
19 MAG, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

ING Italia celebra i 25 anni dalla nascita della sua attività di banking per la clientela privata nel Paese e, in occasione dell’anniversario, annuncia un’accelerazione del proprio piano di crescita con l’ingresso nel segmento del Private Banking. La nuova operatività è prevista nel terzo trimestre del 2026, in un percorso di espansione che punta a rafforzare la presenza della banca olandese in Italia.
Alla guida del Private Banking ci sarà Matteo Pomoni che aggiunge all’attuale responsabilità su Investment & Wealth Management anche quella del nuovo segmento, assumendo la carica di Head of Private Banking, Wealth Management & Investments. Questa nomina garantisce continuità di leadership ed esecuzione strategica in una fase chiave, accelerando al contempo lo sviluppo di una value proposition solida per il segmento affluent e private.
Il gruppo, attivo con clienti in oltre 100 Paesi, 41 milioni di clienti e 60.000 dipendenti, era arrivato in Italia già nel 1979 con i servizi di Wholesale Banking dedicati alle imprese medio-grandi. Nel 2001 ha poi segnato uno dei passaggi più rilevanti nell’evoluzione del settore bancario nazionale, introducendo il digital banking attraverso Conto Arancio, il conto deposito che ha contribuito alla notorietà del marchio nel mercato italiano e che, secondo i dati disponibili dal 2007, ha riconosciuto oltre 3,8 miliardi di euro di interessi ai risparmiatori italiani.
Dopo il lancio di Conto Arancio, ING ha ampliato progressivamente la propria offerta. Nel 2004 è arrivato Mutuo Arancio, presentato come il primo mutuo con un processo di sottoscrizione interamente a distanza, oggi supportato anche dalla rete di agenti in attività finanziaria della banca, pur mantenendo la possibilità di una richiesta completamente digitale. Da allora, oltre 328.000 italiani hanno acquistato casa con Mutuo Arancio, per un totale erogato superiore a 30 miliardi di euro.
La crescita ha coinvolto anche il credito al consumo: 180.000 clienti hanno finanziato i propri progetti con Prestito Arancio, per un volume complessivo di 1,9 miliardi di euro erogati. Sul fronte della relazione con la clientela, negli ultimi cinque anni la “filiale digitale” di ING ha registrato in media oltre 350.000 visite al giorno, affiancata, quando necessario, da una rete composta complessivamente da 650 professionisti tra consulenti finanziari e agenti in attività finanziaria.
In questo contesto si inserisce l’annuncio del futuro ingresso nel Private Banking, che rappresenta una nuova tappa strategica per la banca in Italia. L’operazione segnala la volontà di presidiare anche il segmento della clientela patrimonialmente più evoluta, ampliando il perimetro dell’offerta oltre il tradizionale digital banking retail.
L’evoluzione del mercato italiano conferma intanto la crescente centralità dei servizi bancari digitali. Secondo l’indagine “Soldi, digitale e benessere” dell’ING People Insights Lab, realizzata da YouGov per ING Italia su un campione CAWI di 1.039 maggiorenni, il 55% degli italiani sceglie il digital banking per le operazioni bancarie. Tra questi, il 30% non si reca mai in filiale, mentre solo il 10% dichiara di effettuare operazioni sempre o spesso allo sportello.
Il dato è coerente con quanto rilevato anche dal Digital Banking Maturity di Deloitte, che indica nel 55% la quota di utenti italiani che utilizza l’internet banking. Parallelamente, il modello mobile-first continua a guadagnare terreno: secondo ABI, l’80% delle banche italiane registra un numero di clienti attivi via app superiore a quello degli utenti attivi tramite portale web.
La digitalizzazione non incide soltanto sulla diffusione dei canali bancari, ma anche sulla gestione delle finanze personali. Sei italiani su dieci riconoscono un impatto positivo del digitale sulla gestione del denaro, soprattutto grazie alla possibilità di monitorare saldo e spese in tempo reale. Inoltre, il 57% degli intervistati si sente competente nella gestione finanziaria e il 62% si dichiara più consapevole rispetto al passato.
Tra i principali vantaggi percepiti del digital banking, la ricerca YouGov per ING evidenzia al primo posto la possibilità di controllare saldo e spese in tempo reale, indicata dal 79% degli utenti, seguita dalla facilità e rapidità nei pagamenti, citata dal 77%. Per il 41% degli utilizzatori, il digitale offre anche una maggiore autonomia decisionale nelle scelte finanziarie, un elemento che conferma come l’innovazione tecnologica stia modificando non solo i canali bancari, ma anche il rapporto dei clienti con il denaro.
“Sono particolarmente fiero di celebrare una ricorrenza che ha portato in questi 25 anni notevoli benefici ai risparmiatori italiani, contribuendo allo sviluppo di un mercato bancario più aperto, maturo e competitivo", ha affermato Andrea Diamanti, CEO di ING in Italia. "Oggi ING è a tutti gli effetti una banca universale con oltre 1.360.000 clienti, 18 miliardi di euro in depositi, 20,3 miliardi di euro di finanziamenti a privati e grandi imprese, con una market-share nell’erogato mutui del 10,3% nel primo trimestre 2026."