
2 SET, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Sono Chief Investment Officer e Head of Investment Committees presso Swiss Finance Management International a Ginevra e porto con me oltre 25 anni di esperienza nei mercati finanziari, nell’asset management e nel wealth management.
Negli ultimi cinque anni ho concentrato la mia attività sulla gestione di portafogli discrezionali e advisory, sull’asset allocation e sulla costruzione di soluzioni d’investimento multi-asset per clientela UHNWI.
Ho maturato una competenza specifica nella selezione, execution e monitoraggio di fondi e opportunità di Private Equity e Venture Capital, con accesso a co-investimenti e primari gestori internazionali.
La mia esperienza combina mercati liquidi e private markets, gestione del rischio, hedging e capacità di individuare opportunità coerenti con gli obiettivi di rendimento e il profilo dell’investitore.
In Corporation Financière Européenne ho gestito strategie liquide proprietarie per circa €120 milioni, con una performance indicata del +25%, fondi per €50 milioni e un hedging book di USD 150 milioni.
Negli ultimi anni ho inoltre seguito investimenti diretti e club deal in settori innovativi, dall’energia al nucleare di nuova generazione e alla mobilità sostenibile.
Il valore che porto è la capacità di trasformare un ampio universo di investimento in una selezione disciplinata di opportunità, combinando esperienza di mercato, network e visione multi-asset.
Il mio obiettivo è continuare a sviluppare soluzioni d’investimento ad alto valore aggiunto, ampliando l’accesso a fondi, co-investimenti e opportunità nel public e private markets.
Ho iniziato la mia carriera nel 1999 in J.P. Morgan Suisse a Londra, dove ho avuto l’opportunità di costruire solide basi sia sui mercati finanziari sia sugli aspetti operativi e di gestione degli strumenti d’investimento. Mi sono occupato inizialmente di prodotti derivati e successivamente di project management nell’ambito dell’integrazione delle attività Hedge Fund tra Chase e J.P. Morgan nella sede di Ginevra.
Da allora ho sviluppato un percorso di oltre 25 anni tra portfolio management, fund management, advisory e investment management, lavorando prevalentemente con Family Office, clientela UHNWI e investment boutique. Oggi sono Chief Investment Officer e Head of Investment Committees presso Swiss Finance Management International a Ginevra, oltre a essere Lead Portfolio Manager per mandati discrezionali e advisory
La parte che trovo più stimolante è il processo che porta dall’analisi di un’opportunità alla sua concreta integrazione in portafoglio. Mi piace comprendere cosa genera realmente performance, distinguere un buon track record da un processo d’investimento realmente replicabile e confrontarmi direttamente con i gestori.
Apprezzo particolarmente la possibilità di lavorare su un universo multi-asset, combinando mercati liquidi e private markets. Negli ultimi anni ho dedicato crescente attenzione a Private Equity, Venture Capital e co-investimenti, dalla selezione iniziale fino all’execution e al monitoraggio.
Il valore aggiunto del nostro lavoro, a mio avviso, non consiste semplicemente nel trovare un buon fondo, ma nel capire perché, quando e in quale portafoglio quel fondo possa realmente creare valore.
Il mio processo combina sempre analisi quantitativa e qualitativa.
La prima fase parte dalla definizione dell’universo investibile e da uno screening quantitativo: performance assoluta e relativa, consistenza dei risultati, volatilità, drawdown, comportamento nelle diverse fasi di mercato e rapporto tra rischio assunto e rendimento generato.
La seconda fase, per me determinante, riguarda la due diligence qualitativa. Cerco di comprendere profondamente il team, il processo decisionale, la disciplina nella costruzione del portafoglio e soprattutto le reali fonti di alpha. È importante verificare che il processo dichiarato dal gestore sia coerente con ciò che emerge effettivamente dal portafoglio e dai risultati.
Infine valuto il fondo nel contesto del portafoglio complessivo: correlazioni, liquidità, rischi, complementarità rispetto alle strategie già presenti e capacità di contribuire agli obiettivi di rendimento. La selezione, inoltre, non termina con l’investimento: il monitoraggio continuo è parte integrante del processo.
Attualmente il team è composto da 3 persone, con competenze complementari tra portfolio management, analisi, execution e advisory. La struttura è volutamente orientata alla collaborazione: le idee d’investimento vengono analizzate e confrontate all’interno del team e successivamente discusse nell’ambito degli Investment Committees.
Nel mio ruolo di CIO coordino il processo d’investimento, mantenendo al tempo stesso un coinvolgimento diretto nell’analisi e nella gestione dei portafogli. Ritengo importante che, anche in presenza di responsabilità chiaramente definite, vi sia un confronto costante tra le diverse competenze.
Uno degli aspetti più complessi del nostro lavoro oggi non è avere accesso all’informazione, ma riuscire a selezionare quella realmente rilevante.
Cerco quindi di organizzare l’informazione secondo una gerarchia precisa: dati di mercato e macroeconomici, analisi dei portafogli, informazioni provenienti dai gestori, ricerca esterna e monitoraggio delle singole strategie.
Utilizzo strumenti professionali come Bloomberg, insieme alla documentazione dei gestori e ai nostri strumenti interni di analisi.
Cerco soprattutto di evitare che il volume di informazione condizioni il processo decisionale: l’obiettivo è trasformare una grande quantità di dati in pochi elementi realmente utili per prendere una decisione d’investimento.
Per me il primo elemento è sempre la qualità delle persone che prendono le decisioni d’investimento.
Cerco di capire chi genera realmente le idee, come vengono prese le decisioni, quanto il team sia stabile e quanto gli interessi del gestore siano allineati con quelli degli investitori.
Un secondo punto fondamentale è la coerenza del processo. Un buon fund manager deve essere in grado di spiegare non soltanto perché una posizione ha funzionato, ma anche perché una decisione non ha prodotto il risultato atteso e cosa ha imparato da quell’esperienza.
Mi interessano quindi molto la cultura del rischio, la disciplina nei periodi difficili, la governance e la capacità del gestore di mantenere il proprio processo anche quando il mercato diventa sfavorevole. È spesso nei momenti di stress che si comprende realmente la qualità di un gestore.
Una delle sfide principali è distinguere tra performance e reale capacità di generare alpha.
Un track record positivo può dipendere da un particolare contesto di mercato, da un'esposizione fattoriale favorevole o semplicemente da un livello di rischio superiore. Il nostro compito è capire quanto dei risultati ottenuti sia effettivamente attribuibile al processo e quanto sia invece difficilmente replicabile.
Un'altra grande sfida è evitare il cosiddetto performance chasing. Alcune delle migliori opportunità possono emergere proprio quando una strategia attraversa temporaneamente una fase meno favorevole, purché il processo d'investimento rimanga solido.
Per questo considero fondamentale combinare numeri, esperienza di mercato e dialogo diretto con i gestori: il vero obiettivo non è selezionare il fondo che ha performato meglio ieri, ma identificare quelli che hanno maggiori probabilità di creare valore domani.
Fuori dal lavoro cerco soprattutto attività che mi permettano di cambiare prospettiva rispetto ai mercati finanziari. Dedico volentieri il mio tempo allo sport (tennis, sci e palestra in particolare) viaggi e lettura . Credo che mantenere interessi diversi dal lavoro sia importante anche professionalmente, perché aiuta a conservare curiosità, equilibrio e capacità di osservare le cose da prospettive differenti.