e sostenibile nel tempo. Questa domanda restituisce spesso anche una risposta: c’è del valore nella gestione attiva per cui sto pagando?
Al di fuori del lavoro cerco di mantenere uno stile di vita attivo. Lo sport ha sempre fatto parte della mia quotidianità e continua a essere un elemento fondamentale del mio equilibrio personale. Durante la settimana mi alleno regolarmente in palestra, mentre nel tempo libero amo trascorrere il maggior numero di ore possibile all'aria aperta, in particolare in montagna.
Negli ultimi anni ho iniziato anche a studiare il tedesco, una lingua che continuo a perfezionare sia per interesse personale sia per motivi professionali. Più recentemente mi sono avvicinato alla danza country: è una passione ancora agli inizi, ma chissà che non diventi presto il prossimo hobby da aggiungere alla lista.