
9 DIC, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

AVM SGR S.p.A. ha annunciato il lancio di Gaia Growth, un fondo multi-comparto pensato per convogliare capitali verso progetti imprenditoriali ad alto potenziale trasformativo nei principali settori strategici per il futuro dell’Italia e dell’Europa.
Ispirato a quattro pilastri strategici allineati ai criteri ESG e alle priorità del Green Deal, degli SDGs, di NextGenerationEU e della Missione 4 del PNRR, il nuovo veicolo nasce in risposta a un contesto globale segnato da crisi climatiche, sanitarie, sociali e demografiche, con l’obiettivo di connettere capitale, competenze e innovazione per generare impatto positivo e valore duraturo.
“Gaia Growth nasce per offrire una piattaforma di investimento capace di unire capitale, competenze e responsabilità. Con il lancio di questo nuovo fondo multi-comparto rafforziamo la nostra missione di favorire la crescita di imprese italiane innovative e responsabili, con un impatto concreto sullo sviluppo economico e sociale del nostro Paese”.
Giovanna Dossena, Principal di AVM SGR
Gaia Growth adotta una struttura multi-comparto che consente di bilanciare rischio e rendimento, costruendo un portafoglio diversificato accomunato da obiettivi di ritorno finanziario e impatto sull’economia reale in una prospettiva di lungo periodo. Ogni linea di investimento avrà un orizzonte compreso tra 7 e 10 anni e un target di raccolta per singolo verticale tra 10 e 100 milioni di euro.
L’integrazione dei criteri ESG è centrale nella strategia del fondo, coerente con i quadri europei e internazionali sopra citati. Ciascuna linea sarà supportata da un team dedicato e da una rete qualificata di partner industriali, istituzionali e accademici, a garanzia di un approccio integrato e sinergico.
Il primo comparto, già operativo, è Mediterranea Investimenti, focalizzato sullo sviluppo imprenditoriale del Mezzogiorno e sulla valorizzazione delle eccellenze territoriali.
Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori comparti: uno dedicato alla sanità avanzata e digitale; uno all’innovazione sociale, alla trasformazione digitale e all’educazione; un quarto rivolto alla filiera agroalimentare e alla transizione tecnologica delle produzioni di qualità; e un ultimo incentrato su biotech, medtech e digital health.