
7 OTT, 2026
Di Teresa M. Blesa di RankiaPro

Il 2026/27 Global Family Office Report di Citi Wealth, basato su un sondaggio di giugno 2026 tra 351 family office in oltre 40 paesi, fotografa come i grandi patrimoni globali ripartiscono oggi il portafoglio. È un dato raro: la maggior parte dei report di settore misura intenzioni e sentiment, non l'allocazione effettiva.
Per il professionista che seleziona fondi o costruisce soluzioni modello, il dato più citato è l'allocazione strategica: azioni pubbliche al 30%, obbligazioni al 16% e liquidità al 12% del portafoglio medio. Il resto si divide tra mercati privati e immobiliare diretto, con differenze marcate tra dimensione del family office e area geografica.
Il portafoglio family office medio resta ancorato alle azioni pubbliche, che assorbono il 30% degli asset totali, secondo Citi Wealth. I mercati privati restano una componente strutturale: fondi di private equity (9%) e investimenti diretti in private equity (9%) insieme rappresentano quasi un quinto del portafoglio. Il reddito fisso si ferma al 16% e la liquidità al 12%, insieme oltre un quarto delle allocazioni. L'immobiliare diretto pesa per il 10%, mentre gli hedge fund restano marginali, al 4%.
| Classe di attivo | Allocazione media 2026 |
|---|---|
| Azioni pubbliche | 30% |
| Reddito fisso | 16% |
| Liquidità e equivalenti | 12% |
| Immobiliare diretto | 10% |
| Fondi di private equity | 9% |
| Private equity diretto | 9% |
| Hedge fund | 4% |
| Altro (private credit, fondi immobiliari, commodities, arte, asset digitali) | ~10% |

Le dimensioni del family office incidono sulla composizione del portafoglio. Chi gestisce oltre 500 milioni di dollari destina l'11% ai fondi di private equity e il 10% agli investimenti diretti, contro l'8% e il 7% dei family office più piccoli.
Questi ultimi compensano con una maggiore esposizione difensiva: reddito fisso al 19% (contro il 14%) e liquidità al 13% (contro l'11%). La lettura di Citi Wealth è che le organizzazioni più grandi sfruttano la scala per diversificare verso asset meno liquidi.
La geografia amplifica queste differenze. L'America Latina registra le allocazioni più alte sia in azioni pubbliche (33%) sia in reddito fisso (24%), un profilo orientato ad asset liquidi tradizionali. L'Asia Pacifico si distingue per la liquidità, al 20% del portafoglio, il doppio del Nord America (10%) e quasi il triplo dell'America Latina (7%), in parte come riserva difensiva, in parte come liquidità pronta per nuove opportunità. Il Nord America guida invece l'immobiliare diretto (13%) e il private equity diretto (11%).
Guardando ai prossimi dodici mesi, Citi Wealth segnala un orientamento moderatamente risk-on: il 37% dei family office prevede di aumentare l'esposizione alle azioni globali sviluppate, contro solo il 5% che pensa di ridurla. Circa il 28% punta a incrementare gli hedge fund e il 26% il private equity, sia diretto sia tramite fondi. Il credito privato è tra le poche classi in cui prevalgono le intenzioni di riduzione, dopo un tasso di default dei prestiti salito a un record del 6%.