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Legge di Bilancio 2027: più IRES per banche e assicurazioni, SGR escluse. Ma la Tobin tax raddoppia
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Legge di Bilancio 2027: più IRES per banche e assicurazioni, SGR escluse. Ma la Tobin tax raddoppia

Il ddl chiede oltre 5 miliardi al settore finanziario ed esclude SGR e SIM dall’aumento dell’IRES. Per fondi ed ETF che comprano azioni italiane, però, la Tobin tax raddoppia per il secondo anno consecutivo.
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3 NOV, 2026

Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

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La Legge di Bilancio 2027 chiede al settore finanziario oltre 5 miliardi di euro, ma questa volta lascia fuori dalla stretta le società di gestione del risparmio. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, infatti, aumenta di 3 punti percentuali l’addizionale IRES per banche e assicurazioni, ma esclude in modo esplicito SGR e SIM. Questo non significa, tuttavia, che il risparmio gestito esca indenne dalla manovra. Per il secondo anno consecutivo la Tobin tax raddoppia, e a pagarla sono anche i fondi comuni e gli ETF che comprano azioni italiane.

Nel complesso la manovra vale circa 26 miliardi di euro. Va detto, però, che il testo è ancora all’inizio del suo percorso: passa ora all’esame del Parlamento, che dovrà approvarlo entro il 31 dicembre e potrà ancora modificarlo.

Addizionale IRES: +3 punti per banche e assicurazioni nel 2027-2028

Il capitolo più pesante del contributo chiesto al settore è, senza dubbio, l’aumento di 3 punti percentuali dell’addizionale IRES, che resterà in vigore per due periodi d’imposta. Come ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, per le banche l’aliquota complessiva sale dal 27,5% al 30,5%, mentre per le assicurazioni passa dal 24% al 27%.

A questo si aggiunge un intervento sull’IRAP. La deducibilità delle spese amministrative e degli interessi passivi, in particolare, scende dal 90% al 30%, anche se il governo ha previsto una detrazione compensativa. Allo stesso modo, per contenere l’impatto sugli istituti più piccoli, il testo introduce una franchigia [importo da verificare]. Nelle intenzioni della premier Giorgia Meloni dovrebbe di fatto azzerare l’effetto della misura per le banche di prossimità e per le cooperative.

Non è tutto. La manovra torna infatti a intervenire anche sulle attività per imposte anticipate (DTA): le modifiche al regime di deduzione dei componenti negativi collegati alle DTA dovrebbero valere da sole oltre 2 miliardi di euro nel 2027. Il legislatore, inoltre, ha voluto evitare che il conto finisca alla clientela. Per questo la norma vieta di trasferire il maggior carico fiscale, direttamente o indirettamente, su prezzi, tariffe, corrispettivi o commissioni.

SGR e SIM fuori dal perimetro

Per l’industria del risparmio gestito, invece, la notizia più rilevante è un’altra. Lo stesso Leo, durante la conferenza stampa di presentazione della manovra, ha chiarito che dall’aumento dell’IRES sono escluse le società di gestione dei fondi comuni di investimento e le società di intermediazione mobiliare.

Si tratta, a ben vedere, di un cambio di rotta rispetto allo scorso anno. Con la Legge di Bilancio 2026, infatti, l’aumento di 2 punti dell’IRAP per il triennio 2026-2028 aveva colpito l’intero settore finanziario, SGR comprese. All’epoca l’Osservatorio CPI dell’Università Cattolica aveva fatto notare come le società di gestione subissero la stretta pur non avendo registrato, negli ultimi anni, profitti particolarmente elevati.

C’è però un aspetto da tenere presente: l’esclusione vale soltanto per le nuove misure del 2027. In altre parole, l’aumento dell’IRAP deciso con la manovra precedente resta in vigore fino al 2028.

Tobin tax: secondo raddoppio in due anni

Se da un lato le SGR evitano il rincaro dell’IRES, dall’altro il risparmio gestito viene comunque toccato dalla Tobin tax, che dopo il raddoppio del 2026 raddoppia ancora una volta. L’aliquota sulle operazioni nei mercati regolamentati passa infatti dallo 0,2% allo 0,4% [da verificare sul testo bollinato], mentre per le operazioni fuori mercato si sale dallo 0,4% allo 0,8%. In tutto, secondo la relazione tecnica, l’intervento vale 1,38 miliardi di euro.

L’imposta colpisce gli acquisti di azioni italiane con capitalizzazione pari o superiore a 500 milioni, e quindi anche i fondi comuni e gli ETF che investono nelle large cap di Piazza Affari. In concreto, su un acquisto di 10.000 euro in Borsa l’imposta passerebbe da 20 a 40 euro [da verificare insieme all’aliquota], il quadruplo rispetto al 2025.

D’altra parte, sul piano del gettito i numeri danno ragione al governo. Secondo il Dipartimento delle Finanze, nei primi otto mesi del 2026 la Tobin tax ha portato all’erario 917 milioni di euro, il 94,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In altre parole, il primo raddoppio non ha provocato il crollo degli scambi che molti temevano.

Le altre misure per gli investitori

Sul fronte del risparmio privato, infine, la novità principale è il fondo per la natalità. A partire dai nati nel 2027, lo Stato assegnerà a ogni bambino una posizione individuale di risparmio, alimentata da un contributo pubblico di 100 euro l’anno fino alla maggiore età, che le famiglie potranno a loro volta integrare. Al compimento dei 18 anni il beneficiario potrà scegliere se riscattare la somma oppure trasferirla a un fondo pensione complementare. In quest’ultimo caso, però, le somme trasferite non verranno considerate contributi versati alla forma pensionistica.

Per fondi pensione e casse di previdenza, invece, il tema centrale resta quello degli investimenti nell’economia reale. La premier ha più volte annunciato l’intenzione di rafforzare gli incentivi introdotti con la manovra precedente e di rilanciare i PIR. Resta da capire, però, quale spazio troveranno queste misure nel testo definitivo, ed è un punto da seguire con attenzione durante l’esame parlamentare.

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