
17 FEB, 2023
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

La Giornata Internazionale del Risparmio Energetico, che si celebra i 18 febbrario, è un'occasione importante per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di ridurre il consumo energetico e di promuovere l'adozione di fonti energetiche rinnovabili. In questo contesto, i gestori di fondi di investimento hanno un ruolo fondamentale da svolgere, poiché possono indirizzare i loro investimenti verso progetti che promuovono la sostenibilità ambientale e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.
Oggi, Invesco e Carmignac ci spiegano come stanno affrontando le sfide della transizione energetica e come i loro investimenti possono avere un impatto significativo sulla sostenibilità ambientale a lungo termine.

L’Energia Sostenibile è un fattore chiave per la trasformazione dirompente che sta interessando sia le economie sia l’evoluzione dei quadri normativi globali. La trasformazione sostenibile è un trend strutturale che ha il potenziale di inglobare per intero i modelli di business attuali e di nuova natura.
Gli investimenti e più in generale il risparmio gestito possono e devono assumere un ruolo centrale nella costruzione di un futuro più attento ai temi non solo ambientali, ma anche sociali e di governance.
Per questo motivo già nel corso del 2020 abbiamo chiesto al nostro team di gestione di strutturare secondo dei processi d’investimento, consolidati dal lungo track record, delle strategie che tenessero in considerazione e avessero un focus sulla sostenibilità. L’ obiettivo era quello di non essere ricettori passivi di un trend strutturale di lungo periodo, ma di contribuire attivamente nell’investimento di aziende che avessero un impatto positivo sugli obiettivi dell’agenda 2030. Sono nate strategie focalizzate sulle enviromental climate opportunties o sulle emissioni net zero.
Naturalmente non parliamo solo di questi temi attraverso i fondi attivi, ma nel corso degli anni stiamo strutturando sempre più soluzioni anche passive che ricalchino tematiche ESG, ambientali. Nel 2005 abbiamo listato negli Stati Uniti il primo Global Clean Energy ETF con oltre $1.6bn di AUM.
Riteniamo che sebbene come per ogni novità ci sia della resistenza di breve periodo, trend strutturali mirati a ridurre le esternalità negative che affliggono la nostra vita quitidiana, non possano che affermarsi come trend positivi di lungo termine nelle nostre scelte di tutti i giorni, così come nel nostro modo d’investire.
Gli investitori, specialmente le nuove generazioni formate da millenial e gen Z, chiedono sempre più spesso prove tangibili che il loro investimento stia facendo la differenza. Cercano impatti positivi, misurabili e quantificabili. Per farvi un esempio è importante capire quante tonnellate di emissioni di anidride carbonica durante l'anno solare si possano risparmiare investendo in emissioni green. L'impatto è misurato in termini di capacità aggiunta di energia rinnovabile e di produzione annuale di energia rinnovabile rispetto a fonti tradizionali.
Sappiamo che potrà essere un viaggio tortuoso, e ricco d’insidie, normative, istituzionali e manageriali, ma crediamo fortemente di voler posizionare il nostro modo d’investire verso un mondo degli investimenti più sostenibile, e duraturo nel lungo periodo.

Uno degli istrumenti con cui Carmignac partecipa nella transizione energetica è Carmignac Portfolio Climate Transition, un fondo azionario internazionale tematico sostenibile (UCITS) che investe in società innovative che affrontano o contribuiscono attivamente alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici lungo l’intera catena del valore industriale e delle energie rinnovabili.
Il Fondo investe anche in società in fase di transizione che consentono di ridurre le emissioni o intraprendono attività che contribuiscono a una transizione verso emissioni nette zero entro il 2050, comprese le società coinvolte nell’estrazione più efficiente di materie prime fondamentali per mitigare i cambiamenti climatici, come (ma non solo) rame, litio, nichel e alluminio, in quanto elementi essenziali per le batterie dei veicoli elettrici e le reti di energia rinnovabile. Rientra nella classificazione Articolo 9 nell’ambito del regolamento SFDR dell’UE.
Un altro punto chiave del Fondo: engagement e azionariato attivo. Desideriamo sfruttare i nostri diritti di azionisti in modo attivo e collaborare con le aziende nel processo di transizione, utilizzando quindi questa strategia per produrre un impatto reale, autentico e significativo, che possa davvero aiutare il pianeta a passare a un’economia a più basse emissioni di carbonio. Queste aziende destinano decine di miliardi di dollari allo sviluppo di nuove fonti di petrolio e gas. In qualità di azionisti, dobbiamo sollecitare una riallocazione del capitale verso fonti energetiche più pulite. Questo enorme bacino di capitale e la sua allocation nei prossimi anni saranno determinanti per il raggiungimento della carbon neutrality. Tale obiettivo non può prescindere dall’impegno dei player coinvolti e da quello degli investitori come motore trainante del cambiamento e spinta per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione.
I punti chiave della strategia si possono sintetizzare in questo modo: