
29 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Amundi ha presentato oggi, 29 ottobre 2026, i conti dei primi nove mesi con la raccolta netta più alta mai registrata dal gruppo in questo periodo, pari a +102 miliardi di euro, e un utile netto rettificato in crescita di oltre il 20%.
Il gruppo guidato dalla CEO Valérie Baudson gestisce 2.579 miliardi di euro a fine settembre, l'11% in più su base annua.
Nel terzo trimestre l'utile netto rettificato si è attestato a 409 milioni di euro, in aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 22% sui nove mesi. I ricavi sono cresciuti dell'11%, trainati dalle commissioni di gestione.
Sul fronte dei costi, l'effetto jaws (il differenziale tra crescita dei ricavi e crescita dei costi) è stato positivo per 7 punti, con un cost-income ratio al 50,0%. L'utile netto contabile del trimestre sale a 675 milioni di euro, includendo una plusvalenza di circa 300 milioni legata all'IPO di SBI Funds Management.
| Indicatore | Q3 2026 | Variazione |
|---|---|---|
| Utile netto rettificato | 409 mln € | +20% Q3/Q3 |
| Utile netto contabile | 675 mln € | incl. circa 300 mln € da IPO SBI FM |
| Cost-income ratio | 50,0% | jaws +7 punti |
| Raccolta netta | +45,6 mld € | esclusi i deflussi del mandato in India |
| Masse gestite (30/09) | 2.579 mld € | +11% su base annua |
Amundi ha realizzato una consistente raccolta netta, che si è tradotta in una crescita dell'utile netto rettificato superiore al +20% sia nel Q3 sia nei primi nove mesi dell'anno. Questa performance dimostra la rilevanza delle nostre priorità strategiche e la persistenza della nostra capacità di risposta a fronte delle diverse esigenze dei clienti.
Valérie Baudson, Chief Executive Officer, Amundi
Nel terzo trimestre la raccolta netta ha raggiunto +45,6 miliardi di euro. Il dato esclude -39,1 miliardi di trasferimenti legati alla parziale riallocazione di un grande mandato istituzionale in India gestito dalla joint venture SBI FM: dato il margine trascurabile di questi attivi, Amundi prevede un impatto trascurabile su ricavi e utili.
Gli attivi a medio-lungo termine hanno contribuito per +42,5 miliardi. Di questi, +27 miliardi provengono da ETF e soluzioni indicizzate (di cui +17 miliardi dai soli ETF) e +14 miliardi dalla gestione attiva, sostenuta soprattutto da obbligazionario e multi-asset, con fondi come Amundi Funds Global Aggregate Bond e Amundi Funds Emerging Markets Bond.
La piattaforma ETF ha toccato 432 miliardi di euro di masse a fine settembre, di cui oltre 100 miliardi in Germania, dove la raccolta è spinta dagli operatori digitali. L'ETF Core Stoxx Europe 600 ha raggiunto 21 miliardi di asset. Le strategie di Victory Capital distribuite in Europa e Asia hanno raccolto quasi 3 miliardi.
Per area geografica, spiccano l'Europa del Nord con +18 miliardi, positiva in tutti i paesi della regione, l'Asia con +8 miliardi (di cui +5 miliardi in distribuzione diretta e +2 miliardi dalla Cina) e il Medio Oriente con +2 miliardi.
Sui dodici mesi a fine settembre, la raccolta netta ha contribuito alla crescita delle masse per +123 miliardi di euro, un record per il periodo. L'effetto mercato e cambi ha aggiunto +172 miliardi, nonostante il calo della rupia, mentre il consolidamento di ICG ha portato un effetto perimetro di +6 miliardi.
Il trimestre conferma l'avanzamento delle priorità del piano Invest for the Future 2028. Nella previdenza complementare Amundi ha raccolto +12 miliardi di euro, con un nuovo mandato di distribuzione in Germania e due mandati istituzionali in Germania e in Asia. I distributori digitali hanno portato +4 miliardi, con due nuove partnership.
La partnership distributiva con Banco Sabadell, in scadenza nel 2030, è stata prorogata di cinque anni, fino al 2035.
Nei private asset, il gruppo ha completato l'acquisizione del 9,9% di ICG e ha lanciato il primo fondo evergreen sviluppato insieme a ICG. Dopo l'operazione e il buyback da 500 milioni di euro, il surplus di capitale resta superiore a 1 miliardo di euro.