
4 GIU, 2025
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

In un contesto globale segnato da incertezze politiche e climatiche, gli investitori si trovano a dover bilanciare rendimento, rischio e sostenibilità. La quinta edizione del Global Climate Investing Survey di Robeco, pubblicata il 3 giugno 2025, rivela come le turbolenze della politica energetica statunitense e la mancanza di coerenza nei piani governativi stiano influenzando profondamente le decisioni di investimento. Cresce il timore per il rallentamento della transizione verso il net zero, ma emerge anche una chiara volontà di adattarsi e cercare nuove opportunità oltre i confini tradizionali.
“In Robeco, l'investimento sostenibile è da sempre parte integrante dell'ottimizzazione del profilo di rischio-rendimento degli investimenti, al fine di ottenere risultati di lungo termine eccellenti anche quando il percorso a breve termine è incerto. Il sondaggio di quest'anno evidenzia una realtà sconfortante: sebbene molti investitori continuino a impegnarsi per gli obiettivi climatici, in generale la centralità del cambiamento climatico nelle strategie di investimento è in declino, soprattutto a livello globale.
Lucian Peppelenbos, Climate and Biodiversity Strategist di Robeco
Secondo la quinta edizione del Global Climate Investing Survey di Robeco, il 56% degli investitori globali ritiene che la politica energetica dell’attuale presidente statunitense Donald Trump – favorevole ai combustibili fossili e ostile alle energie pulite – rappresenti una battuta d’arresto per la transizione verso il net zero. Tuttavia, la maggioranza crede che si tratti di una condizione transitoria destinata a cambiare con un futuro cambio di leadership negli Stati Uniti.
Il clima di incertezza politica sta già influenzando le decisioni strategiche: il 59% degli intervistati ha dichiarato di voler attendere ulteriori sviluppi dell’agenda politica americana prima di investire in asset sensibili alle modifiche normative. Questo scenario sta portando molti investitori europei (58%) e dell’Asia-Pacifico (62%) a guardare al di fuori del mercato statunitense per sostenere settori legati alla transizione energetica, come le energie rinnovabili e le soluzioni climatiche.
Il sondaggio evidenzia inoltre un malcontento diffuso circa il supporto governativo agli obiettivi climatici. Molti investitori segnalano un disallineamento tra gli impegni assunti per il raggiungimento del net zero entro il 2050 e la mancanza di politiche pubbliche efficaci. Questo squilibrio alimenta incertezza e richiama una risposta più concreta da parte dei governi.
Le preoccupazioni non sono distribuite uniformemente: il 41% degli investitori dell’Asia-Pacifico e il 39% di quelli nordamericani percepiscono la carenza di politiche governative come un ostacolo significativo alla decarbonizzazione, contro solo il 25% degli investitori europei. L’Europa, infatti, si conferma regione di riferimento per la stabilità normativa e il sostegno alla transizione climatica.
Infine, le priorità d’investimento divergono nettamente: mentre il cambiamento climatico rimane centrale per il 62% degli investitori europei e il 59% di quelli dell’Asia-Pacifico, solo il 23% degli investitori nordamericani continua a considerarlo una priorità strategica. Una differenza che sottolinea quanto le dinamiche geopolitiche stiano plasmando l’agenda della finanza sostenibile a livello globale.